Alla scoperta dell’Anomalocaris canadensis

L'Anomalocaris fu un predatore vissuto all'apice del periodo Cambriano: sembra amasse le prede tenere piuttosto che quelle troppo dure al palato

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Alla scoperta dell'Anomalocaris
Alla scoperta dell'Anomalocaris

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L’Anomalocaris canadensis fu un predatore vissuto all’apice del Cambriano: studi biomeccanici sulle “zampe” di questo animale oramai estinto, mostrano come l’Anomalocaris (lungo 60 centimetri) fosse molto probabilmente più debole di quello che si pensasse un tempo.

Considerato molto grande per quei tempi (se confrontato con altri animali del periodo) l’Anomalocaris era probabilmente dotato di velocità e agilità, capace di rincorrere prede morbide (al suo palato) in mare aperto. Sarebbe stato infatti restio a inseguire creature dal guscio duro in fondo all’oceano. Lo studio è stato pubblicato sulla rivista Proceedings of the Royal Society B.

Scoperto nel diciannovesimo secolo, l’Anomalocaris canadensis (che in latino vuol dire “strano gambero del Canada”) è stato per molto tempo ritenuto responsabile di alcuni esoscheletri sfregiati e schiacciati appartenenti a creature quali i trilobiti che i paleontologi hanno trovato nella documentazione fossile.

Anomalocaris: le considerazioni di Bicknell

Russell Bicknell, un ricercatore post-dottorato attivo presso la divisione di Paleontologia  dell’American Museom of Natual History, è autore principale della ricerca sull’Anomalocaris canadensis.

Lo studioso ha detto la sua sul ritrovamento degli esoscheletri dei trilobiti e sui dubbi che ha avuto in merito, tramite alcune dichiarazioni riportate da Phys.org: “Questo non mi andava bene, perché i trilobiti hanno un esoscheletro molto forte, che essenzialmente ricavano dalla roccia, mentre questo animale sarebbe stato per lo più morbido e soffice”. Bicknell ha condotto il lavoro mentre era all’Università del New England in Australia.



Di cosa era realmente capace questo animale?

Recenti ricerche sull’apparato boccale corazzato a forma di anello di A. canadensis mettono in dubbio la capacità dell’animale di elaborare cibo duro. L’ultimo studio si proponeva di indagare se le lunghe appendici anteriori spinose del predatore potessero invece svolgere il lavoro.

Il primo passo per il gruppo di ricerca, che comprendeva scienziati provenienti da Germania, Cina, Svizzera, Regno Unito e Australia, è stato quello di creare una ricostruzione 3D di A. canadensis dai fossili straordinariamente ben conservati, ma appiattiti dell’animale che sono stati trovati presso l’argillite di Burgess in Canada, un affioramento di argillite scusa antica 508 milioni di anni.

Usando i moderni scorpioni a frusta e ragni frusta come analoghi, il team è stato in grado di dimostrare che le appendici segmentate del predatore erano in grado di afferrare la preda e potevano sia allungarsi che flettersi.

Il lavoro degli studiosi

È stata utilizzata una tecnica di modellazione chiamata analisi degli elementi finiti per mostrare i punti di stress e deformazione su questo comportamento di presa di A. canadensis, illustrando che le sue appendici sarebbero state danneggiate mentre afferravano prede dure come i trilobiti.

I ricercatori hanno utilizzato la fluidodinamica computazionale per posizionare il modello 3D del predatore in una corrente virtuale per prevedere quale posizione del corpo avrebbe probabilmente utilizzato durante il nuoto.

La combinazione di queste tecniche di modellazione biomeccanica, usate insieme per la prima volta in un articolo scientifico, dipinge un quadro diverso di A. canadensis rispetto a quanto si pensava in precedenza. L’animale era probabilmente un veloce nuotatore, che sfrecciava dietro a morbide prede nella colonna d’acqua con le sue appendici anteriori tese.

“Le concezioni precedenti erano che questi animali avrebbero visto la fauna dell’argillite di Burgess come un buffet, inseguendo tutto ciò che volevano, ma stiamo scoprendo che le dinamiche delle reti alimentari del Cambriano erano probabilmente molto più complesse di quanto pensassimo una volta” ha detto Bicknell.

Un super predatore “alieno”

Dal suo aspetto l’Anomalocaris ricorda molto un alieno uscito da film quali Aliens vs Predator. Oltre all’aspetto “temibile”, tale animale era un super predatore ma dobbiamo comunque tenere conto dell’ecosistema dell’epoca.

L’Anomalocaris era effettivamente una delle creature più temute dagli altri esseri viventi ma può vantarsi di tale “primato” perché durante la sua vita ha avuto la fortuna di non fare i conti con altri predatori di stazza molto più grande, come lo stesso uomo. Come specifica Gaianews.it, L’Anomalocaris canadensis dominava in un mondo in cui quasi tutte le creature marine erano delle dimensioni pari più o meno a quelle di una “tazzina da caffé”.

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