Capodogli: i giganti degli oceani con 7 culture diverse

Uno studio rivela le sorprendenti somiglianze e differenze tra i clan di capodogli, che vivono in una società matriarcale, democratica e artistica

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Capodogli: i giganti degli oceani con 7 culture diverse
Capodogli: i giganti degli oceani con 7 culture diverse

I capodogli sono tra gli animali più affascinanti e misteriosi del mondo, e con il loro enorme corpo, il loro caratteristico “becco” e la loro testa squadrata, questi cetacei dominano gli oceani con la loro presenza e la loro intelligenza. Ma cosa sappiamo veramente di questi giganti gentili? Come vivono, comunicano e si relazionano tra loro?

Capodogli

Uno studio recente, condotto da Hal Whitehead, uno scienziato di capodogli della Dalhousie University, ad Halifax, in Canada, ha gettato nuova luce su alcuni aspetti della vita sociale e culturale dei capodogli. Utilizzando microfoni subacquei e rilevamenti con droni, Whitehead e i suoi colleghi hanno esaminato i suoni emessi dagli animali e le loro abitudini alimentari e hanno scoperto che si organizzavano in gruppi fino a circa 20.000 individui, chiamati clan.

L’articolo, pubblicato sulla rivista Royal Society Open Science, afferma che i clan erano definiti da variazioni nelle loro vocalizzazioni –sequenze di clic distintive, simili a codici morse–, note come “codas”. Queste codas agivano come dialetti umani, permettendo ai capodogli di riconoscere e distinguere i membri del proprio clan da quelli di altri clan.

I ricercatori hanno identificato sette clan di questo tipo nell’Oceano Pacifico, per un totale di 300.000 capodogli.



“Si tratta di un numero enorme per entità culturalmente definite al di fuori dei moderni gruppi etnolinguistici umani”

ha detto Whitehead, aggiungendo che i clan potrebbero incontrarsi ma non si sono mai incrociati. Il loro senso di identità appariva, in termini umani, quasi tribale, riconoscendo e mantenendo le proprie differenze pur essendo della stessa specie.

I capodogli hanno il cervello più grande del pianeta, con un peso medio di circa 8 kg, più del doppio di quello di un essere umano. Il loro cervello ha una struttura complessa, con diverse aree specializzate per le funzioni cognitive, emotive e sensoriali, per di più questi giganti dei mari sono in grado di apprendere, ricordare, risolvere problemi, cooperare, esprimere emozioni e forse anche avere una forma di coscienza.

Questi splendidi animali usano il loro cervello per navigare negli oceani, dove possono raggiungere i 15 metri di lunghezza, pesare fino a 45 tonnellate e immergersi fino a due ore in cerca di cibo, soprattutto calamari. Sono presenti negli oceani di tutto il mondo, ma preferiscono le acque profonde e temperate.

I capodogli usano anche il loro cervello per comunicare tra loro, attraverso una serie di suoni complessi e variabili, oltre alle codas, che servono a identificare il clan di appartenenza, i capodogli emettono anche altri tipi di suoni, come i clic, che servono a localizzare gli oggetti e le prede, e i gemiti, che esprimono stati emotivi o richieste.

Capodogli

I capodogli possono udire i suoni dei loro simili fino a una distanza di centinaia di chilometri, grazie alla loro eccezionale capacità di ecolocalizzazione.

La società dei capodogli

I capodogli vivono in una società matriarcale, dove le femmine e i loro piccoli formano gruppi familiari, chiamati unità, composti da una decina di individui. Le unità sono legate da forti vincoli affettivi e di cooperazione, che si manifestano in comportamenti come il grooming, il gioco, la protezione e la condivisione del cibo.

Le femmine si occupano della cura dei piccoli, mentre i maschi li visitano occasionalmente e solo per poche ore alla volta. Il loro “unico trasferimento importante è quello dello sperma”, ha detto Whitehead.

Le unità familiari si aggregano in gruppi più grandi, chiamati pod, che possono comprendere fino a un centinaio di esemplari. I pod sono formati da unità dello stesso clan, che condividono lo stesso dialetto e la stessa cultura, per di più si spostano insieme, seguendo le rotte migratorie e le disponibilità di cibo.

I pod si uniscono a loro volta in gruppi ancora più grandi, chiamati clan, che possono raggiungere le 20.000 unità, i quali a loro volta sono formati da pod di diversi clan, che si incontrano occasionalmente ma non si mescolano.

La società dei capodogli sembra utilizzare il consenso, piuttosto che la leadership dall’alto verso il basso, per raggiungere decisioni comunitarie. Con migliaia di animali che viaggiano contemporaneamente, alla ricerca di fonti di cibo in rapido cambiamento e costantemente consapevoli dei predatori (le orche predano i vitelli di capodogli), questi dibattiti possono essere molto importanti.

Whitehead ha detto di aver visto le balene “impiegare fino a un’ora o più per fare una virata di 90 gradi” mentre cercavano di accordarsi su dove andare.

Capodogli

La democrazia delle balene era un’attività “lenta e disordinata”, osservò Whitehead, proprio come la nostra.

