La drammatica EVA di Gene Cernan

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Una delle più drammatiche EVA ( Extra-vehicular activity) è quella svolta dall’astronauta Gene Cernan (1934-2017) nel giugno 1966, durante la missione Gemini 9.
La missione non era nata sotto una buona stella. L’equipaggio principale della missione costituito da  Charles Bassett e Elliott See, era deceduto precipitando con il loro caccia durante un’esercitazione. Era pertanto subentrato l’equipaggio di riserva costituito dallo stesso Cernan, allora trentaduenne e da Thomas Stafford.
Il lancio viene programmato per il 1 giugno 1966, ma le nubi fosche su questa missione sono tutt’altro che dissipate. Stafford e Cernan erano già all’interno della loro capsula e pronti ad essere lanciati, quando, poco prima dell’accensione, il lancio dovette esser interrotto a causa della mancata trasmissione di una serie di dati necessari per la missione. Per Stafford si trattò del quarto tentativo di lancio che era stato interrotto.
Finalmente il 3 giugno il lancio viene effettuato regolarmente. Per una serie di inconvenienti tecnici buona parte del programma previsto fu annullato, tranne la passeggiata extra veicolare di Cernan prevista per il terzo giorno della missione. Questa EVA è molto particolare, l’astronauta americano dovrà collaudare uno speciale jetpack, una sorta di zaino razzo.
Lo zaino-razzo si trova all’esterno, sul retro della Gemini, e l’astronauta deve indossarlo nello spazio aperto. Appena fuori dalla navicella Cernan però inizia ad avere serie difficoltà fisiche, il suo ritmo cardiaco arriva a 200 battiti al minuto. L’astronauta comunica a Houston che la visiera del suo casco è tutta appannata ed a stento con la punta del naso riesce a pulirne una piccola porzione.
Il medico del centro di controllo di Houston chiede a Cernan di calmarsi e di respirare profondamente, ma la situazione non migliora. Quasi a tentoni Cernan raggiunge faticosamente il retro della navetta per prendere il jetpack.
In quella posizione però non ci sono maniglie a cui aggrapparsi e con grande sconcerto l’astronauta scopre che il cavo ombelicale che lo rifornisce di ossigeno è troppo corto e non può arrivare a prendere il jetpack. Per non farsi mancare niente le comunicazioni con il compagno rimasto nella navicella si interrompono.
Profondamente provato Cernan decide di interrompere l’EVA. Tornare sulla navicella sarà un’impresa disperata, Cernan sa che il protocollo della NASA previsto per un caso di difficoltà a rientrare nella capsula prevede che Stafford abbandoni il compagno nello spazio.
Dopo 2 ore e 10 minuti di passeggiata spaziale, sbattendo dappertutto, Gene rimetterà piede sulla Gemini. La sua tuta presenterà strappi e tagli causati dallo strofinio sulle lamiere del veicolo. Dopo tre giorni di missione, Gemini 9 accese i retrorazzi di frenatura per attivare la fase di rientro nell’atmosfera terrestre. L’atterraggio avvenne nelle acque dell’Oceano Atlantico, a soli 700 metri dal punto di atterraggio precedentemente calcolato.
Gene Cernan comunque si rifarà con altre due missioni spaziali, la terza della quale Apollo 17, partita il 6 dicembre 1972, gli consegnerà il record tutt’ora imbattuto di permanenza di un uomo sulla superficie lunare di 3 giorni con ben 22 ore di missioni extra veicolari.
Eugene “Gene” Cernan è morto a Houston il 16 gennaio 2017 all’età di 83 anni.

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