D-Orbit: 100 milioni di euro per il futuro spaziale

La startup italiana che offre servizi di logistica, cloud computing e manutenzione spaziale

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D-Orbit

D-Orbit, la startup italiana che punta a rivoluzionare il settore spaziale, ha raccolto 100 milioni di euro in un round di serie C per ampliare la sua offerta di servizi di trasporto, cloud computing e manutenzione spaziale.

Lo spazio è una frontiera sempre più affollata e competitiva, dove si confrontano grandi potenze, aziende private e agenzie governative, in questo scenario, una startup italiana si sta facendo strada con una proposta innovativa e ambiziosa: fornire servizi di logistica spaziale, che vanno dal trasporto dei satelliti alla loro gestione e manutenzione.

D-Orbit
Team D-Orbit

Si tratta di D-Orbit, una società fondata nel 2011 da Luca Rossettini, un ingegnere aerospaziale con la passione per l’imprenditoria e l’innovazione. D-Orbit ha sede a Como, ma ha anche uffici a Lisbona, Londra, Washington e Singapore, e conta circa 150 dipendenti, tra cui ingegneri, scienziati, esperti di business e di comunicazione.

D-Orbit ha annunciato l’11 gennaio la prima chiusura di un round di serie C, che le ha permesso di raccogliere 100 milioni di euro (110 milioni di dollari) da diversi investitori, tra cui la società giapponese Marubeni Corporation, che ha guidato il round, mentre altri partecipanti sono stati Avantgarde, family office, insieme ai fondi di venture CDP Venture Capital Sgr, Seraphim Space Investment Trust, United Ventures, Indaco Venture Partners, Neva SGR Spa e Primo Ventures.

D-Orbit ha affermato che prevede di attirare ulteriori investitori in una seconda chiusura del round di serie C più avanti nella prima metà dell’anno, con l’obiettivo che è di raggiungere una valutazione di almeno 500 milioni di euro (550 milioni di dollari).



Il core business: il trasporto spaziale

Il core business di D-Orbit è il trasporto spaziale, ovvero il servizio di lancio, posizionamento e dispiegamento dei satelliti in orbita. La società utilizza la sua serie ION di veicoli di trasferimento orbitale, che sono dei veri e propri rimorchiatori spaziali, in grado di trasportare più satelliti contemporaneamente e di rilasciarli in orbite diverse e precise.

I veicoli ION sono stati lanciati principalmente sui razzi SpaceX Falcon 9, come la linea di missioni di rideshare Transporter, che offrono opportunità di lancio a basso costo per i piccoli satelliti, con il più recente, il tredicesimo in assoluto, che era un carico utile secondario sul lancio del Falcon 9 di un satellite da ricognizione sudcoreano lo scorso 1° dicembre.

Il veicolo ha trasportato 20 satelliti di varie dimensioni e funzioni, tra cui quattro CubeSat della NASA.

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D-Orbit si distingue dagli altri operatori di trasporto spaziale per la sua capacità di offrire un servizio personalizzato e flessibile, che si adatta alle esigenze dei clienti, con la società che può modificare il piano di missione anche dopo il lancio, in base alle richieste dei clienti o alle condizioni orbitali.

La società può anche garantire una maggiore sicurezza e affidabilità, grazie al suo sistema di propulsione elettrica, che consente di evitare le collisioni e di deorbitare il veicolo alla fine della missione, riducendo il problema dei detriti spaziali.

“Questa pietra miliare segna un passo sismico nell’evoluzione di D-Orbit”

ha affermato Luca Rossettini, amministratore delegato di D-Orbit, in una dichiarazione in merito al round di finanziamento, aggiungendo che questo sta “consolidando il nostro impegno per rivoluzionare il settore della logistica spaziale”.

Le nuove sfide: il cloud computing e la manutenzione spaziale

D-Orbit non si ferma al trasporto spaziale, ma punta a espandere la sua offerta di servizi a tutto il ciclo di vita dei satelliti. La società prevede di utilizzare i finanziamenti raccolti per sviluppare nuove soluzioni di cloud computing e di manutenzione spaziale, che potrebbero aprire nuovi mercati e opportunità.

Il cloud computing spaziale è il servizio di elaborazione e archiviazione dei dati provenienti dai satelliti, che avviene direttamente nello spazio, senza passare per le stazioni a terra, servizio che permette di ridurre i tempi, i costi e i rischi di trasmissione dei dati, e di aumentare la loro qualità e sicurezza.

D-Orbit sta lavorando a una piattaforma di cloud computing spaziale, chiamata Aurora, che sarà basata su una costellazione di satelliti dotati di processori, memorie e antenne.

La manutenzione spaziale è il servizio di riparazione, aggiornamento e rifornimento dei satelliti in orbita, che permette di prolungare la loro vita operativa e di migliorare le loro prestazioni, e anche qui, D-Orbit sta lavorando a una soluzione di manutenzione spaziale, chiamata WILD, che sarà basata su un veicolo robotico, in grado di agganciare, manipolare e assistere i satelliti.

