Gli asteroidi potrebbero un giorno diventare le nuove megalopoli

Un documento "selvaggiamente teorico" spiega come le nanofibre di carbonio potrebbero essere la chiave per le città degli asteroidi

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Gli asteroidi potrebbero un giorno diventare le nuove megalopoli
Gli asteroidi potrebbero un giorno diventare le nuove megalopoli

Gli asteroidi potrebbero diventare le nuove megalopoli sui cui noi terrestri potremmo vivere. Un documento “molto teorico” spiega infatti come le nanofibre di carbonio potrebbero essere la soluzione per costruire città sugli asteroidi per ospitare i futuri colonizzatori spaziali.

Il documento in questione è stato pubblicato da un team di scienziati dell’Università di Rochester. Un comunicato stampa chiarisce come il metodo teorico coinvolge un grande asteroide rotante e un enorme sacco a rete fatto proprio di nanofibre di carbonio.

Città di asteroidi: un concetto risalente agli anni ’70

La nuova teoria è un’evoluzione del cosiddetto “cilindro O’Neill”, ideato dal fisico Gerard O’Neill dopo che la NASA gli aveva commissionato nel 1972 la progettazione di un habitat che potesse consentire agli esseri umani di vivere nello spazio.

Il cilindro O’Neill è un habitat rotante tipicamente costituito da due cilindri collegati da un’asta, che ruotano in direzioni opposte abbastanza velocemente da creare gravità artificiale, ma non così velocemente da indurre nausea ai suoi occupanti.

Come riporta il portale dell’università di Rochester “da allora, programmi TV e film tra cui Star Trek e libri come il romanzo Ender’s Game di Orson Scott Card del 1985 hanno raffigurato habitat cilindrici di O’Neill popolati da esseri umani. Sia Bezos che Musk hanno fatto riferimento ai cilindri di O’Neill nelle loro visioni per i futuri habitat spaziali”.



Gli appassionati di fantascienza potrebbero aver letto di recente di un concetto simile utilizzato per l’astronave protagonisya nell’ultimo romanzo dell’autore di “The Martian”, Andy Weir, “Project Hail Mary”. Concetti più grandiosi e inverosimili esistono in varie forme nella fantascienza.

Gli scienziati che hanno ideato il nuovo metodo, delineato in un articolo sulla rivista Frontiers in Astronomy and Space, lo hanno fatto come parte di un esperimento mentale. Volevano pensare a un’idea di habitat spaziale che non richiedesse il lancio di enormi quantità di materiali nello spazio.

Un vero e proprio habitat spaziale

L’idea che alla fine hanno avuto è stata quella di utilizzare materiali che già volavano liberamente nello spazio in enormi quantità sotto forma di asteroidi. Restava però un problema. Gli asteroidi non sono neanche lontanamente abbastanza grandi da fornire una buona gravità per un habitat spaziale. Inoltre, se vengono fatti ruotare abbastanza velocemente da creare gravità artificiale , come nel concetto di cilindro di O-Neill, si romperebbero semplicemente, poiché non sono stati costruiti e progettati per avere integrità strutturale come un veicolo spaziale.

Come risolvere il problema?

La soluzione a questo problema è dove entra in gioco la parte molto, ma molto teorica. Gli scienziati hanno ipotizzato che i futuri colonizzatori spaziali potrebbero avvolgere un enorme sacco a rete fatto di nanofibre di carbonio attorno a un asteroide delle dimensioni di Bennu, che ha un diametro di 300 metri.

Il professore di fisica Adam Frank ha spiegato tramite alcune dichiarazioni riportate dal portale Interesting Engineering: “Ovviamente, nessuno costruirà presto città di asteroidi, ma le tecnologie necessarie per realizzare questo tipo di ingegneria non infrangono alcuna legge della fisica”. Frank ha lavorato al progetto insieme a un certo numero di studenti della Rochester University durante il lockdown.

A questo punto l’asteroide verrebbe fatto ruotare sempre più velocemente fino al punto di rottura e tutte le macerie della roccia spaziale verrebbero intrappolate nella rete di nanofibre, creando uno strato esterno che potrebbe essere utilizzato come struttura esterna per un habitat spaziale. Fondamentalmente, quello strato di detriti di asteroidi fungerebbe da scudo contro le radiazioni. Un cilindro utilizzato per far ruotare l’asteroide creerebbe una gravità artificiale sufficiente sulla superficie interna per un habitat spaziale funzionante.

Frank: “Un habitat spaziale cilindrico”

Frank ha aggiunto: “Sulla base dei nostri calcoli, un asteroide di 300 metri di diametro distante solo pochi campi da calcio potrebbe espandersi in un habitat spaziale cilindrico con circa 22 miglia quadrate di superficie abitabile. È più o meno la dimensione di Manhattan”. L’industria spaziale si sta preparando all’esplorazione umana di Marte e oltre, il che significa che vedremo convergere sempre più il mondo reale della scienza spaziale e quello della fantascienza.

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