Il primo popolo di cacciatori-raccoglitori europeo non scomparve completamente

Il primo popolo di cacciatori-raccoglitori mai apparso sulla Terra potrebbe non essere scomparso come si pensava inizialmente

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Il primo popolo di cacciatori-raccoglitori europeo non scomparve completamente
Il primo popolo di cacciatori-raccoglitori europeo non scomparve completamente

Il primo popolo di cacciatori-raccoglitori potrebbe non essere scomparso come si pensava inizialmente. Essi si rifugiarono, a partire dall’era glaciale, nell’Europa sud-occidentale, popolando la penisola italiana, come sostengono due nuovi studi, pubblicati giovedì 2 marzo su  Nature Nature Ecology & Evolution.

Gli umani moderni iniziarono a diffondersi per la prima volta in Eurasia circa 45.000 anni fa, arrivando dal vicino oriente. Precedenti ricerche affermavano che queste persone scomparvero quando le calotte glaciali coprirono gran parte dell’Europa tra 25.000 e 19.000 anni fa. Confrontando il DNA di vari esseri umani antichi, è stato dimostrato che questo non accadde a tutti i gruppi di cacciatori-raccoglitori.

Il primo popolo di cacciatori-raccoglitori: i nuovi studi

I risultati dei nuovi studi mostrano che i cacciatori-raccoglitori dell’Europa centrale e meridionale scomparvero durante l’ultima era glaciale. Tuttavia, i loro cugini in quelle che oggi sono Francia e Spagna sopravvissero, lasciando tracce genetiche ancora visibili nel DNA dei popoli dell’Europa occidentale quasi 30.000 anni dopo.

Nel primo studio pubblicato su Nature sono stati analizzati i genomi (il set completo di DNA che una persona porta) di 356 raccoglitori preistorici. In effetti, lo studio ha confrontato ogni genoma antico di cacciatori-raccoglitori disponibile.

Nel secondo studio pubblicato su Nature Ecology & Evolution è stato analizzato il più antico genoma di cacciatori-raccoglitori recuperato dalla punta meridionale della Spagna, appartenente a qualcuno che visse circa 23.000 anni fa. Sono stati inoltre analizzati tre primi agricoltori vissuti circa 6.000 anni fa nel sud della Spagna. Questo ha permesso di colmare un’importante lacuna campionaria per questa regione.

Che cosa si è ottenuto?

Combinando i risultati di questi due studi, è ora possibile descrivere in maniera più accurata la storia dell’umanità in Europa fino ad oggi. Questa storia include eventi migratori, ritiro umano dagli effetti dell’era glaciale, lignaggi genetici di lunga durata e popolazioni perdute.

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Tra 32.000 e 24.000 anni fa, individui di cacciatori-raccoglitori (associati a quella che è nota come cultura gravettiana) erano diffusi in tutto il continente europeo. Questo periodo di tempo critico terminò all’ultimo massimo glaciale. Questo fu infatti il periodo più freddo dell’ultima era glaciale in Europa ed avvenne tra 24.000 e 19.000 anni fa.

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I dati mostrano che le popolazioni dell’Europa sudoccidentale e dell’Europa centrale e meridionale non erano, in maniera stretta, imparentate geneticamente. Questi due gruppi distinti erano invece legati da armi e arti simili. É stato possibile vedere che le popolazioni gravettiane dell’Europa centrale e meridionale non hanno lasciato alcun segnale genetico dopo l’ultimo massimo glaciale (in altre parole, sono semplicemente scomparse). Gli individui associati a una cultura successiva (nota come Epigravettiano) non erano discendenti del Gravettiano.

He Yu: “Queste persone provenivano presumibilmente dai Balcani

He Yu, uno dei co-autori dell’articolo pubblicato su Nature, ha dichiarato: “… geneticamente distinti dai precedenti abitanti della zona. Presumibilmente, queste persone provenivano dai Balcani, arrivarono prima nel nord Italia intorno al periodo dell’ultimo massimo glaciale, e si diffusero a sud fino alla Sicilia”.

Nell’Europa centrale e meridionale, i dati dei ricercatori indicano persone associate alle popolazioni epigravettiane della penisola italiana successivamente diffuse in tutta Europa. Ciò accadde circa 14.000 anni fa, dopo la fine dell’era glaciale.

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