Etiopia, scoperto un antichissimo laboratorio di asce

Il laboratorio di asce di ossidiana scoperto in Etiopia dovrebbe risalire ad almeno 1,2 milioni di anni fa

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Etiopia, scoperto un antichissimo laboratorio di asce
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É stato scoperto nella valle di Awash, in Etiopia, un antichissimo laboratorio di asce di ossidiana risalente ad almeno 1,2 milioni di anni fa. Il merito del ritrovamento è di un team di ricercatori affiliati a diverse istituzioni spagnole, in collaborazione con due colleghi francesi e un altro tedesco.

In un articolo pubblicato sulla rivista Nature Ecology & Evolution, il gruppo descrive dove sono state trovate le asce, le loro condizioni e la loro età. L’età della pietra durò da circa 2,6 milioni di anni fa a circa 3.300 a.C., quando iniziò l’età del bronzo. 

Gli storici generalmente suddividono l’era nei periodi Paleolitico, Mesolitico e Neolitico. Ricerche precedenti hanno dimostrato che i “laboratori di knapping” (ossia di modellatura di selce, ossidiana o altre pietre) sono apparsi durante il Pleistocene medio, in Europa, da circa 774.000 a 129.000 anni fa.

Etiopia, l’evoluzione della tecnologia nel corso della storia umana

L’evoluzione della tecnologia umana può essere riassunto con le prime scene del celebre kolossal “2001 Odissea nello spazio”. All’inizio vi fu il pitecantropo che aveva in mano un osso, la prima concezione di evoluzione pratica degli utensili l’uomo scimmia ce l’ha lanciando l’osso di animale e mimando quindi il volo. Da lì si passa alla futuristica astronave presente all’interno del film. Una cosa analoga è accaduta nella realtà, questo è certo. La creazione degli strumenti di uso quotidiano subì un progresso significativo divenendo infine una vera e propria specializzazione.

Gli individui che hanno sviluppato tali abilità hanno lavorato insieme per tirare fuori una quantità sufficiente di tutti gli strumenti necessari a coloro che si trovavano nell’area generale. Uno di questi strumenti era l’ascia, che poteva essere usata per tagliare o utilizzata come una vera e propria arma. Le asce sono state realizzate scheggiando pezzi di una pietra per creare un bordo tagliente. Non erano attaccati a niente; venivano semplicemente tenuti in mano quando erano in uso. Le pietre utilizzate erano tipicamente la selce o, in tempi più recenti, l’ossidiana, un tipo di vetro vulcanico. 

L’ossidiana: un materiale di difficile lavorazione

Come informa Phys.org, l’ossidiana, anche nei tempi moderni , è considerata un materiale difficile da lavorare perché è molto ruvida sulle mani. Grazie alla nuova scoperta effettuata in Etiopia i ricercatori hanno trovato le prove di un laboratorio di scheggiatura di asce di ossidiana istituito in un tempo incredibilmente remoto. I ricercatori stavano lavorando nel sito di scavo di Melka Kunture quando hanno trovato un’ascia sepolta in uno strato di sedimenti. Ben presto ne hanno trovate altre. Ne sono state scoperte 578 in tutto, e tutte tranne tre erano composte di ossidiana. La datazione del materiale attorno agli assi ha mostrato che risalgono a circa 1,2 milioni di anni fa.

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Il metodo di fabbricazione delle asce 

Lo studio delle asce ha mostrato che erano state tutte fabbricate allo stesso modo, indicando che i ricercatori avevano trovato un antico laboratorio di scheggiatura. Il ritrovamento segna il più antico esempio conosciuto di un simile laboratorio, e il primo del suo genere sito in un’area non europea. I ricercatori notano che il lavoro è stato svolto così tanto tempo fa che non sono nemmeno in grado di identificare gli ominidi che hanno realizzato tali asce. 

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Le intenzioni degli ominidi 

Gli autori dell’articolo Margherita Mussi, Eduardo Mendez-Quintas, Doris Barboni, Herve Bocherens, Raymond Bonnefile, Giuseppe Briatico, Denis Gerads, Rita T. Melis, Joaquin Panera, Laura Pioli, Andrea Serodio Domínguez e Susanna Rubio Jara sostengono che gli ominidi “stessero facendo molto di più che reagire semplicemente ai cambiamenti ambientali; stavano approfittando di nuove opportunità e sviluppando nuove tecniche e nuove abilità … Sosteniamo che a Simbiro III (il sito degli scavi e del ritrovamento NDA) gli ominidi stessero facendo molto di più che reagire semplicemente ai cambiamenti ambientali; stavano approfittando di nuove opportunità, sviluppando nuove tecniche e nuove abilità”. 

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