Un telescopio per osservare i confini dell’universo

Il telescopio GMT scruterà l'universo in una maniera mai vista prima. I telescopi, al momento, sono gli unici strumenti che ci permettono di esplorare il cosmo da lontano e quindi non possiamo fare altro che migliorarli sempre di più

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Il Giant Magellan Telescope è un potentissimo telescopio che promette di riuscire a osservare i confini dell’Universo, o meglio, si fa per dire. Sicuramente esso sarà in grado di raccogliere immagini dell’universo dieci volte più nitide. rispetto a quelle che produce il telescopio spaziale Hubble.

Il GMT scruterà l’universo in una maniera mai vista prima. I telescopi, al momento, sono gli unici strumenti che ci permettono di esplorare il cosmo da lontano e quindi non possiamo fare altro che migliorarli sempre di più.

Gli specchi del telescopio GMT

Per essere precisi, il GMT appartiene a una nuova generazione di telescopi. Una vera e propria impresa costruire una simile meraviglia tecnologica, che darà un importante contributo allo studio dell’universo. Di recente gli scienziati hanno iniziato a lavorare per la costruzione del sesto dei sette specchi che andranno a comporre il telescopio. Essi saranno disposti a forma di fiore e costituiranno gli occhi dello strumento.

Ogni specchio pesa venti tonnellate e richiede almeno quattro anni per essere completato. Il telescopio GMT sarà alto all’incirca come un palazzo di tre piani e avrà specchi secondari di dimensioni più ridotte che che possono regolare la loro forma mille volte al secondo, al fine di contrastare il fenomeno di scintillio che l’aria turbolenta presente nell’atmosfera trasmette alla luce delle stelle.

Le dichiarazioni di Rebecca Bernstein

La scienziata a capo del progetto GMT, Rebecca Bernstein, ha dichiarato: “Il salto di sensibilità e risoluzione che faremo con GMT rivoluzionerà la nostra comprensione di tutte le aree dell’astronomia, dalla formazione e l’evoluzione degli oggetti che possiamo vedere, come pianeti, stelle, buchi neri e galassie, alla cosmologia e le cose che non possiamo vedere direttamente, come la natura della materia oscura e dell’energia oscura“. Il telescopio potrebbe essere pronto dal 2030 in poi.



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