L’effetto Mandela

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L’effetto Mandela è quel fenomeno in cui gruppi di persone ricordano eventi mai accaduti, il nome dell’effetto si riferisce all’annuncio della morte di Mandela avvenuta nel 2013, in tanti rimasero esterrefatti alla notizia perché sostenevano di ricordare che Mandela fosse morto negli anni ’80 in carcere.

Il ricordo di Mandela morto negli anni ’80 però non è l’unico esempio a finire nella lista “effetto Mandela”, uno degli esempi più noti è quello del vero nome della cantante Madonna che all’anagrafe risulta Madonna Luise Veronica Ciccone. Molti sostengono di ricordare articoli e servizi dove il nome sarebbe stato “Maria”.

Il caso Madonna è davvero bizzarro e sembra dare ragione a chi crede che esistano diverse realtà parallele che giustifichino i ricordi comuni a tante persone, in pratica chi sostiene la storia delle molteplici realtà, possiede “memorie” riguardo il vero nome della cantante, che si sarebbe chiamata Maria Louise Veronica Ciccone e non Madonna che in effetti è il nome della madre. Però il caso dei ricordi distorti sul nome della cantante è spiegabile, la stampa dell’epoca riportò il vero nome di Madonna come Maria Luisa Veronica Ciccone, il ricordo è solo di un errore giornalistico.

La lista dei “ricordi quantistici” è lunga, altro esempio spesso citato è quello riguardante il nome di Charles M. Schulz, creatore dei Peanuts, che alcuni ricorderebbero essere “Schultz” senza la M. Anche i Looney Tunes, che un tempo sarebbero stati Looney Toons.

Nel calderone dell’effetto Mandela finiscono anche i falsi storici, c’è infatti chi sostiene che l’8 marzo sia la celebrazione del ricordo di tragici fatti avvenuti in una fabbrica di Nuova York nel 1903, dove un certo signor Johnson chiuse a chiave un certo numero di operaie che perirono in un incendio, forse appiccato dallo stesso “signor Johnson”. In effetti si tratta di un falso storico ma nonostante si tratti di una bufala la storiella viene ancora tramandata. L’8 marzo quale Festa della Donna è una questione esclusivamente politica, non c’è alcun episodio tragico dietro.

Se per alcuni l’effetto Mandela nasconde un complotto e per altri sarebbe la dimostrazione dell’esistenza di realtà parallele alla nostra, la verità potrebbe essere invece molto banale e scontata, forse lontanissima dalle trame da fantascienza proposte da complottisti molto fantasiosi.

Secondo Nature, la risposta è nella nostra mente che viene influenzata dall’enorme mole di informazioni che circolano nella nostra società. La risposta è forse apparentemente semplice, non tira in ballo universi paralleli, viaggiatori del tempo o complotti ma sicuramente non è meno inquietante.

La nostra memoria non è quella di un computer, spesso ricordiamo qualcosa che non è in realtà accaduto o ricordiamo fatti diversi da come effettivamente sono successi. L’atto di ricordare altera il ricordo stesso e più anche se è vero che un ricordo può essere consolidato nella memoria è altrettanto vero che lnostra mente ottimizza i ricordi, eliminando i dettagli che non ci interessano e rafforzando dettagli che per noi contano maggiormante.

Queste dinamiche vengono amplificati quando i ricordi personali diventano ricordi collettivi, infatti quando si discute di un evento in tanti si tende a trasformare il fatto accaduto in un singolo fatto ma questo può significare che non sia corretto quanto il ricordo individuale.

Uno studio del 2011 ha stabilito che abbiamo una forte tendenza ad allinearci ai falsi ricordi del nostro gruppo sociale, perfino quando i ricordi comuni contrastano con i nostri ricordi corretti. I partecipanti allo studio hanno visto un documentario. Sono poi stati interrogati per vedere quanto lo ricordassero.

I falsi ricordi prendono forma grazie alla rete sociale alla quale apparteniamo, è facile essere influenzati da persone o gruppi sociali a noi più vicini

Uno studio del 2016 mostra che una rete sociale divisa in gruppi poco connessi tende a creare diverse versioni di ciò che avviene, mentre una più stretta converge su una singola versione, in pratica tanti più gradi di separazione ci sono, più i ricordi saranno diversi e questo sicuramente possiamo associarlo ai social network che tendono a formare gruppi isolati tra loro. L’effetto Mandela viene generato dal rafforzamento dei falsi ricordi dei singoli che si rafforzano l’un l’altro, i dettagli che hanno più coerenza si rafforzano e quelli che non combaciano tendono a scomparire, fino ad arrivare a una “storia” con molti dettagli ma essenzialmente falsi.

I ricordi condivisi non sono solo una mera curiosità spiegabile scientificamente con dei meccanismi chiari ma può anche rappresentare un pericolo per la nostra società perché i ricordi che condividiamo sono la base su cui formiamo le nostre opinioni, la nostra identità e di conseguenza le nostre idee politiche e sociali che rinforzandosi fra loro potrebbero portare a un circolo vizioso e radicare nelle nostre menti ricordi falsi che potrebbero in qualche modo influenzare le nostre scelte e le nostre decisioni.

Spunti bibliografici: Wired

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