Volare per 160 chilometri senza sbattere mai le ali

Il Condor delle Ande utilizza solo l'1% del suo tempo di volo per sbattere le ali. Un nuovo studio dall'America.

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Associated Press
13 luglio 2020
tradotto e adattato da Giampiero Muzi

Un nuovo studio mette in luce come l’uccello che vola più alto di tutti nel mondo, il condor, sia capace di sfruttare le correnti d’aria per rimanere ore ed ore in volo senza sbattere le ali.

Il condor delle Ande (America del Sud) ha un’apertura alare di 3 metri e un peso di 15 kg, il che ne fa anche l’uccello più pesante del mondo. Un team di scienziati ha agganciato un sistema di registrazione – chiamato “daily diaries” (diario quotidiano) – al corpo di otto condor della Patagonia, per rilevare ogni battito di ali per più di 250 ore di volo.

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Incredibilmente, gli uccelli hanno utilizzato solo l’1% del tempo per sbattere le loro ali, soprattutto nel momento del decollo. Uno di questi otto condor ha volato per più di 5 ore, coprendo una distanza maggiore di 160 km senza sbattere le ali.

I condor sono piloti esperti ma nessuno si aspettava fossero davvero così esperti”, ha detto la professoressa Emily Shepard, coautrice dello studio e biologa dell’Università del Galles a Swansea (Regno Unito). I risultati sono stati pubblicati nel luglio 2020 sul giornale statunitense Proceedings of the National Academy of Sciences.

La scoperta che questi uccelli praticamente non sbattono mai le loro ali ma allo stesso tempo volano per così lungo tempo è qualcosa di realmente inaspettato e incredibile”, ha commentato David Lentink, un esperto in volo di uccelli dell’Università di Stanford in California (Usa), che non ha direttamente partecipato alla ricerca.

Per gli uccelli, il cielo non è uno spazio vuoto ma un mondo pieno di raffiche di vento, correnti calde ascensionali, folate di aria che spingono verso l’alto e che vengono generate da particolarità del suolo terrene come ad esempio le montagne. Aver imparato a risalire le correnti di aria permette ad alcuni di loro di viaggiare per lunghe distanze minimizzando al massimo lo sforzo di sbattere le ali.

Gli scienziati specializzati nello studio del volo animale generalmente ne classificano di due tipi: uno a battito di ali e uno planato. Per capire la differenza può essere utile paragonarli al pedalare in bicicletta: un modo è come andare sui pedali in salita e l’altro è come lasciarsi andare d’inerzia in discesa, ha spiegato Bret Tobalske, un esperto del volo degli uccelli dell’Università del Montana (nello Idaho, Usa), che non ha preso parte allo studio.

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Precedentemente altri studiosi hanno dimostrato come la cicogna bianca e il falco pescatore sbattano le ali durante il volo rispettivamente per il 17% e il 25% delle loro migrazioni terrestri. L’esperienza del volo planato del condor andino è essenziale per capire il suo stile di vita da saprofago (mangiatore di carcasse), che richiede molte ore, ogni giorno, per girare attorno alle montagne alla ricerca di un pasto, ha aggiunto Sergio Lambertucci, uno dei coautori dello studio e biologo dell’Università Nazionale di Comahue in Argentina. “Quando vedi i condor volare a cerchio significa che si stanno avvantaggiando delle correnti termiche ascensionali, di raffiche verso l’alto o di aria calda”, ha concluso.

I sistemi di registrazioni allacciati agli otto condor sono stati programmati per sganciarsi dal corpo degli uccelli dopo circa una settimana. Recuperarli poi sul terreno non è stato semplicissimo. “Qualche volta i registratori sono caduti dentro nidi sistemati su enormi crepacci nelle mezzo delle Ande, e ci sono voluti tre giorni solo per raggiungerli”, ha raccontato Lambertucci.

Fonte: The Guardian