L’Agenzia spaziale europea (ESA) si sta preparando per un’opportunità unica: studiare la cometa interstellare 3I/Atlas da quello che potrebbe essere il miglior punto di osservazione del sistema solare.
Il 1° luglio 2025, gli astronomi hanno fatto la rara e straordinaria scoperta di un nuovo oggetto interstellare nel nostro sistema solare, innescando una corsa allo studio del misterioso visitatore. Da allora, l’oggetto è stato chiamato cometa 3I/ATLAS , dove 3I sta per “terzo oggetto interstellare”, designato C/2025 N1 (ATLAS).
A quanto pare, potrebbero essere le osservazioni da Marte, non dalla Terra, a fornirci la visione più ravvicinata della cometa. 3I/ATLAS si troverà a circa 30 milioni di chilometri da Marte quando toccherà il punto di massima vicinanza al pianeta rosso, mentre non verrà più vicino alla Terra di 270 milioni di chilometri.
L’ESA considera di poter sfruttare l’occasione per osservare l’oggetto con la sue sonde orbitali intorno a MArte.
Il dott. Colin Frank Wilson, Project Scientist per le sonde orbitanti su Marte dell’ESA, ha confermato che l’agenzia si sta preparando a tentare osservazioni dell’oggetto interstellare 3I/ATLAS quando si avvicinerà a Marte nel corso del suo viaggio attraverso il sistema solare.
“Possiamo confermare che stiamo pianificando di osservare 3I/Atlas nel momento del suo massimo avvicinamento a Marte“, ha affermato Wilson. “Si prevede che ciò accadrà il 3 ottobre 2025. In questa data, l’oggetto sarà a circa 30 milioni di chilometri da Marte.“
Per effettuare le osservazioni, l’ESA utilizzerà sia la sonda Mars Express sia la sonda ExoMars Trace Gas Orbiter (TGO).
“Cercheremo di ottenere immagini dell’oggetto utilizzando la High Resolution Stereo Camera (HRSC) a bordo di Mars Express e anche con il Colour and Stereo Surface Imaging System (CaSSIS) a bordo di TGO“, ha spiegato Wilson.

La cometa sarà troppo distante per un’osservazione ravvicinata. Tuttavia, se 3I/ATLAS sarà sufficientemente luminosa, l’HRSC potrebbe essere in grado di rivelare se ha una forma allungata, sferica o irregolare.
Il primo intruso interstellare scoperto, 1I/’Oumuamua, era insolitamente allungato e più asteroidale, mentre 2I/Borisov era più simile a una tipica cometa. CaSSIS, nel frattempo, potrebbe fornire informazioni sull’attività volatile di 3I/ATLAS e sulla sua composizione.
“Cercheremo anche di misurare lo spettro dell’oggetto, utilizzando gli spettrometri NOMAD del TGO e OMEGA e SPICAM del MEx“, ha affermato Wilson.
Questi strumenti potrebbero rivelare tracce di firme molecolari come vapore acqueo o sostanze organiche nella chioma di 3I/ATLAS, se dovesse attivarsi. “Tuttavia, non nutriamo grandi speranze che il segnale sia abbastanza luminoso da consentire la caratterizzazione spettrale“, ha affermato Wilson.
Ci sono altri veicoli spaziali attorno a Marte che potrebbero essere riadattati per sfruttare l’approccio ravvicinato di 3I/ATLAS. Tra questi, il datato orbiter Mars Atmosphere and Volatile EvolutioN (MAVEN) della NASA e il Mars Reconnaissance Orbiter (MRO). Anche la Cina ha il suo orbiter Tianwen-1, dotato di una telecamera ad alta risoluzione paragonabile a quella di MRO.
Anche le sonde spaziali che studiano mondi oltre Marte potrebbero riuscire a dare un’occhiata a 3I/ATLAS. Ad esempio, la sonda Jupiter Icy Moons Explorer (JUICE) dell’ESA, lanciata nell’aprile 2023 e il cui arrivo nel sistema gioviano è previsto per luglio 2031, ci proverà.
“Anche la sonda JUICE sta pianificando delle osservazioni“, ha dichiarato Joern Helbert, responsabile della Sezione Sistema Solare dell’ESA. “A causa dei limiti termici della sonda, queste sono limitate a un periodo di novembre di quest’anno e si prevede l’utilizzo di quattro strumenti“.
Un articolo presentato da T. Marshall Eubanks et al., inoltre, osserva che sonde spaziali come Europa Clipper, Hera e persino la sonda più distante Lucy potrebbero attraversare la coda cometaria di 3I nel periodo successivo al suo massimo avvicinamento al sole, o perielio.
L’ESA ha preso in considerazione l’utilizzo della sonda Hera lanciata nell’ottobre dello scorso anno per visitare gli asteroidi Didymos e Dimorphos e studiare le conseguenze della missione DART (Double Asteroid Redirection Test) della NASA, per individuare 3I/ATLAS. Tuttavia, la cometa al momento è considerata troppo debole e scarsamente illuminata dalla posizione di Hera.





































