Il Gas Trace Orbiter dell’ESA ha misurato il quantitativo di radiazione cui saranno esposti gli astronauti nel viaggio verso Marte

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Sono molte le sfide che sarà necessario vincere per portare persone su Marte e queste riguarderanno la configurazione dell’astronave per il viaggio, la salute degli astronauti e la stessa sopravvivenza sul pianeta.

Nuovi dati inviati dal Gas Trace Orbiter, la sonda dell’ESA in orbita sopra Marte, confermano quanto sarà pericoloso per gli astronauti un viaggio di andata e ritorno al pianeta rosso. Come già sapevamo, uno dei rischi principali consiste nel sovradosaggio da radiazioni cosmiche. Un dosimetro installato a bordo del TGO ha misurato la quantità di radizioni incontrate durante il viaggio e la sua permanenza in orbita.

Le radiazioni cosmiche sono costituite da particelle che si muovono quasi alla velocità della luce, il tipo di fenomeno che un corpo umano  non è in grado di sopportare . Queste radiazioni sono onnipresenti nello spazio, ma, normalmente, l’atmosfera ed il campo magnetico della Terra ci schermano, proteggendoci. Il problema è che più ci si allontana dalla superficie terrestre più si resta esposti a queste radiazioni e più se ne assorbono.

In un viaggio verso e da Marte questo diventa un grosso problema. “Le dosi di radiazioni accumulate dagli astronauti nello spazio interplanetario sarebbero centinaia di volte più grandi delle dosi accumulate dagli umani nello stesso periodo di tempo sulla Terra, e molte volte più grandi delle dosi di astronauti e cosmonauti che lavorano sulla Stazione Spaziale Internazionale“, ha spiegato in una nota  Jordanka Semkova, un fisico dell’Accademia delle Scienze bulgara e scienziato capo della nuova ricerca. “I nostri risultati mostrano che il viaggio stesso causerebbe un’esposizione alle radiazioni parecchio significativa per gli astronauti.”

Secondo il team che sta dietro la nuova ricerca, queste misurazioni mostrano che il solo fatto di andare e tornare da Marte potrebbe esporre gli astronauti ad almeno il 60 percento dell’attuale esposizione professionale massima raccomandata.

Il massimo quantitativo raccomandato di esposizione alle radiazioni varia a seconda del sesso e dell’età, ma va da 1 sievert per una donna di 25 anni a 4 sieverts per un uomo di 55 anni. (La misurazione di sieverts giustifica già le differenze di peso).

Il fatto che solo il viaggio, tra andata e ritorno, esporrebbe un astronauta al 60% di questo valore è abbastanza preoccupante, soprattutto perchè, una volta arrivati su Marte, gli astronauti sarebbero comunque esposti alla radiazione spaziale, durante una permanenza prevista in diversi mesi, poichè la sottile atmosfera marziana ed il basso campo magnetico di quel pianeta non costituirebbe uno schermo adeguato.

La sfida da risolvere nei prossimi anni, prima che venga intrapreso un viaggio con equipaggio verso Marte, sarà quella di realizzare schermature adeguate e abbastanza leggere per l’astronave ed i moduli di permanenza.

Sono diversi i progetti orientati a questo risultaro in corso di sperimentazione, l’uomo risolverà anche questo problema.

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