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Questi servizi sono ancora in fase di sviluppo, ma D-Orbit ha già ottenuto alcuni contratti e partnership con importanti attori del settore spaziale, tra cui l’Agenzia Spaziale Europea, l’Università di Strathclyde, la società di telecomunicazioni Eutelsat e la società di sicurezza spaziale LeoLabs.

D-Orbit prevede di lanciare i primi prototipi di questi servizi entro il 2025, e di raggiungere la piena operatività entro il 2030, con la società che stima che questi servizi possano generare un fatturato di oltre 1 miliardo di euro (1,1 miliardi di dollari) all’anno, e di creare oltre 500 posti di lavoro qualificati.

Il tentativo fallito di quotarsi in borsa

D-Orbit ha una storia di successi e di sfide, che riflettono le dinamiche del settore spaziale, in continua evoluzione e trasformazione, con la società che ha iniziato la sua attività focalizzandosi sulla progettazione e sulla produzione di dispositivi di deorbitazione, che consentono ai satelliti di rientrare nell’atmosfera in modo controllato e sicuro alla fine della loro vita.

Questi dispositivi sono stati installati su diversi satelliti, tra cui quelli della costellazione Iridium NEXT, successivamente, la società ha ampliato il suo ambito di intervento, passando dalla deorbitazione al trasporto spaziale, e poi al cloud computing e alla manutenzione spaziale.

Questa espansione ha richiesto ingenti investimenti, che la società ha cercato di reperire attraverso diversi round di finanziamento, sia pubblici che privati, e nel febbraio 2021, la società ha annunciato l’intenzione di quotarsi in borsa attraverso una fusione con una società di acquisizione per scopi speciali (SPAC) denominata Breeze Holdings.

Le SPAC sono società che raccolgono fondi in borsa con lo scopo di acquisire una società privata, consentendole di quotarsi in modo più rapido e semplice, e sono state molto popolari nel 2020 e nel 2021, soprattutto nel settore spaziale, dove hanno permesso a diverse società, come Virgin Galactic, Momentus e Astra di quotarsi in modo indiretto.

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D-Orbit prevedeva di raccogliere 185 milioni di dollari e di valutare la società a 1,28 miliardi di dollari, malgrado ciò nell’agosto 2022, D-Orbit e Breeze Holdings hanno annullato la fusione, con la SPAC che ha citato i mercati “sostanzialmente” cambiati dopo l’invasione dell’Ucraina da parte della Russia nel febbraio 2022.

L’interesse per le SPAC, sia nell’industria spaziale che nel mercato generale, è aumentato inoltre si è raffreddato notevolmente in quel periodo, D-Orbit ha quindi deciso di rinunciare alla quotazione in borsa e di cercare altri modi per finanziare la sua crescita.

La società ha dichiarato di aver ricevuto diverse offerte da investitori privati, tra cui fondi di venture capital, family office e società industriali, per di più ha anche affermato di aver beneficiato di alcuni incentivi fiscali e di alcuni programmi di sostegno pubblici, come il Recovery Fund dell’Unione Europea.

Dopo alcuni mesi di negoziazioni, la società è riuscita a chiudere il round di serie C, che le ha permesso di raccogliere i 100 milioni di euro, una cifra inferiore a quella prevista dalla fusione con la SPAC, ma comunque significativa per il settore spaziale europeo.

Il futuro di D-Orbit

D-Orbit ha dimostrato di essere una società capace di innovare e di adattarsi ai cambiamenti del mercato spaziale, che è sempre più dinamico e competitivo, per di più ha una visione chiara e ambiziosa, che mira a offrire soluzioni complete e personalizzate per i clienti spaziali, che vanno dal trasporto al cloud computing alla manutenzione.

La società ha anche una forte vocazione internazionale, che la porta a collaborare con diversi partner e clienti in tutto il mondo, e a espandere la sua presenza in diversi mercati, senza dimenticare la forte attenzione alla sostenibilità e alla responsabilità sociale, che la porta a promuovere pratiche e tecnologie che riducano l’impatto ambientale e il rischio di conflitti nello spazio.

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D-Orbit ha ancora molte sfide da affrontare, tra cui lo sviluppo e il lancio dei suoi nuovi servizi, la conquista di nuove quote di mercato, la gestione della concorrenza e la protezione della proprietà intellettuale, e dovrà anche dimostrare di essere in grado di generare profitti e di creare valore per i suoi investitori e per la società.

D-Orbit ha però anche molte opportunità da cogliere, tra cui la crescente domanda di servizi spaziali, la riduzione dei costi di accesso allo spazio, l’aumento della cooperazione e della regolamentazione internazionale, e la diffusione della cultura e dell’educazione spaziale.

D-Orbit è una startup italiana che punta a rivoluzionare il settore spaziale, con la sua offerta di servizi di logistica spaziale, e grazie alla sua visione futuristica, unita alla passione e la determinazione di chi vuole rendere lo spazio accessibile e sicuro per tutti, sicuramente riuscirà a stupire.

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