Guerre mondiali, catastrofi naturali, pandemie: survivalisti e preppers già pronti

L’andamento dell’ultimo anno preoccupa un po' tutti a livello mondiale, ma ci sono gruppi e movimenti di persone che si preparano già da tempo, psicologicamente e fisicamente, come stile di vita, ad eventuali catastrofi ed apocalisse, sono i survivalisti e i preppers.

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Abbiamo visto terminare il 2019 con un dramma durato mesi che ha colpito in prima linea l’Australia e scosso il mondo intero: un terribile incendio boschivo, causato probabilmente dalla caduta di un fulmine, che ha divorato milioni di ettari, spazzando via un intero ecosistema.

Tempeste di fuoco e immagini strazianti di animali hanno fatto il giro del mondo scuotendo la sensibilità pubblica mondiale. Se il 2019 ci ha lasciato con la Terra che bruciava, l’inizio del 2020 non è stato da meno, proprio alla vigilia del nuovo anno una violenta alluvione si è abbattuto sull’Indonesia allagando Jakarta, causando morti e migliaia di sfollati.

Intanto, sempre nel mese di Gennaio, nelle Filippine il vulcano Taal, piccolo ma pericoloso, ha iniziato ad eruttare per settimane ed a far registrare scosse sismiche, portando all’evacuazione di oltre 35.000 persone.

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Non sono solo le catastrofi naturali a preoccupare la popolazione di tutto il pianeta ma anche il rischio di una Guerra mondiale causata dai delicati rapporti di equilibrio tra Medio oriente, USA, Russia, Unione europea e Cina.

Nel frattempo, nella provincia cinese di Wuhan è scoppiata una pandemia provocata da un nuovo ceppo di SARS rinominato SARS-CoV-2 o nuovo coronavirus in grado di provocare gravi polmoniti letali.

Per quanto il governo cinese abbia tentato di contenere la pandemia isolando la provincia colpita, il coronavirus si è espanso velocemente nel continente asiatico, arrivando anche in Italia e, in seguito, a diffondersi in tutto il mondo, anche negli USA, portando, con un crescendo spaventoso giorno dopo giorno a milioni di contagi e centinaia di migliaia di morti.

Su consiglio dell’OMS, per bloccare il propagarsi della pandemia, ogni nazione ha adottato, come metodo drastico ma inevitabile, una chiusura totale degli spostamenti ed anche delle attività lavorative: il lockdown, mettendo così l’economia mondiale in ginocchio e causando gravi conseguenze economiche e psicologiche per milioni di persone.

LE PROFEZIE

Secondo alcuni studiosi di esoterismo, Nostradamus, uno dei più grandi e famosi autori di profezie, già nel 1500 aveva predetto, per il nostro 2020 definito l’annus horribilis, grandi catastrofi naturali, nonché una grave crisi finanziaria con conseguente crollo dei mercati, cambiamenti climatici e terremoti ed una probabile guerra mondiale e addirittura una pandemia.

Fin qui, per essere una profezia di oltre 500 anni fa c’è da rabbrividire per gli eventi finora accaduti in quest’anno. Anche i Maya, una civiltà nata addirittura nel 500 a.C., non sono da meno. Sul web sono circolate notizie su una nuova teoria secondo la quale la loro profezia di un’apocalisse sarebbe stata erroneamente data al 2012 e dovrebbe essere reinterpretata in un’altra data: il 21 giugno 2020.

SURVIVALISTI E PREPPERS

L’andamento dell’ultimo anno ha preoccupato un po’ tutti a livello mondiale, ma ci sono gruppi e movimenti di persone che si preparano già da tempo, psicologicamente e fisicamente, come stile di vita, ad eventuali catastrofi ed apocalisse, sono i survivalisti e i preppers.

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Entrambi i gruppi, come scopo, hanno quello di sopravvivere, ma ciò che li distingue sono le tecniche e gli strumenti utilizzati a tale scopo.

I survivalisti hanno un numero di tecniche e competenze che hanno imparato per sopravvivere a BREVI PERIODI catastrofici o di emergenza nel caso la loro vita sia stata compromessa e si trovino proprio a dover lottare per la sopravvivenza.

Queste tecniche prevedono: il saper accendere un fuoco, costruire un riparo, cacciare e fabbricare trappole per animali, l’addestramento militare e nozioni di primo soccorso.

I preppers, a differenza dei survivalisti, si possono definire “formiche laboriose”. Il termine Prepper deriva dal verbo inglese “to prepare” ovvero preparare o preparasi.

Il movimento nasce dagli USA durante la guerra fredda e il loro scopo è quello di prepararsi già in anticipo a procurarsi fonti di energia, scorte di cibo e acqua, medicine e a costruire bunker, pronti a fronteggiare una catastrofe con durata di tempo maggiore a quella dei survivalisti, e a cercare di sopravvivere, con le proprie scorte raccolte nel tempo per tutta la durata della catastrofe.

CONSIDERAZIONI

Quasi alla metà del 2021 non possiamo di certo affermare che l’ultimo anno e mezzo sia stato un buon periodo su tutti i fronti. Solo ora i vaccini cominciano a farci vedere una via d’uscita dal covid-19 e, nonostante i meno contagi registrati rispetto ai mesi precedenti, e meno restrizioni adottate da parte dei governi per far ripartire le economie quasi al collasso, si teme comunque una nuova ondata per il prossimo autunno/inverno.

Per quanto riguarda le catastrofi naturali purtroppo sappiamo tutti che madre natura è imprevedibile, e dinnanzi ad essa, siamo tutti inermi. Ma ciò che è veramente sicuro è che gli ultimi due anni hanno segnato molte persone e c’è un pezzo di storia che deve ancora finire di essere scritto.

Forse survivalisti e preppers potrebbero finire per avere avuto ragione.