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Nord Stream, gas uscito dal gasdotto: la Svezia parla di 3 esplosioni

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Il gas uscito dal gasdotto Nord Stream 1 e 2 ha aggravato una situazione già delicata all’interno del conflitto tra Russia e Ucraina, una guerra che, inutile ricordarlo, influenza gran parte del mondo intero; Europa in primis. Sono state tre le esplosioni secondo quanto informa la Guardia Costiera Svedese.

Berlino ha spiegato che probabilmente Nord Stream sarà inutilizzabile per sempre. Quattro le perdite di gas, due di queste si trovano nella zona economica svedese. Contemporaneamente il sismologo Bjorn Lund non ha escluso il verificarsi di una terza denotazione. A parlarne sono anche i giornali svedesi. La guardia costiera svedese, almeno per ora, non ha dato reali spiegazioni sul perché la segnalazione di questa nuova perdita sia giunta in ritardo.

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Due perdite nella stessa zona

Nonostante la situazione confusionaria, è stato comunque spiegato come le due perdite del gasdotto Nord Stream da lato svedese sono nella medesima zona. Il funzionario della guardia costiera, Jenny Larsson, ha spiegato tramite alcune dichiarazioni riportate da Ansa: “La distanza è qualcosa di soggettivo, ma sono vicine“. L’autorità non è riuscita a confermare le news riportate dai media svedesi secondo cui la nuova perdita interesserebbe il Nord Stream 2. Fino a poco tempo fa la Svezia aveva parlato di una perdita sul Nord Stream 1 a nord-est dell’isola di Bornholm.

Le dichiarazioni della Danimarca

La Danimarca, dal canto suo, ha parlato di una perdita sul Nord Stream 2 a sud-est dell’isola e di un’altra a nord-est sul Nord Stream 1. Le perdite ingenti stanno dando come conseguenza la creazioni di bolle marine dalle dimensioni non indifferenti di centinaia di metri in superficie. Una situazione difficile, anche per quanto riguarda la gestione, che rende al momento impossibile l’ispezione delle strutture. La panoramica non è delle migliori e i gasdotti Nord Stream potrebbero non funzionare mai più. Un timore, questo, pervenuto dalla Germania dopo che entrambe le linee 1 e 2, sono state danneggiate irrimediabilmente da esplosioni sospette a poca distanza dell’isola di Bornholm (appartenente alla Danimarca) sita nel mar Baltico.

Diverse le teorie che cercano di spiegare la natura di queste esplosioni: potrebbe essere causa del colpo di un sommergibile, di cariche di TNT oppure di un drone marino. La corrente di pensiero delle varie cancellerie è la stessa: nessun incidente, ma un vero e proprio sabotaggio. Ancora da capire di chi sia la colpa. A detta del Cremlino incolpare la Russia sarebbe “stupido e assurdo”. La Casa Bianca ha dichiarato, a sua volta, che incolpare gli Stati uniti.

L’inchiesta aperta da Mosca

Nel frattempo, Mosca ha aperto un’inchiesta sul caso per terrorismo internazionale. Prevista per venerdì 30 settembre una riunione del Consiglio di sicurezza dell’Onu sull’episodio (richiesta e ottenuta dalla stessa Russia). Svezia e Danimarca, invece, dovranno fornire opportune spiegazioni in merito, dato che le falle che si sono aperte nei gasdotti, sprigionando bolle di gas in mare, sono site presso la zona economica esclusiva di Copenaghen, mentre l’altra a Stoccolma.

Che cos’è il Nord Stream?

I due gasdotti Nord Stream hanno come compito principale il trasporto del gas russo in Europa. Da anni si pianificava la loro costruzione. Come informa la CNN, Nord Stream 1 fu annunciato nel 1997, durante un periodo di relazioni relativamente calme tra l’Occidente e la Russia post-sovietica; divenne operativo nel 2011. Negli ultimi dieci anni è stato un punto di riferimento importante per l’Europa, riguardo all’acquisizione di gas, favorendo cirr circa il 35% delle importazioni totali di gas russe in Europa nel 2021. Scorre direttamente in Germania, la più grande economia del blocco, che dipende particolarmente dal gas di Mosca per alimentare le sue case e l’industria.

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Nord Stream 2 è il progetto gemello di 750 miglia. Esso fu annunciato pochi anni dopo e completato lo scorso settembre. Aveva lo scopo di fornire 55 miliardi di metri cubi di gas all’anno. Il gasdotto era controllato dalla società russa Gazprom. Un progetto non immune da critiche fin dall’inizio. Diversi i paesi che per anni si sono opposti al Nord Stream 2, tra cui Regno unito e Ucraina, per la paura di un aumento di influenza russa in Europa. In seguito all’invasione Ucraina da parte della Russia avvenuta quest’anno, la Germania ha staccato la spina all’oleodotto rendendolo inoperativo.

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