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Privilegium Othonis, la Chiesa diventa strumento del potere imperiale

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Una decina di giorni dopo la consacrazione ad imperatore, il 13 febbraio, Ottone I di Sassonia, promulgò il Privilegium Othonis, un documento dal sapore cesaropapista, avente, cioè, lo scopo di di unire il potere temporale e il potere spirituale di una Chiesa cristiana nella stessa persona

Il Papa eletto dall’Imperatore

Esso riconfermò alla Chiesa romana le donazioni fatte da Pipino e da Carlo Magno, al tempo dell’Impero carolingio, e riaffermò la volontà dell’Imperatore di essere il difensore della cristianità. Ottone si arrogò, però, il diritto di nominare il papa, che, in questo modo, diventava un semplice strumento nelle mani dell’imperatore.

Infine, stabiliva anche il divieto per i papi di incoronare e consacrare imperatori sovrani che non fossero di stirpe germanica.

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Esso, infine, sanciva giurisdizione suprema e controllo dell’imperatore sul governo pontificio attraverso l’invio a Roma di suoi incaricati (missi dominici), mentre al papa restava l’esercizio del potere giudiziario e amministrativo sui territori a lui sottomessi.

I vescovi-conti

Ottone aveva sempre perseguito l’obiettivo di trasformare la Chiesa in uno strumento del potere imperiale e consapevole del fatto che la fedeltà alla Corona dei nobili tedeschi fosse molto precaria egli istituì la figura dei vescovi-conti.
La ratio di questa decisione era rappresentata dal fatto che il feudo lasciato in eredità dai vassalli laici creava, nel tempo, un rafforzamento della casata nobiliare, la quale raggiunto un certo livello di potere e una certe rete di clientele, poteva mettere in discussione l’autorità imperiale.

Il Sacro Romano Impero

L’incoronazione di Ottone I a imperatore nel 962 sembrò coincidere con la riedificazione del vecchio impero carolingio nella nuova forma del Sacro Romano Impero.

In realtà tra le due realtà vi erano sostanziali differenze: innanzi tutto il centro di potere si era spostato dal regno dei Franchi alla Germania e all’Italia.

Un’altra importante differenza era il rapporto con il feudalesimo, che negli anni di Carlo Magno era agli esordi, mentre duecento anni più tardi, nel periodo degli Ottoni, questa organizzazione politica, sociale ed economica è perfettamente affermata ed integrata.

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Un ulteriore differenza tra l’impero carolingio e quello ottoniano, era rappresentato dal  rapporto con la Chiesa, di cui il privilegium Othonis rappresenta la massima espressione

Abolizione del Privilegio Ottoniano

Il Privilegio Ottoniano fu abolito da Niccolò II nel Concilio lateranense del 1059. Il papa infatti emanò un decreto che stabilì che da allora in poi l’elezione del pontefice sarebbe stata una prerogativa esclusiva di un collegio di cardinali riuniti in conclave.

L’abolizione del Privilegio Ottoniano fu alla base del duro scontro che contrappose la Chiesa e l’Impero dal 1075 al 1122: la lotta per le investiture.

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