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Teutoburgo, 9 d.C.: Arminio ferma l’espansione di Roma nell’Europa centrale

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La battaglia di Teutoburgo avvenne nel settembre del 9 d.C. e vide contrapporsi l’esercito romano, guidato da Publio Quintilio Varo, e dall’altra una coalizione di tribù germaniche, tra cui i Cherusci, i Bructeri, i Marsi e molti altri, tutti quanti guidati da Arminio, capo dei Cherusci.

Antefatto della battaglia

L’imperatore Augusto, una volta completata la conquista della parte settentrionale della Germania tra il 4 e il 5 d.C. a opera di Tiberio, suo figlio adottivo, che era riuscito a fermare la ribellione della tribù dei Cherusci, decise di riunire in una vera e propria provincia i territori compresi tra il fiume Reno e l’Elba.

Augusto, nel 6 d.C., decise quindi di inviare in Germania come legato imperiale Publio Quintilio Varo, che era già stato governatore della Siria e a cui venne anche affidato il comando di tre legioni. Publio Quintilio Varo decise di non procedere con una graduale romanizzazione delle zone conquistate, bensì di imporla con la forza.

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Questo tentativo organizzato da Augusto di far accrescere il controllo romano sul territorio della Germania, creò un grande malcontento tra i  capi militari germanici, che trovandosi di fronte alla possibilità di vedersi limitare la propria autorità, decisero di iniziare ad organizzare una rivolta.

La battaglia di Teutoburgo

Nel settembre del 9 d.C. Publio Quintilio Varo, che si trovava accampato con le sue tre legioni e 5000 ausiliari nella zona tra il Reno e l’Elba, decise con l’approssimarsi dell’inverno di far ritorno verso sud. Non essendo molto esperto e possedendo una conoscenza molto approssimativa del territorio, decise di affidarsi ad Arminio, il capo della tribù dei Cherusci.

Publio Quintilio Varo scelse Arminio come guida dato che negli anni precedenti aveva collaborato a fianco delle legioni romane, divenendo così un fedele alleato, tanto che in cambio dei sue servigi gli era stata riconosciuta la cittadinanza romana. Purtroppo, Arminio capo dei Cherusci, condusse Publio Quintilio Varo verso una trappola, organizzata contro le legioni romane mentre stavano passando per il bosco di Teutoburgo, che sorprese completamente il contingente romano.

L’esercito romano rimase in trappola durante la marcia in una zona paludosa, circondata da acquitrini che gli impedivano sia la fuga che l’utilizzo in maniera ottimale della loro organizzazione bellica. Tre intere legioni, la XVII, la XVIII e la XIX, tra l’8 e l’11 settembre del 9 d.C., furono annientate insieme a 6 coorti di fanteria e 3 ali di cavalleria ausiliaria per un totale di circa 18 mila morti.

La battaglia si concluse dopo tre giorni, momento in cui sia Publio Quintilio Varo che i suoi ufficiali, non riuscendo a contrastare le forze nemiche, decisero di suicidarsi. I soldati sopravvissuti vennero ridotti in schiavitù dalle forze nemiche. I romani, per ricordare l’onta della sconfitta subita decisero di non nominare più nessuna legione con gli stessi nomi delle tre cadute in battaglia.

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Conseguenze delle battaglia di Teutoburgo

La battaglia di Teutoburgo non viene ricordata come una delle peggiori sconfitte per i romani, infatti, Roma subì delle sconfitte ben più rilevanti. Nonostante ciò, la perdita della battaglia di Teutoburgo ha portato l’imperatore Augusto a riconsiderare i piani d’espansione dell’Impero Romano a nord del Reno.
La battaglia di Teutoburgo ha causato quindi una svolta molto importante per l’Impero di Roma, che da questo avvenimento decise di arrestare l’espansione verso l’Europa centrale.

Conferme storiche della battaglia di Teutoburgo

Il primo storico che diede credito alla battaglia di Teutoburgo fu Theodor Mommsen nel 1885. La conferma definitiva della battaglia è invece arrivata a partire dal 1987 anno in cui iniziarono gli scavi, che hanno riportato alla luce moltissime ossa umane e di animali, oltre 4000 oggetti, ad oggi esposti nel Museo di Kalkriese, tutte testimonianze che documentano la disfatta della battaglia per i romani.

Ultime scoperte sulla battaglia di Teutoburgo

Nel sito identificato come luogo della battaglia di Teutoburgo, durante l’ultima campagna di scavi, sono stati rinvenuti molti reperti, tra cui otto rare monete d’oro con sopra l’effige dell’imperatore Augusto su un verso e sull’altro i ritratti dei due nipoti Gaio e Lucio Cesare, entrambi designati come suoi successori, ma nessuno dei due subentrato come erede a causa di una morte prematura. I due nipoti sono stati entrambi raffigurati con uno scudo, una lancia e un liuto sopra le monete.

Le monete, considerando le morti dei due nipoti, la prima avvenuta nel 4 d.C. e la seconda nel 2 d.C., risalgono molto probabilmente a pochi anni prima della battaglia. Quasi sicuramente erano appartenute ad un ufficiale dell’esercito, che forse decise di abbandonarle, o più probabilmente sotterrarle, durante la battaglia, visto il ritrovamento molto ravvicinato delle monete.

Il valore delle monete era considerevole, valutando che all’epoca con un solo aureo si poteva mandare avanti un’intera famiglia per un mese a Roma. Le monete che sono state rinvenute equivalevano al sostentamento di un intero anno.

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La scoperta di queste ultime monete, e anche di altri manufatti, viene definita dagli archeologi come un rinvenimento assolutamente straordinario e raro. Gli oggetti rinvenuti, tra cui ci sono oltre alle monete d’oro anche pezzi appartenenti all’equipaggiamento militare romano e molte monete di bronzo, riescono a fornire degli elementi utili per l’individuazione del sito e delle dinamiche della battaglia, che indubbiamente incoraggiano la necessità di altri scavi.

fonti:
Il Notiziario di Perceval Archeostoria
Studiarapido.com
Wikipedia

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