Frammenti di meteorite cadono su un balcone a Matera – video

I residenti della pittoresca e antica “città di pietra” del sud Italia sono stati colti da un altro fenomeno roccioso dopo che un meteorite si è schiantato sul balcone di una casa nella periferia di Matera.

L’oggetto spaziale, che viaggiava a circa 200 miglia all’ora (300 Km/h), è stato avvistato nei cieli sopra la Puglia e la Basilicata il 14 febbraio, diventando noto come “palla di fuoco di San Valentino”, prima di cadere sul balcone della casa dei fratelli Gianfranco e Pino Losignore e i loro genitori.

I due fratelli stavano effettuando dei controlli sui pannelli solari della proprietà quando, tre giorni dopo, hanno notato un pannello e una tegola danneggiati, insieme a frammenti grigi sparsi sul balcone.

“Non ero in casa quando è successo, ma mia madre era in cantina in quel momento e ha sentito un forte botto”, ha detto Gianfranco. “Era preoccupata, ma era una giornata piuttosto ventosa e quindi ha pensato che potesse essere il ramo di un albero. Non ci saremmo mai aspettati che fosse un meteorite”, ha aggiunto.

La palla di fuoco del meteorite era stata osservata dalle telecamere di sorveglianza di Prisma, un progetto gestito dall’Istituto italiano di astrofisica, che consente agli esperti di tracciare dove potrebbe essere caduto.

Il meteorite a Matera

A certificarlo è stato Carmelo Falco dell’Istituto nazionale di astrofisica (Inas): “La straordinarietà di questo intervento -ha spiegato l’esperto al sindaco di Matera Domenico Bennardi– è stata nella capacità di aver fatto funzionare al meglio il sistema “Prisma”, una sorta di videosorveglianza su atmosfera e meteore, il quale in Puglia ha alcune  video camere che hanno osservato questo grosso evento. Noi ci siamo allarmati e attraverso le immagini di Prisma siamo riusciti a capire dove sarebbe potuto cadere esattamente il meteorite, ovvero alla periferia nord della città dei Sassi”.

È anche raro che i meteoriti cadano in un’area da cui i loro frammenti possono essere facilmente recuperati.

Il masso piovuto dalle profondità dello spazio è vecchio quanto il sistema solare (4,5 miliardi di anni). Il meteorite di San Valentino è un evento raro e un’occasione preziosa per studiare i segreti dell’universo: non avendo toccato il suolo, è pressoché incontaminato, e verrà ora analizzato per determinare composizione chimica, mineralogia e caratteristiche petrografiche.

Finora sono stati raccolti più di 70 grammi di frammenti per lo studio, che alla fine saranno esposti in un museo.

“Dobbiamo analizzare i resti del meteorite, ma ciò che è unico di questi frammenti è il luogo in cui sono stati trovati”, ha affermato Falco. “Il materiale, che è morbido, molto simile alla sabbia, è molto puro, in quanto non ha toccato il suolo o l’acqua – è quasi come se lo avessimo raccolto direttamente dallo spazio”.

Un evento dalla doppia portata storica: non solo il fatto stesso che un meteorite cada praticamente in casa di qualcuno, ma che la dinamica della caduta sia stata monitorata attentamente grazie al progetto Prisma. Triangolando i dati di posizione ottenuti dalle tre camere, il team di Prisma è risalito alla traiettoria seguita dal bolide in atmosfera: ha iniziato a brillare a una quota di circa 90 km e ha seguito una traiettoria discendente inclinata di circa 60 gradi rispetto al terreno muovendosi con una velocità iniziale di 16-17 km/s da Bari verso Matera. Si tratta di una velocità tipica per un oggetto di origine asteroidale, come conferma l’orbita eliocentrica.

È la seconda volta negli ultimi anni che un meteorite cade in Italia. Nel gennaio 2020 ne è stato trovato uno vicino a Modena in Emilia-Romagna.

Domenico Bennardi, sindaco di Matera, città famosa per i suoi sassi e abitazioni rupestri scavate nel calcare, ha affermato che la scoperta ha suscitato molto “entusiasmo ed emozione” tra i residenti.

“Matera è una delle città più antiche del mondo, dove sono state fatte molte scoperte”, ha detto. “È incredibile che frammenti di roccia dallo spazio siano caduti proprio sulla città di pietra”, ha concluso.

Il meteorite prenderà il nome da Gianfranco e Pino Losignore.

Fonte: Prisma Inaf

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