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Social Network: l’impatto dei selfie sulla salute mentale

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Se hai l’abitudine di scattare e pubblicare selfie sui social network, pensaci bene. Secondo uno studio sperimentale sugli effetti psicologici di tale pratica (The Esthetic Clinics, la chirurgia estetica e cura della pelle, Hindustan Times, Delhi), riducono la fiducia in se stessi e aumentano l’insoddisfazione per il proprio aspetto, fino a spingere alcune persone a ricorrere alla chirurgia estetica.

Le conseguenze psicologiche dei selfie

I selfie, in apparenza così divertenti e innocui, hanno un impatto psicologico disastroso sulla mente, creando ansia e scarsa stima di sè. Per non parlare degli incidenti, a volte anche mortali, che a volte capitano alle persone impegnate nell’atto di fare clic con la fotocamera del telefono, in situazioni potenzialmente pericolose. Quante volte, infatti, abbiamo letto di tali tragedie?

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Secondo lo studio, i sentimenti di inadeguatezza sono così intensi da spingere molti a sottoporsi a interventi di chirurgia estetica per modificare i tratti del volto, che nei selfie delude le aspettative. In questa ricerca, sono stati presi in esame 300 pazienti che si sono presentati per richiedere di “cancellare” i propri difetti.

I risultati: le persone che pubblicavano selfie senza utilizzare alcun filtro, per abbellire o modificare la fisionomia, hanno visto un aumento significativo dell’ansia e una diminuzione dell’autostima. In genere, scattare e postare un selfie sui social network ha comportato un peggioramento dell’umore e dell’immagine di sé.

La chirurgia estetica, richieste in aumento

Anche i partecipanti che hanno avuto l’opportunità di modificare le foto con i filtri, cambiare l’illuminazione o ritoccare il trucco, oppure procedure più drastiche come cambiare la struttura ossea, snellire il girovita, cancellare i brufoli e altro ancora, in gran parte volevano sottoporsi a interventi di chirurgia estetica per cambiare il proprio aspetto, perchè non soddisfatti dai propri selfie.

In particolare, uomini e donne tra i 16 e i 25 anni, trascorrono fino a 5 ore alla settimana a scattare selfie e a caricarli sui propri profili personali: questi risultati hanno implicazioni cliniche per la prevenzione e il trattamento delle difficoltà di salute mentale, e suscitano notevoli preoccupazioni.

Si è scoperto inoltre che il processo di acquisizione, alterazione e pubblicazione di selfie influenzi l’autostima e la percezione dell’immagine corporea, oltre a promuovere la dismorfia corporea. C’è un significativo effetto negativo nel postare selfie sui cambiamenti di umore e sentimenti di attrazione fisica.

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I pazienti che li hanno scattati hanno riferito di sentirsi più ansiosi dopo la pubblicazione sui social, insicuri e meno attraenti fisicamente. Sono stati riscontrati effetti dannosi anche quando i partecipanti potevano riprendere e ritoccarli.

I selfie scatenano sentimenti di inadeguatezza, fino a ricorrere alla chirurgia estetica

L’atto di scattare e postare selfie contribuisce a creare significativi sentimenti di inadeguatezza rispetto agli sguardi, e un forte desiderio di cambiare immagine anche attraverso interventi di chirurgia estetica.

Le interazioni con i social media sono diventate la nuova “normalità”. La pubblicazione di selfie sui social media ha pesanti effetti negativi sull’immagine di sé di donne e uomini, rendendoli più vulnerabili agli sbalzi d’umore e ai disturbi d’ansia.

Postarli frequentemente potrebbe portare poi a un comportamento di “controllo del corpo”, come ad esempio pesarsi ripetutamente, e controllare di continuo la propria immagine negli specchi. Rischioso, in termini di salute mentale, soprattutto se innesca insoddisfazione per il peso e la forma fisica.

Nello studio sono emersi dati preoccupanti: dopo aver pubblicato i loro selfie sui social media, il 60% degli uomini e il 65% delle donne hanno mostrato un aumento dell’ansia, in alcuni casi fino a sfociare in attacchi di panico. Di tutti gli intervistati, il 61% degli uomini e il 70% delle donne ha registrato una diminuzione della fiducia in sè dopo aver pubblicato i propri selfie.

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C’è stata una diminuzione significativa nell’apprezzamento del proprio corpo, considerato poco attraente, nel 61% degli uomini e nel 67% delle donne, portando al desiderio di cambiare aspetto attraverso la chirurgia estetica nel 62% degli uomini e nel 65% delle donne studiate.

Il rischio di sviluppare disturbi alimentari è alto

L’elevata insoddisfazione corporea è il principale fattore di rischio, soprattutto per lo sviluppo di disturbi alimentari. L’autostima, infatti, spesso subisce un duro colpo quando si inizia a confrontarsi troppo con le altre persone, cosa per cui i social media network sembrano fatti apposta.

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Un’altro studio ha scoperto che la visualizzazione frequente di selfie porta a una diminuzione della soddisfazione per la vita. Le pressioni che devono affrontare le ragazze sono tante, incluso il confronto con le coetanee sui social media, percepite sempre come più belle, sensuali, “perfette”.

Anche se le foto che una ragazza (ma anche una donna più matura) pubblica sui social media ottengono molti “Mi piace”, potrebbe comunque sentirsi ugualmente insicura, specialmente se è un’adolescente che attraversa un periodo di fragilità e sta cercando, per sentirsi meglio, di fare qualcosa all’esterno che non è coerente con il modo in cui si sente all’interno.

Ecco perchè il problema dei selfie ha anche attirato l’attenzione di varie riviste professionali per chirurghi plastici, che hanno pubblicato articoli sulle crescenti richieste di interventi da parte dei giovani.

Un sondaggio dell’American Academy of Facial Plastic and Reconstructive Surgeons, ha rilevato che al 42% dei chirurghi è stato chiesto di eseguire procedure chirurgiche per ottenere immagini migliori sui social media.

L’impatto dei filtri sulla salute mentale

I filtri più popolari distorcono letteralmente il viso: lo rendono più snello, danno zigomi più alti, illuminano, cancellano difetti, cicatrici, acne, uniformano e cambiano persino il colore della pelle. Risultati che nessuna dieta o attività fisica potrebbe dare.

È in corso uno studio per individuare la depressione e le malattie mentali analizzando l’uso dei filtri di Instagram, indicando che il modo in cui manipoliamo le nostre foto dice molto sul nostro stato di salute mentale. C’è da meravigliarsi se queste immagini in cui pensiamo di avere un aspetto migliore, non sono realistiche?

Questo non è un attacco ai filtri, o alla modifica delle foto, che possono essere anche divertenti. Dobbiamo però riconoscere quanto possa essere dannoso il loro uso e quanto sia importante per la nostra salute mentale, prendersi una pausa da loro ogni tanto.

Come possiamo essere soddisfatti di come appariamo nella vita reale, se modifichiamo costantemente ogni nostra foto per ottenere approvazione dagli altri? Vedere costantemente la propria immagine filtrata, modificata, abbellita, migliorata, un giorno potrebbe avere conseguenze negative per la nostra salute mentale e fisica: ne vale davvero la pena?

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