Giappone, rinviato il lancio del razzo H-IIA

L'operatore di lancio MHI ha sospeso il lancio del razzo H-IIA a causa dei venti ad alta quota. La nuova data di lancio sarà da decidere, ma non sarà prima del 31 agosto

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Giappone, sospeso il lancio del razzo H-IIA
Giappone, sospeso il lancio del razzo H-IIA

L’agenzia spaziale giapponese (JAXA) ha sospeso, oggi 28 agosto, il lancio programmato di un razzo che trasporta quello che sarebbe il primo lander del Sol Levante destinato ad approdare sulla Luna, il cosiddetto Moon Sniper, in accordo con l’operatore Mitsubishi Heavy Industries (MHI) (7011.T) a causa dei forti venti che hanno costretto gli addetti ai lavori a rimandare il lancio a data da destinarsi.

Nonostante il razzo H-IIA, veicolo di punta del Giappone, abbia un tasso di successo di lancio del 98%, è stato deciso di sospendere il lancio attendendo condizioni meteorologiche migliori.

Lancio razzo H-IIA: c’è una nuova data?

Forti venti di quasi 108 km/h sono stati osservati ad un’altitudine di 5.000-15.000 metri, come ha comunicato il responsabile della sicurezza della Japan Aerospace Exploration Agency (JAXA), Michio Kawakami. Diversi tifoni in atto intorno al Giappone hanno influenzato le condizioni del vento, ha aggiunto.

La nuova data di lancio non è stata decisa, ma non sarà prima di giovedì a causa di processi necessari come il rifornimento di carburante, ha detto Tokunaga. MHI e JAXA hanno affermato che il lancio potrebbe avvenire entro il 15 settembre.

Il Giappone alla conquista della Luna

Come informa Reuters, il razzo trasporta lo Smart Lander for Investigating Moon (SLIM) della JAXA, che dovrebbe essere il primo veicolo spaziale giapponese ad atterrare sulla Luna. Il lander Hakuto-R Mission 1 della startup ispace con sede a Tokyo si è schiantato sulla superficie lunare ad aprile.
JAXA ha in programma di effettuare l’atterraggio di SLIM dall’orbita lunare nel gennaio-febbraio 2024 dopo il lancio di lunedì, con l’obiettivo di eguagliare il successo della missione di esplorazione lunare indiana Chandrayaan-3, atterrata felicemente sulla Luna nei giorni scorsi.

Il cecchino lunare

Soprannominata il “cecchino lunare”, la missione SLIM cerca di ottenere un atterraggio ad alta precisione entro 100 metri dal suo obiettivo sulla superficie della Luna: un salto tecnologico rispetto alla precisione convenzionale dell’atterraggio lunare di diversi chilometri, secondo JAXA.



Il razzo, oltre il lander, trasporta anche un satellite X-Ray Imaging and Spectroscopy Mission (XRISM), un progetto congiunto di JAXA, NASA e Agenzia spaziale europea. L’H-IIA, sviluppato congiuntamente da JAXA e MHI, è il veicolo di lancio spaziale di punta del Giappone, con 45 lanci riusciti in 46 tentativi dal 2001. Tuttavia, dopo che il nuovo razzo H3 di media portata della JAXA ha fallito al suo debutto a marzo, l’agenzia ha rinviato il lancio dell’H-IIA n. 47 per diversi mesi per indagare sulla causa.

La sfortuna del Sol Levante col nostro satellite

Nonostante l’obiettivo di inviare astronauti sulla superficie lunare alla fine degli anni 2020, le missioni spaziali del Giappone hanno dovuto affrontare recenti battute d’arresto, con il fallimento del lancio del piccolo razzo Epsilon nell’ottobre 2022, seguito da un’esplosione del motore durante un test il mese scorso.

Le missioni spaziali del Giappone: una breve storia

Anni ’60-’70, gli albori: Il programma spaziale giapponese ebbe inizio negli anni ’60 con il lancio del razzo suborbitale S-520, nel 1966. Nel 1970, il Giappone lanciò il suo primo satellite, chiamato Ohsumi, aprendo la strada a future esplorazioni spaziali.

Anni ’80, i primordi dell’esplorazione: Nel 1985, il Giappone lanciò il suo primo satellite meteorologico, GMS-1, per monitorare i cambiamenti climatici. Poco dopo, nel 1986, venne lanciato Hiten, la prima sonda giapponese destinata alla Luna.

Anni ’90, l’inizio dell’esplorazione planetaria: Il Giappone entrò nell’esplorazione planetaria con la missione Hiten che, nel 1990, rilasciò la sonda Hagoromo in orbita lunare. Nel 1998, il satellite Nozomi fu lanciato verso Marte, ma incontrò problemi tecnici lungo il percorso.

Anni 2000, contributi internazionali: Il Giappone iniziò a collaborare con agenzie spaziali internazionali. Nel 2003, la sonda Hayabusa fu lanciata verso l’asteroide Itokawa per raccogliere campioni e riportarli sulla Terra nel 2010, dimostrando la capacità di catturare materiale da corpi celesti.

Anni 2010, continua l’esplorazione planetaria: La missione Hayabusa2, lanciata nel 2014, raggiunse l’asteroide Ryugu nel 2018. Nel 2020, Hayabusa2 completò con successo il campionamento di Ryugu e iniziò il viaggio di ritorno verso la Terra.

Anni 2020, nuove prospettive: Il Giappone continua a dimostrare un forte impegno nell’esplorazione spaziale. Nel 2021, il satellite giapponese Hisaki studiò l’atmosfera di Venere. Inoltre, il Giappone collabora con altri paesi per la realizzazione della Lunar Gateway, una stazione spaziale orbitante attorno alla Luna.

Morale della favola: le missioni spaziali del Giappone sono passate dagli albori, con il lancio di piccoli satelliti, all’esplorazione planetaria e alla partecipazione a progetti internazionali. Il paese ha dimostrato notevoli progressi nell’ambito dell’ingegneria spaziale e continua a guardare verso nuovi orizzonti nel campo dell’esplorazione spaziale.

Ora è il turno della Luna e dell’approdo su di essa del razzo H-IIA. Nonostante questo piccolo incidente di percorso dato dai forti venti siamo sicuri che l’impegno e la pazienza del popolo giapponese, ereditati dagli eroici samurai, daranno i suoi frutti.

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