La Terra è vicina alla sesta estinzione di massa

Il nostro pianeta ha attraversato cinque estinzioni di massa in tutta la sua lunga storia e oggi stiamo per affrontare la sesta. Le estinzioni sono eventi che non avvengono dall'oggi al domani. Si svolgono nel corso di milioni di anni

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L’elenco delle specie in via di estinzione è lungo e scoraggiante, Rinoceronti, elefanti, balene e squali sono a rischio estinzione e lo sono anche animali di altre specie. La Terra subisce un’emorragia inesorabile che segna l’estinzione di mammiferi, pesci e insetti. La perdita di biodiversità che stiamo osservando in questo momento è sbalorditiva, grazie alla distruzione di interi habitat, all’inquinamento, ai cambiamenti climatici.
Il nostro pianeta ha attraversato cinque estinzioni di massa in tutta la sua lunga storia e oggi stiamo per affrontare la sesta. Le estinzioni sono eventi che non avvengono dall’oggi al domani. Si svolgono nel corso di milioni di anni. Per gli esseri umani che vivono forse 80 o 90 anni, è molto difficile comprendere la portata di questi eventi.
Per avere un’idea dei danni che causerà la sesta estinzione di massa si devono conoscere a fondo le prime cinque e soprattutto ascoltare quanto possono dirci i paleontologi.
Questo tipo di problemi non sono facili da visualizzare e non ne sentiamo l’incombente gravità perché non li vediamo accadere. Anche se leggiamo numeri allarmanti su riviste scientifiche, guardiamo documentari che mostrano immagini drammatiche, sentiamo notizie di devastanti uragani e calotte glaciali che si sfaldano a causa dei cambiamenti climatici. La perdita di biodiversità avviene in silenzio e per tanti di noi è difficile accorgersi.
Proprio perché l’estinzione si protrae a lungo nel tempo in maniera lenta ma inesorabile, gli effetti del danno che stiamo procurando oggi si ripercuoteranno per lungo tempo. Jill Leonard-Pingel è una paleoecologa alla Ohio State University e assistente alla direzione del Museo geologico di Orton. Descrive qualcosa chiamato “debito di estinzione”. Il debito di estinzione non è altro che il ritardo tra il danno e l’eventuale estinzione di una specie. “Se non vediamo l’estinzione totale di un gruppo di animali nella nostra vita, o anche in un paio di generazioni, non significa che non siano destinati all’estinzione“, afferma la Leonard-Pingel.
Tuttavia, il danno non sarà sempre sottotraccia. Nizar Ibrahim paleontologo all’Università di Detroit Mercy e un esploratore del National Geographic. “Ci sarà un momento in un futuro non troppo lontano in cui improvvisamente vedremo e sentiremo questa estinzione di massa intorno a noi in modo molto chiaro”, spiega. Ellen Currano, paleobotanica all’Università del Wyoming, sottolinea che questa estinzione non è paragonabile a quella causata dalla caduta di un asteroide che ha colpito la Terra 35 milioni di anni fa, rilasciando un’enorme quantità di energia e innescando incendi globali. “Questo è molto più lento di quello, sulla scala delle vite umane”, afferma.
La Terra ovviamente rimarginerà le sue ferite: la vita è tenace. “Un punto chiave delle crisi di estinzione è che la vita si è sempre ripresa e senza dubbio si riprenderà qualunque cosa facciamo al pianeta”, dice Michael Benton, paleontologo all‘Università di Bristol nel Regno Unito “Tuttavia, il recupero può richiedere centinaia di migliaia di anni, e molto probabilmente non saremo lì a vederlo”.
Lo scrittore scientifico David Quammen una volta scrisse: “La speranza è un dovere da cui i paleontologi sono esentati”. E, naturalmente, i paleontologi vedono il quadro generale di come la vita si evolve sul pianeta. Come scienziati, sono abituati a guardare i fatti senza batter ciglio senza lasciare che ciò che vogliono vedere influenzi ciò che vedono.
Ma sono esseri umani; e noi esseri umani ci saremmo estinti da tempo se non avessimo avuto l’abilità di trovare una via d’uscita dal disastro. Quindi cosa dà speranza a questi scienziati tra l’alto per lo più molto giovani?
Currano si ispira ai liceali locali con cui lavora. “Sentiamo sempre parlare di Greta Thunberg – ed è incredibile – ma ci sono molti altri giovani che stanno dando il loro contributo”.
Leonard-Pingel indica il lavoro di una nuova generazione di scienziati, impegnati nel nuovo campo della paleobiologia della conservazione che utilizza gli strumenti sviluppati da geologi e paleontologi per affrontare il cambiamento ambientale e aggiungere contesto per le estinzioni odierne. È anche incoraggiata dalla nuova generazione di ambientalisti e attivisti. “Ci sono cose che possiamo fare”, spiega. “Poiché utilizziamo più strade e sviluppiamo nuova scienza, ci sono modi in cui possiamo preservare alcuni habitat e alcuni ecosistemi. Non credo che a questo punto siamo destinati a questa estinzione di massa. Se iniziamo ad agire presto”.
Benton è forse il più ottimista di tutti. “Immagino che le ragioni di qualche speranza siano che il quadro entro il quale i governi dovrebbero agire sia stato stabilito [nell’accordo di Parigi]”, dice. “La pressione popolare costringerà i politici alla fine a fare la cosa giusta”. Ma questo, ovviamente, richiederà un’enorme quantità di pressione, e anche i giovani sembrano portare avanti quella battaglia.
 “Se affrontiamo tutti questi problemi – e ci sono molti incendi che dobbiamo estinguere – c’è qualche motivo per un cauto ottimismo”, afferma Ibrahim. Ma non c’è molto tempo.
Fonte: https://www.discovermagazine.com/planet-earth/earth-is-on-the-cusp-of-the-sixth-mass-extinction-heres-what-paleontologists