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Longevità, molto dipende dal microbioma intestinale

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Un particolare tipo di sviluppo del microbioma intestinale potrebbe influire positivamente sulla nostra longevità, dandoci una vita più lunga e garantendo una vecchiaia più sana. E’ quanto emerge da un nuovo studio, pubblicata su Nature Metabolism, effettuato su oltre 9.000 persone.

E’ stato infatti scoperto che il nostro microbioma intestinale diventa più specifico quando invecchiamo e anche che il numero di batteri che lo compongono tende a diminuire. Il microbioma è appunto l’insieme di batteri, protozoi, virus e funghi che vive nel corpo dell’uomo: sulla pelle, nelle vie respiratorie, urinarie, nel tratto urogenitale, ma soprattutto nell’apparato digerente.

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Più batteri personalizzati più longevità

Questo modello di batteri, che cambia durante la nostra esistenza, sembra essere associato anche alla salute fisica e alla longevità. In poche parole le persone il cui microbioma non si evolve con la vecchiaia e che non vede una riduzione dei batteri del nucleo, tendono a non essere così sane e a non avere grandi prospettive di vita.

Secondo il biochimico Tomasz Wilmanski, dell’Istituto di biologia dei sistemi (ISB), questa firma di unicità può predire la sopravvivenza e lo stato di salute del paziente negli ultimi decenni di vita.

Secondo il ricercatore, questo particolare cambiamento del microbioma sembra iniziare verso la mezza età, intorno ai 40-50 anni, ed è associato a una chiara firma metabolomica del sangue, suggerendo che questi cambiamenti del microbioma potrebbero non essere semplicemente utili per diagnosticare un invecchiamento sano, ma probabilmente possono anche contribuire direttamente alla salute con l’avanzare dell’età.

I metaboliti “indoli” sono collegati a una ridotta infiammazione nell’intestino

Sono stati scoperti metaboliti chiamati “indoli” che in precedenza erano stati collegati a una ridotta infiammazione nell’intestino dei topi e l’infiammazione cronica è uno dei problemi di salute noti che sappiamo aumentano il rischio di mortalità nelle persone. anziane.

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I risultati precedenti nella ricerca sull’invecchiamento del microbioma sembrano incoerenti, con alcuni rapporti che mostrano un declino dei generi intestinali di base nelle popolazioni centenarie, mentre altri mostrano una relativa stabilità del microbioma fino all’inizio del declino della salute legato all’invecchiamento“, ha affermato il microbiologo Sean Gibbons.

Lo studio è stato eseguito su un campione di persone tra i 18 ed i 101 anni

Il microbioma ha un collegamento con la mortalità in età avanzata

Lo studio, nel suo complesso, ha riguardato persone di età compresa tra i 18 ei 101 anni. Ma il gruppo di individui con età compresa tra 78 e 98 anni ha permesso ai ricercatori di osservare da vicino come potrebbero essere collegati microbiomi e mortalità.

Sappiamo che è all’inizio e alla fine della nostra vita che il nostro mix di batteri intestinali subisce i maggiori cambiamenti, e questo studio conferma l’idea che il microbioma presente nel nostro apparato digerente che continua ad evolversi durante la tarda età sia un buon segno e potrebbe costituire un indicatore di un corpo ancora in buone condizioni di salute anche negli ultimi anni di vita.

La ricerca spiega anche che avere un microbioma intestinale sano potrebbe non essere la stesso nelle varie fasi della vita. Infatti sembra che i nostri batteri possano svilupparsi in modi diversi nelle persone anziane e alcuni di questi sviluppi potrebbero essere più sani di altri.

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Questo lavoro avrà sicuramente importanti implicazioni cliniche e ricadute sulla valutazione dello stato di salute delle persone e potrebbe portare perfino allo sviluppo di tecniche per migliorare la salute generale delle persone attraverso interventi mirati sul microbioma durante tutta la vita, con importanti ricadute sia sulla longevità che sullo stato generale di salute anche in tarda età.

È ormai acclarato che il microbioma intestinale influisce notevolmente sulla nostra salute generale, possiamo sperare che, un giorno, saremo capaci di curare le persone intervenendo direttamente sui batteri “buoni” che ospitiamo dentro il noastro corpo durante la nostra esistenza.

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Fonte: https://www.sciencealert.com/there-s-a-distinct-gut-microbiome-signature-linked-to-healthy-ageing-and-longevity

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