La cultura di queste balene

La cultura è definita come l’insieme delle conoscenze, delle credenze, dei valori, delle norme, delle pratiche e delle espressioni che caratterizzano un gruppo sociale e che vengono trasmesse di generazione in generazione attraverso l’apprendimento sociale.

La cultura non è un’esclusiva degli esseri umani, ma è stata osservata anche in altre specie animali, come i primati, gli uccelli, i pesci e i cetacei.

I capodogli mostrano una grande varietà di comportamenti culturali, che li differenziano tra loro a seconda del clan di appartenenza. Oltre alle codas, che rappresentano il tratto culturale più evidente, i capodogli mostrano anche differenze nelle loro tecniche di caccia, nelle loro preferenze alimentari, nelle loro relazioni sociali, nelle loro tradizioni e nelle loro manifestazioni artistiche.

Per esempio, alcuni clan di capodogli si nutrono principalmente di calamari giganti, che catturano immergendosi fino a 3.000 metri di profondità, mentre altri clan preferiscono calamari più piccoli, che trovano a profondità minori.

Alcuni clan usano una tecnica di caccia chiamata “margherita”, che consiste nel formare un cerchio attorno alla preda e poi chiuderlo rapidamente, mentre altri clan usano una tecnica chiamata “carosello”, che consiste nel sollevare la preda verso la superficie e poi colpirla con la coda.

Capodogli

Alcuni clan sono più socievoli e amichevoli di altri, e tendono a interagire con altre specie di cetacei, come i delfini, le orche e le megattere, mentre altri clan sono più riservati e diffidenti.

Alcuni hanno delle tradizioni particolari, come quella di visitare periodicamente delle aree geografiche specifiche, dove si svolgono rituali di accoppiamento, di iniziazione o di celebrazione, mentre altri hanno delle manifestazioni artistiche, come quella di creare delle forme geometriche o dei disegni con le bolle d’aria, o quella di emettere delle melodie o delle canzoni con le loro vocalizzazioni.

Questi esempi mostrano come i capodogli siano animali dotati di una cultura ricca e variegata.

La minaccia umana

Nonostante la loro intelligenza, la loro cultura e la loro società, i capodogli sono in pericolo a causa dell’azione umana. Per secoli, i capodogli sono stati cacciati per il loro olio, la loro carne, il loro ambra e il loro spermaceti, una sostanza cerosa che si trova nella loro testa e che ha molteplici usi industriali e cosmetici.

La caccia commerciale ha ridotto drasticamente la popolazione dei capodogli, che si stima sia passata da circa 1,5 milioni a 300.000 individui nel corso del XX secolo.

Anche se la caccia commerciale è stata vietata dalla Commissione Baleniera Internazionale nel 1986, i capodogli continuano a essere minacciati da altre fonti di mortalità umana, come le reti da pesca, le collisioni con le navi, l’inquinamento acustico, l’inquinamento chimico e il cambiamento climatico.

Questi fattori possono compromettere la salute, la riproduzione, la comunicazione e la sopravvivenza dei capodogli, mettendo a rischio la loro diversità genetica e culturale.

Capodogli

Per proteggere i capodogli, è necessario adottare delle misure efficaci e urgenti, che coinvolgano sia le autorità governative che le organizzazioni non governative, sia i pescatori che i consumatori, sia i ricercatori che il pubblico. Alcune di queste misure potrebbero essere:

  • rafforzare il divieto di caccia commerciale e contrastare il bracconaggio e il commercio illegale di prodotti derivati;
  • ridurre l’uso di reti da pesca e di altri attrezzi da pesca che possono intrappolarli o ferirli, e promuovere pratiche di pesca sostenibile e selettiva;
  • monitorare e regolamentare il traffico marittimo e le attività militari e industriali che producono rumori sottomarini che possono interferire con la comunicazione e l’orientamento dei capodogli, e causare loro stress o danni fisici;
  • limitare lo scarico di sostanze chimiche e di rifiuti plastici negli oceani, che possono contaminare il cibo e l’acqua che consumano, e provocare loro malattie o avvelenamento;
  • contrastare il cambiamento climatico, che può alterare la distribuzione e la disponibilità di cibo per i capodogli, e modificare il loro habitat e le loro rotte migratorie.

I capodogli sono animali straordinari, che meritano il nostro rispetto e la nostra ammirazione. Con il loro cervello, la loro cultura e la loro società, ci mostrano che non siamo gli unici esseri intelligenti e sensibili sul pianeta, e che possiamo imparare molto da loro.

I capodogli sono anche indicatori della salute degli oceani, che sono fondamentali per la vita sulla Terra, pertanto proteggerli significa proteggere anche noi stessi e il nostro futuro.

Capodogli

I capodogli sono una fonte di ispirazione e di meraviglia per molti artisti, scrittori, poeti e musicisti, che hanno celebrato la loro bellezza, la loro forza e il loro mistero, tra le opere più famose dedicate ai capodogli, ricordiamo il romanzo Moby-Dick di Herman Melville, il film Pinocchio di Walt Disney, la canzone Whale Song di Pearl Jam e la scultura The Whale di Alexander Calder.

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