Cosa significano le abbreviazioni CC e BCC nelle e-mail?

Con quale frequenza utilizzi le funzioni CC e BCC quando invii un’e-mail? Compilare quella riga, che di solito appare direttamente sotto il campo A, è un modo pratico ed efficiente per inviare informazioni a più di un destinatario contemporaneamente. Ma cosa significano le abbreviazioni BCC e CC nelle e-mail?

La posta elettronica è uno dei mezzi di comunicazione più utilizzati al mondo, ma pochi di noi si chiedono come è nata e come si è evoluta nel corso degli anni. In questo articolo esploreremo l’origine e lo sviluppo della e-mail, dalle sue origini negli anni ’60 fino alla sua diffusione globale odierna.

A meno che tu non abbia familiarità con i tempi antichi in cui il principale mezzo di comunicazione da remoto scrivere una lettera su carta, potresti non sapere come hanno avuto origine le abbreviazioni CC e BCC e a cosa servono.

“CC” in un’email significa “copia conforme” o “copia carbone”. Quando si invia un’e-mail utilizzando il CC, si invia una copia dell’email a una o più persone in aggiunta al destinatario principale. Queste persone riceveranno la stessa e-mail del destinatario principale, ma non saranno considerate i destinatari principali dell’e-mail. Il CC è spesso utilizzato per informare altre persone della conversazione o per mantenere un registro della comunicazione.

“BCC” in un’email significa “blind carbon copy” o “copia carbone nascosta”. Quando si invia un’e-mail utilizzando il bcc, si invia una copia dell’e-mail a una o più persone in aggiunta al destinatario principale, ma in questo caso i destinatari in bcc non sono visibili agli altri destinatari. Questo significa che il destinatario principale e gli altri destinatari non vedranno i nomi o gli indirizzi e-mail delle persone in bcc. Il bcc è spesso utilizzato per inviare messaggi a un gruppo di persone senza rivelare i loro indirizzi email agli altri destinatari.

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Come nasce l’ e-mail

La posta elettronica è nata negli anni ’60 con l’avvento dei primi computer. Inizialmente, la posta elettronica veniva utilizzata solo all’interno di grandi organizzazioni e istituti di ricerca, dove i computer erano in grado di comunicare tra loro attraverso reti interne, o intranet. Tuttavia, questi sistemi di posta elettronica erano limitati e utilizzati principalmente per scopi accademici e di ricerca.

Nel 1971, un programmatore americano di nome Ray Tomlinson, lavorando per ARPANET (predecessore della rete internet), sviluppò un sistema di posta elettronica basato su protocollo di rete chiamato SMTP (Simple Mail Transfer Protocol) che permetteva di inviare e-mail tra computer in diversi punti della rete. Con questo sistema, era possibile inviare messaggi tra indirizzi email unici, utilizzando il simbolo @ per separare il nome utente dal nome del dominio del destinatario. Questo è stato un passo fondamentale per lo sviluppo dell’email, poiché ha permesso ai computer di comunicare tra loro in modo più semplice e diretto.

Negli anni successivi, l’email è diventata sempre più popolare e accessibile a un pubblico più ampio. Con l’aumento della diffusione dei personal computer e l’avvento dell’Internet, l’email è diventata uno strumento comune per la comunicazione personale e professionale. Oggi, miliardi di utenti in tutto il mondo inviano e ricevono e-mail ogni giorno, e la e-mail è diventata una parte integrante della vita quotidiana.

L’email ha anche subito un’evoluzione tecnologica negli ultimi anni, con l’aggiunta di funzionalità come allegati, immagini e video incorporati, e la possibilità di accedere alle e-mail da dispositivi mobili. Inoltre, la sicurezza e la privacy delle e-mail sono diventate questioni sempre più importanti, con l’aumento delle minacce informatiche e dello spam.

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