Eretteo: il tempio che suscita grandi dibattiti

L'Eretteo, data la sua posizione e le sue architetture insolite, è ancora oggi oggetto di dibattito tra gli studiosi

LEretteo, progettato dall’architetto Mnesikles, era un complesso edificio costruito nell’ultimo ventennio del V secolo a.C.. Sostituì l’“Archaios Neos” (Antico Tempio) di Atena Polias, parte del quale era stato distrutto dai Persiani sessant’anni prima.

Eretteo
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Eretteo: ecco in cosa si distingue

Il tempio era diviso in due camere: una stanza orientale dedicata ad Atena, che conteneva la statua lignea di culto della dea, e un ambiente inferiore occidentale che ospitava i santuari di Poseidone-Eretteo, Efesto e Boutes, il fratello di Eretteo appunto.

Eretteo

La forma insolita dell’Eretteo era il risultato della necessità dell’architetto di ospitare tutti questi culti all’interno di un unico edificio, adattando allo stesso tempo la sua struttura al terreno irregolare del sito. Inoltre, il complesso doveva incorporare i simboli sacri della lotta di Poseidone con Atena per l’egemonia su Atene: l’olivo donato alla città da Atena; i segni nella roccia lasciati dal tridente di Poseidone; e la sorgente d’acqua salata che scaturì dopo che egli colpì la roccia.

Un fregio ionico circondava l’edificio principale del tempio e il portico nord, decorato con figure di dei, eroi e mortali che probabilmente componevano scene legate ai miti e ai culti racchiusi nel tempio. Le figure erano quasi completamente scolpite, poiché anche le parti posteriori nascoste avevano ricevuto qualche trattamento scultoreo. I fregi furono realizzati in marmo bianco pario e fissati con elementi di fissaggio in metallo a lastre di pietra calcarea grigia eleusina.

La caratteristica più nota dell’Eretteo potrebbe essere il suo portico sud, il cui tetto, invece di essere sostenuto da colonne, poggiava sulle teste di sei statue Korai, le famose Kariatidi. Cinque di esse si trovano ora al Museo dell’Acropoli, esposte su un apposito balcone e visibili da tutti i lati, mentre la posizione della sesta Kore, ancora conservata al British Museum, è stata lasciata vuota.

Eretteo

Secondo lo storico Henrik Gerding: “L’architetto dietro l’Eretteo voleva combinare il Tempio di Atena Polias con altri santuari e testimonianze religiose legate alla nascita della città”. Pur sostituendo l’antico tempio di Atena Polia distrutto dai persiani durante il saccheggio di Atene nel 480 a.C., l’Eretteo non era una copia esatta.

Come l’originale, sarebbe servito come sede della statua di culto di Atena Polias e sarebbe stato il suo santuario principale, ma avrebbe fatto riferimento, come già accennato prima, anche alla competizione tra Atena e Poseidone per essere il Dio protettore di Atene.

Il santuario occidentale in tre parti onora Poseidone-Eretteo (Eretteo era il mitico re fondatore di Atene), Boutes, suo fratello, ed Efesto, il Dio del fuoco e della forgia. Il design del tempio onora Atena Polios incorporando al tempo stesso la mitologia della nascita di Atene.

A complicare ulteriormente la progettazione del tempio è la sua collocazione all’interno dell’Acropoli. Sul lato meridionale dell’Eretteo si trova il Portico delle Fanciulle, con le sue sei cariatidi (statue di donne che fungono da colonne) che guardano verso il Partenone. Tra il Portico delle Fanciulle e il Partenone si trova lo spazio che un tempo ospitava l’antico Tempio di Atena Poliade. Perché non sostituire semplicemente il vecchio Tempio di Atena, invece di costruire l’insolito Eretteo?

L’archeologa classica e storica dell’arte Gloria Ferrari Pinney ha considerato il “Giuramento di Platea” “si impegnarono a non ricostruire mai i santuari degli dei distrutti dai barbari”.

Le rovine dell’antico tempio rimasero a eterno ricordo della devastazione operata dai persiani sul sito. Ferrari scrive che “[f]ar dall’essere antiestetiche macerie, le rovine nel cuore dell’Acropoli fungevano da punto di collegamento al quale rispondevano gli altri edifici”.

Conoscere questo contesto ci aiuta a comprendere la posizione e la disposizione insolite dell’Eretteo, soprattutto se si considera la massiccia campagna di costruzione vista in cima all’Acropoli al momento della sua costruzione.

Gerding ipotizza tuttavia che la disposizione dell’Eretteo si riferisca più all’uso complessivo dello spazio all’interno dell’Acropoli che alla preoccupazione di commemorare l’invasione persiana.

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Sostiene che, nel decidere di posizionare il tempio appena a nord del sito dell’originale Tempio di Atena Polias: “L’obiettivo principale deve essere stato quello di creare uno spazio aperto più ampio e inserito centralmente sull’Acropoli per i raduni di persone”.

Man mano che cresceva la folla per la processione annuale delle Panatenee, era necessario uno spazio più ampio per consentire ai fedeli di riunirsi davanti al Grande Altare. Spostare l’Eretteo a nord e dargli una disposizione inaspettata avrebbe raggiunto questo obiettivo.

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