Un improvviso cocktail di emissioni radio e gamma da una stella morta

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Un team internazionale di astronomi è riuscito a individuare un “mix di radiazioni”; un evento mai osservato prima, studiato attraverso una collaborazione globale in cui sono stati messi insieme i dati raccolti da diversi telescopi.
Il team pensa che le radiazioni intercettate possano provenire da una stella ormai morta, una tipologia mai vista prima, situata all’interno della nostra galassia. Inoltre, credono che alla base dello strano evento ci siano principalmente due fattori già a loro noti: le magnetar e i lampi radio veloci (fast radio burst, FRB).
Le magnetar sono resti di una stella di neutroni che generano un enorme campo magnetico, miliardi di volte più grande di quello terrestre, il cui decadimento genera intense ed abbondanti emissioni elettromagnetiche, in particolare raggi X e raggi gamma, i più intensi mai individuati nell’intero universo. Le magnetar hanno la caratteristica di poter divenire improvvisamente attive con violente esplosioni di radiazioni ad altissima energia, che se pur brevi, riescono comunque a diventare molto potenti e luminose.
I lampi radio veloci, osservati principalmente in regioni del cielo esterne alla Via Lattea, sono un fenomeno astrofisico di alta energia, che si manifesta come un impulso radio transitorio della durata di pochi millisecondi prima di sparire, nonostante ciò sono in grado di produrre altissime emissioni.
Come si spiega lo strano fenomeno che è stato individuato? Il team di ricercatori ha dichiarato di aver individuato un’esplosione di raggi ad alta energia proveniente da una magnetar scoperta 6 anni fa, denominata da loro SGR 1935 + 2154.
L’esplosione di radiazioni ad alte energie oggetto dello studio è il primo caso in cui una emissione radio molto simile a quella degli Frb è inequivocabilmente associata ad un burst gamma prodotto da una magnetar. Questo evento eccezionale è stato scoperto il 28 aprile scorso indipendentemente nella banda radio, dai telescopi Chime e Stare2  (rispettivamente in Canada e negli Stati Uniti), e nella banda dei raggi X di alta energia da diversi satelliti tra cui Integral.
Sandro Mereghetti, dell’Istituto Nazionale di Astrofisica (INAF-IASF) di Milano e primo autore dello studio, ha detto che: “Non avevamo mai visto prima un’esplosione di onde radio, un evento simile a un Fast Radio Burst, da una magnetar”.
A quanto riferiscono gli autori dello studio, le emissioni di raggi X della magnetar risultano così tanto magnetizzate da poter essere individuate come onde radio.
Lo studio è stato pubblicato su Astrophysical Journal Letters.

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