Canavero rilancia: non più trapianto di testa, ora vuole trapiantare il cervello

Sergio Canavero è una figura controversa che una volta mirava a completare un trapianto di testa umana, e ora è tornato con affermazioni ancora più roboanti

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Canavero rilancia: non più trapianto di testa, ora vuole trapiantare il cervello

Vi ricordate di Sergio Canavero, il chirurgo italiano che fece parlare di sé dal 2015 al 2019 per il suo progetto di effettuare un trapianto di testa su esseri umani? Bene, Canavero fa ancora parlare di sé.

Sergio Canavero ed il trapianto di testa

Ma andiamo con ordine: nel 2015 Canavero annunciò al mondo la sua intenzione di procedere con il trapianto di una testa dal corpo di un tetraplegico ad un corpo donatore di un soggetto deceduto per trauma cranico. Seguirono numerose polemiche in seguito alle quali a canavero fu proibito di eseguire un simile intervento praticamente in tutto il mondo occidentale.

Le idee di Canavero vennero però accettate in Cina, dove nel 2017 il chirurgo potè effettuare un intervento chirurgico di prova scambiando la testa di due cadaveri. Nello stesso periodo lo staff del medico annunciò che avevano un volontario disposto a sotto porsi all’intervento, un certo Valery Spiridonov, un russo affetto dalla rara sindrome genetica di Werdnig-Hoffman e quindi tetraplegico, che si era offerto volontario per sottoporsi all’intervento sperimentale di trapianto della testa (o, per meglio dire, di corpo) proposto dal neurochirurgo italiano.

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In seguito, nel 2019, Canavero eseguì il trapianto tra due scimmie. entrambi gli animali sopravvissero brevemente all’operazione ma, per quanto se ne sa, le teste trapiantate non acquisirono il controllo del corpo su cui erano state spostate e dopo poco tempo i due animali furono soppressi.



Da allora, di Spiridov si seppe che si era trasferito negli Stati Uniti e si era anche sposato e che aveva rinunciato al proposito di farsi trapiantare la testa su un nuovo corpo, mentre canavero si chiuse in un lungo silenzio.

Ora, ci sono novità ma non si parla più di trapianto di testa, piuttosto canavero ora vuole trapiantare direttamente il cervello.

Dalla testa al cervello

Il cervello umano è uno straordinario computer biologico di enorme potenza e responsabile di tutto, dall’ideazione dei sonetti di Shakespeare alla coordinazione muscolare necessaria per segnare un goal vincente per la Coppa del Mondo. Tutta questa meraviglia decade con l’età. Anche se la mente in tarda età può rimanere lucida (quando non sprofonda nella demenza), il corpo a cui è legata decade drammaticamente nelle sue prestazioni. Perché, quindi, non sostituirlo?

Questa è l’idea del controverso neurochirurgo, il quale sostiene in un recente articolo che potrebbe essere “tecnicamente fattibile” evitare l’invecchiamento semplicemente prelevando il cervello di una persona e inserendolo in un corpo più giovane e agile. L’articolo, intitolato “Whole brain transplantation in man: Technically feasible” è stato pubblicato su Surgical Neurology International (SNI).

Ebbene si, canavero non si arrende. Le sue affermazioni di poter effettuare un trapianto di testa furono così roboanti e controverse che ci fu chi ipotizzò che fosse membro di una teoria della cospirazione legata al lancio del videogame Metal Gear Solid.

Canavero ha affermato in un’intervista via email alla rivista Motherboard che i trapianti di testa “funzionano” e che il suo lavoro precedente era solo un trampolino di lancio verso un trapianto di cervello.

Un trapianto di testa umana è stato il passo intermedio verso un trapianto di cervello. Poiché quest’ultimo è considerato impossibile, ho deciso di concentrarmi sull’HT [trapianto di testa], che è molto più semplice”, ha detto Canavero. “Tuttavia, anche se posso dirvi che l’HT funziona, sfortunatamente non ringiovanisce i tessuti invecchiati della testa, compresi gli occhi. Il BT [trapianto di cervello] è l’unica opzione”.

Le affermazioni di Canavero riguardo ai trapianti di testa sono difficili da verificare. Nel 2017, SNI ha pubblicato un lavoro di Canavero e del collega cinese Xiaoping Ren, che fa parte del comitato editoriale di SNI, in cui si riferiva di una prova di trapianto di testa tra cadaveri umani. Il soggetto volontario vivo, quel Valery Spirodov affetto da una malattia genetica degenerativa che provoca atrofia muscolare, si è ritirato dalla procedura pianificata nel 2019. Sempre in quell’anno, SNI ha pubblicato un lavoro di Canavero e Ren sostenendo di aver segnalato il successo della riparazione del midollo spinale negli animali.

Canavero ha affermato di non essere libero “di parlare del progetto HT che si è sviluppato in Cina, oltre a dire che funziona“.

Nel suo ultimo articolo – che è co-edito da lui stesso e Ren – Canavero descrive come rimuovere teoricamente il cervello di una persona per inserirlo nel cranio di un clone o di un corpo “immunocondizionato” donato e cerebralmente morto. Oltre a descrivere una “paletta robotica con denti retrattili” che servirebbe a prelevare il cervello dai crani, Canavero fornisce anche possibili soluzioni a diverse domande in sospeso sui trapianti cerebrali, compresi i metodi di riconnessione nervosa e vascolare.

L’indisponibilità di tecnologie in grado di ringiovanire con successo un corpo invecchiato suggerisce che è tempo di esplorare altre opzioni”, osserva il documento. “Contrariamente alla credenza comune, un BT completo è realizzabile, almeno in teoria. Naturalmente saranno necessarie ulteriori prove approfondite sui cadaveri, seguite da test su donatori di organi cerebralmente morti (come ad esempio fatto recentemente negli xenotrapianti di rene). Dovranno essere sviluppati nuovi strumenti chirurgici. Con finanziamenti adeguati, un sogno a lungo accarezzato potrebbe finalmente diventare realtà”.

L’obiettivo finale di tale procedura sarebbe quello di estendere il numero di anni di cui una persona potrebbe godere vivendo in un “corpo incontaminato”, scrive Canavero nel suo articolo. Questo ragionamento non è dissimile da quello utilizzato dai sostenitori del CRISPR che propongono di utilizzare la tecnologia sugli embrioni per eliminare la genetica indesiderata che potrebbe portare a disabilità fisiche o mentali, un obiettivo che alcuni esperti hanno segnalato come una rinascita dell’eugenetica.

Problematico o no, c’è un grande interesse per l’estensione della vita umana e un intero ramo della scienza e della pseudoscienza dedicata al “transumanesimo” e all’estensione della vita, anche tra le élite della Silicon Valley. Questi metodi includono di tutto, dall’assunzione di sostanze specifiche alle trasfusioni di “sangue giovane”, alla criogenia e ai tentativi di ricreare gli esseri umani come IA immortali. Finora, questi tentativi non hanno incluso il trapianto del cervello in un clone di se stessi.

Ci sono ancora grossi interrogativi sul fatto se ciò che Canavero propone funzionerebbe o meno in un essere umano vivente (soprattutto perché parte della soluzione dipende dallo sviluppo di cloni umani), ma le sue affermazioni continueranno sicuramente a catturare l’interesse – e l’orrore – di pubblico e addetti ai lavori.
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