HomeScienzaEcologia e AmbienteIl Great Salt Lake potrebbe sparire tra 5 anni

Il Great Salt Lake potrebbe sparire tra 5 anni

Il Great Salt Lake potrebbe sparire tra soli 5 anni: gli scienziati sono preoccupati. Ha già perso il 73% della sua acqua

Gli scienziati sono preoccupati per il Great Salt Lake. Il grande lago salato sito nello stato dell’Utah (Stati uniti) potrebbe sparire entro soli cinque anni. Ha già perso il 73% dell’acqua. Il bacino è purtroppo giunto al collasso e presto la sua situazione, già critica, potrebbe diventare irreversibile.

Gli esseri umani utilizzano circa il 60% dell’acqua del lago per per rifornire abitazioni e fattorie. In tal modo il Great Salt Lake non riesce più a soddisfare il fabbisogno della fauna locale, ma presto anche gli umani potrebbero subire serie ripercussioni, se il problema non verrà a breve arginato.

Secondo il nuovo report, il calo d’acqua del lago potrebbe presto rendere impossibile l’estrazione del litio, magnesio e svariati minerali. Come se questo non bastasse, la polvere proveniente dal fondale, sempre più esposto per carenza idrica, potrebbe influire negativamente sulla neve, decretandone uno scioglimento più rapido. Ovviamente, questo drammatica reazione a catena andrà a inficiare anche l’economia e il turismo locali.

Great Salt Lake: la salute umana in pericolo

Sempre la polvere tossica che si trova sui fondali del lago, potrebbe avere gravissime ripercussioni sulla salute umana, esacerbando patologie come malattie cardiache e polmonari, per non parlare del peggioramento delle condizioni respiratorie di chi vive a poca distanza dal bacino d’acqua. Si parla anche di rischio di cancro purtroppo.

Un declino preoccupante

Un team composto da 32 scienziati e ambientalisti ha informato che se non si prenderanno subito opportuni provvedimenti per salvare il Great Salt Lake, in soli cinque anni esso avrà un declino importante. Tuttavia, si è ancora in tempo per fare qualcosa: l’unica soluzione sarebbe limitare il consumo di acqua proveniente dal bacino del 30/50%. Ben Abbott, ecologo e uno dei principali autori dell’ultimo report riguardante il Great Salt Lake, ha spiegato tramite alcune dichiarazioni riportate dall’Ansa: “Abbiamo davvero bisogno di aumentare la velocità della nostra risposta e anche aumentare la nostra ambizione riguardo a quanta acqua restituiamo al lago”.

I ricercatori: “Nessuno si rende conto di questa crisi”

I ricercatori autori del report completo coordinato da Abbott scrivono: “Nonostante l’incoraggiamento alla crescita dell’azione legislativa e della consapevolezza pubblica, la maggior parte degli abitanti dell’Utah non si rende conto dell’urgenza di questa crisi”. Sempre gli esperti spiegano che il nostro pianeta fornisce già esempi che dimostrano come la perdita dei laghi salati crei effettivamente ripercussioni molto gravi dal punto di vista ambientale, economico e sanitario; inoltre: “Senza un salvataggio coordinato, possiamo aspettarci un diffuso inquinamento dell’aria e dell’acqua, numerosi elenchi dell’Endangered Species Act e il declino dell’agricoltura, l’industria e la qualità complessiva della vita”.

L’invito al governatore

Il rapporto invita il governatore di Salt Lake City a istituire immediatamente un salvataggio di emergenza a livello di spartiacque dell’omonima metropoli. Science Alert fa una precisazione significativa in un suo recente articolo: il Great Salt Lake non solo ospita flora e fauna importanti, ma protegge anche la qualità dell’aria, rimuove l’inquinamento delle acque e modera il clima locale, come le nevicate nelle montagne vicine.

Le ultime ricerche, tuttavia, suggeriscono che l’ecosistema sta raggiungendo un pericoloso punto di non ritorno. Poiché ogni anno milioni di litri d’acqua vengono deviati dal lago, i livelli di salinità hanno iniziato ad aumentare. Le concentrazioni di sale sono ormai così elevate che flora e fauna faticano a sopravvivere.

La moria dei microbi lacustri

In alcune aree, come il braccio nord del lago, si è manifestato un fenomeno curioso: lo specchio d’acqua è divenuto di colore rosa. Tale fenomeno è stato innescato da una moria di massa di microbi fotosintetici. Il briefing spiega come proprio il braccio nord sia un esempio di ciò che il futuro potrebbe riservare, a meno che il flusso non venga ripristinato. Questa parte del Great Salt Lake non riceve alcun deflusso superficiale dal 1959, ovvero da quando fu costruita proprio in tale area una strada rialzata per la ferrovia.

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