I pesci degli abissi si mimetizzano

Alcuni pesci "ultra neri" che vivono nelle profondità dei mari hanno imparato l'arte della mimetizzazione e possono ridurre la distanza di avvistamento dei predatori di oltre 6 volte rispetto ad altri pesci 

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Alcuni dei pesci che vivono negli abissi marini più profondi, hanno sviluppato una particolare capacità nel camuffarsi per non farsi prendere dai predatori.

Si tratta di una varietà di animali marini che vivono in profondità in grado di assorbire quasi tutta la luce emessa da altre creature bioluminescenti di acque profonde.

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La scoperta è a nome di un team di scienziati statunitensi che ha indagato su come gli abitanti dei mari profondi riescano essenzialmente a scomparire dalla vista per sfuggire ai predatori e, in un articolo, descrivono come questi pesci possano assorbire quasi tutta la luce emessa da creature bioluminescenti del mare profondo grazie a “melanosomi specializzati.

L’abisso oceanico infatti ospita alcune delle creature più sconosciute della Terra. Ma lentamente gli incredibili segreti biologici di questi pesci di acque profonde, che vivono la maggior parte della loro vita nella quasi totale oscurità, stanno lentamente venendo alla luce.

Riescono ad assorbire la luce che incontrano

Lo studio è stato pubblicato su “Current Biology” e rivela che i pesci ultra-neri, tra cui Poromitra crassiceps , Idiacanthus antrostomus e Anoplogaster cornuta, hanno la capacità di assorbire quasi tutta la luce che tocca la loro pelle.

Secondo i ricercatori, compresi gli scienziati dello Smithsonian National Museum of Natural History e della Duke University, negli Stati Uniti, questi pesci “possono ridurre la distanza di avvistamento dei predatori  di oltre 6 volte rispetto ai pesci con il due percento di riflettanza“.

Anoplogaster cornuta

Un esemplare della specie di pesci ultra neri è l’Anoplogaster cornuta. Questo pesce era così vivace dopo essere stato campionato e documentato che il team di ricerca lo ha rilasciato in profondità tramite sottomarino il giorno dopo averlo catturato in una rete da traino.

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Questi pesci sono in grado di assorbire quasi tutta la luce grazie a una combinazione di quelle che i ricercatori chiamano “particelle di dispersione super assorbenti“, che potrebbero aiutare a ispirare la creazione di materiali ultra neri per le applicazioni moderne.

I pesci assorbono il 99,5 per cento della luce

Il team stima che questi pesci ultra-neri, abbiano la capacità di assorbire il 99,5% di tutta la luce che incontrano. Karen Osborn, una zoologa dello Smithsonian, che ha lavorato alla ricerca, afferma che non ha fatto alcuna differenza il tipo di attrezzatura avanzata utilizzata e non importa “come si imposta la fotocamera o l’illuminazione“, il pesce di acque profonde “ha semplicemente risucchiato tutto la luce“.

Pesci difficili da fotografare

Osborn e il team hanno, infine, scoperto cosa rende così difficile prendere qualsiasi foto praticabile di questi pesci: sono ultra-neri. “Pensa al nero più scuro che tu abbia mai visto“, scrivono.

Infatti superfici altamente riflettenti potrebbero essere utili camuffamenti per gli animali marini che dimorano vicino alla superficie, ma per le creature di acque profonde, una scintilla di illuminazione bioluminescente su una superficie riflettente, come le squame di pesce, potrebbe fare la differenza tra rimanere nascosti al sicuro ed essere scoperti da un predatore affamato.

Merito della pigmentazione

Nel loro articolo, i ricercatori descrivono come la pigmentazione aiuti il ​​pesce ad assorbire la luce emessa dalle sorgenti bioluminescenti, “rendendoli visivamente non rilevabili“.

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Gli studiosi hanno  dunque scoperto che questo camuffamento è probabilmente reso possibile da “uno strato continuo di melanosomi densamente compatti”, ovvero pigmenti che danno colore ai tessuti e aiutano con la fotorecezione, nello strato più esterno del derma.

I melanosomi sono disposti sia nelle dimensioni che nella forma per ridurre al minimo la quantità di luce che viene riflessa da essi.

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In finale lo studio approfondito del team della Duke University,  rivela che questi pesci sono così bravi ad assorbire la luce che anche in piena luce sembrano essere sagome senza caratteristiche distinguibili. Nell’oscurità dell’oceano, anche circondati dalla luce bioluminescente, scompaiono letteralmente.

Fonte: https://www.popularmechanics.com/science/animals/a33368304/deep-sea-fish-invisible/