Compravendite immobiliari: le transazioni continuano a perdere quota

I primi dati del 2023 confermano il rallentamento delle compravendite immobiliari residenziali in Italia iniziato nel 2022, con l’arrivo dell’inflazione e i primi effetti, tra crisi delle materie prime e caro energia, dei mesi del lockdown.

Il primo trimestre dell’anno in corso, infatti, è stato caratterizzato da un -8,3% delle compravendite immobiliari in ambito residenziale rispetto al medesimo periodo dello scorso anno. La percentuale appena menzionata arriva dopo un quarto trimestre del 2022 che ha fatto registrare una perdita di quota del 2,1% rispetto al medesimo periodo del 2021, un anno d’oro per il mercato immobiliare anche a causa del volume recuperato a causa dei mesi di blocco del 2020.

Sono state circa 15mila in meno le transazioni immobiliari concluse nei primi tre mesi dell’anno in corso. Complessivamente, da gennaio a marzo del 2023 è stato raggiunto il tetto delle 166745 compravendite.

I dati in questione sono frutto di un’indagine che la società Abitare Co. ha portato avanti basandosi sui dati dell’Osservatorio OMI dell’Agenzia delle Entrate. Un aspetto degno di interesse riguarda il fatto che, in media, sono soprattutto i Comuni capoluogo di provincia a patire questa riduzione.

Il 10,6% in meno delle compravendite contro una perdita di quota del 7,4 delle città non capoluogo: un dato che non sorprende se si pensa a case history come quella di Milano.

Parliamo di un contesto urbano dove i prezzi delle abitazioni stanno crescendo esponenzialmente e dove, per il ceto medio, sta diventando sempre più difficile comprare casa (a maggio, sono stati richiesti, in media, 5240 euro al metro quadro, con punte di oltre 10000 in centro). Non è un caso che molti professionisti che lavorano nel capoluogo scelgano di risiedere in città dove le quotazioni immobiliari sono decisamente più accessibili, per esempio Torino.

L’inizio di un nuovo ciclo

Gli esperti del settore real estate parlano del 2023 come dell’anno che segna l’inizio di un nuovo ciclo, tecnicamente definibile come normalizzato, per il mercato immobiliare del Bel Paese.

Se, negli anni immediatamente precedenti la pandemia, nel corso dell’emergenza e nell’immediato post, a dominare lo scenario sono stati soprattutto i tassi ai minimi storici, da quest’anno in poi saranno altri i driver che domineranno lo scenario. In primo piano spicca la sostenibilità, tematica calda ormai da anni e destinata a diventare ancora più centrale grazie all’approvazione della direttiva europea sulle case green, un pacchetto di norme che prevedono, a partire dal 2028, le emissioni zero per tutti gli edifici di nuova costruzione.

Un doveroso cenno va dedicato anche agli investimenti in infrastrutture e alla riqualificazione di spazi pubblici, fattori che, soprattutto nei grandi centri urbani, contribuiranno non poco all’aumento del valore degli immobili.

Per fare un paragone con il passato recente, ci si avvia sempre di più verso numeri come quelli del 2019 – il primo trimestre dell’anno in questione è stato il migliore del ciclo immobiliare pre pandemico – con diversi strumenti a disposizione di chi vuole acquistare casa.

Uno dei principali è il web. Da diversi anni a questa parte, per informarsi sulle caratteristiche e i prezzi degli immobili sul mercato si ricorre alla rete. Considerando la complessità delle esigenze emerse negli ultimi tempi – vedi la pandemia e il lockdown, che hanno messo in primo piano la necessità di un alto livello di comfort nei propri spazi domestici – si tende sempre di più a scegliere la sicurezza della specializzazione.

Questo ha implicato una riduzione delle ricerche su siti generalisti e social e un aumento delle visualizzazioni delle case in vendita su ImmobiliOvunque.it, portale che ospita esclusivamente annunci redatti e pubblicati da agenzie immobiliari qualificate attive in ogni parte d’Italia.

Ciascuna di esse è corredata da recensioni, così da rendere ancora più semplice la scelta dell’utente finale.

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