Videogame e i pericoli per i più piccoli: dalla privacy alla postura scorretta, come si interviene

Un sano rapporto con un videogioco può essere un’esperienza costruttiva per il bambino, ma se presi alla leggera e a dosi massicce, i danni per i più piccoli possono essere profondi

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Con le innumerevoli piattaforme a disposizione per videogiocare, per i genitori è sempre più difficile controllare l’accesso dei propri figli piccoli al mondo del gaming. Un sano rapporto con un videogioco può essere un’esperienza costruttiva per il bambino, ma se presi alla leggera e a dosi massicce, i danni per i più piccoli possono essere profondi. Proprio per questo motivo, più avanti parleremo dei quattro principali aspetti da tenere a mente per far sì che il proprio piccolo possa divertirsi in sicurezza con i videogame.

Griefer, postura, tempo speso e privacy: ecco i 4 aspetti da tenere a mente

La possibilità di costruirsi vere e proprie identità fittizie spinge alcuni giocatori ad assumere comportamenti da bullo che, nei confronti dei più piccoli, possono essere percepiti come vere e proprie violenze. È il caso dei griefer, dei giocatori che intenzionalmente provocano gli altri giocatori per rendergli l’esperienza quantomeno spiacevole. Vista poi la possibilità di chattare all’interno di ogni gioco, è importante per il bambino saper riconoscere i comportamenti violenti e segnalarli subito all’amministratore.

Un altro problema da affrontare è quello della postura: passando tante ore davanti alla consolle o al pc, il bambino rischia di assumere una posizione poco consona alla sua colonna vertebrale. L’iperlordosi, la curvatura eccessiva della schiena verso avanti, la testa protesa, il collo non eretto, le gambe incrociate o accavallate, le braccia senza sostegni. Sono tutte cattive abitudini molto comuni tra i più giovani che possono portare in futuro a problemi cronici. Il bambino deve essere accompagnato nello scegliere una posizione corretta, magari immaginando insieme la creazione di una postazione da gioco che possano permettergli di vivere nella maniera più consona le ore da trascorrere di fronte al videogame. Sono tanti i siti che aiutano a scegliere le postazioni e le migliori sedie da gaming, e in questa ricerca è molto importante affidarsi alle recensioni più efficaci e positive, per trovare la seduta apposita alle esigenze di nostro figlio.

L’aspetto pratico dell’esperienza di gioco è quindi sistemato. Ma cosa fare per non lasciare nostro figlio in balia del videogame in una condizione di totale assuefazione – e di una conseguente perdita del senso del tempo? Per i genitori esistono strumenti appositi, implementati dalle maggiori case produttrici di consolle e videogiochi. Il parental control serve esattamente a questo: limitare in modo rigoroso e sicuro le ore passate davanti allo schermo. Su Playstation 4, ad esempio, basterà creare un account da adulto associato a uno da minorenne, per poter gestire quest’ultimo in estrema facilità. È importante però che questa funzione sia modulata in base ai cambiamenti di vita di nostro figlio e alle sue esigenze.



Attenzione, infine, alla privacy: il consiglio da dare ai propri figli è quello di non creare account con il proprio nome o facilmente riconducibile alla propria identità. Alcune istituzioni, per sensibilizzare sull’argomento, si stanno anche impegnando per creare giochi e contenuti in grado di far comprendere ai più piccoli quali sono i rischi maggiori della rete. Per questo è importante non fornire mai informazioni personali online, per non facilitare il compito degli hacker che sono maestri nell’incrociare i dati e individuare la persona fuori dalla piattaforma di gioco.

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