Vitamina k: allunga la vita e aiuta la memoria

La vitamina k come elisir di longevità e buona memoria: uno studio pubblicato sull’American Journal of Clinical Nutrition ha evidenziato tutti i benefici di questo prezioso nutriente

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Quando si parla di longevità, si è soliti fare riferimento alle genetica, allo stile di vita, al luogo in cui si abita e ad una dieta ricca di Omega 3, ma difficilmente si chiama in causa la vitamina K.

Con il termine “vitamina K”, dal tedesco “koagulation“, si identifica una serie di composti che derivano dal 2-metil-l,4-naftochinone. La vitamina K è liposolubile: questo significa che essa viene accumulata nel fegato e di conseguenza non deve dunque essere assunta di continuo, attraverso i cibi; infatti il corpo la rilascia a piccole dosi quando è necessario.

Uno studio pubblicato sull’American Journal of Clinical Nutrition. ha dimostrato, dopo aver osservato un gruppo di 4.000 adulti di età compresa fra i 54 e i 76 anni, che i soggetti con livelli bassi di vitamina K nel sangue hanno avuto il 19% in più di probabilità di morire durante il periodo della ricerca stessa.

La ragione di questa inclinazione ad una mortalità prematura risiede nella capacità della vitamina k di contribuire a prevenire i depositi di calcio nelle arterie, e di conseguenza, potenzierebbe la salute del sistema circolatorio. Non solo, la vitamina K ha un ruolo non trascurabile nell’abbattere il rischio di artrosi. Questa patologia infatti, è responsabile di molte cadute e, di conseguenza, di morti premature.

Gli scienziati hanno anche rilevato che molto probabilmente, ognuno di noi non assume abbastanza vitamina k: il 60% dei partecipanti allo studio sopra i 70 anni non ne aveva un livello adeguato. È consigliabile assumere almeno 120 microgrammi di vitamina K ogni giorno.



Ma dove possiamo trovata? Per fortuna, in natura è presente in molti alimenti di uso quotidiano come I broccoli, gli spinaci, il cavolo, la lattuga, i cavoletti di Bruxelles, l’olio di colza, l’olio di soia e i ciuffi delle carote.

Le donne in particolare dovrebbero stare attente a non andare in deficit di questo nutriente che pare sia correlato ad una maggiore predisposizione all’osteoporosi. Un’altra funzione importante riguardo la vitamina k interessa i tumori: pare che ne rallenti la crescita, ma gli studi sono tutt’ora in corso.

La vitamina k è anche una buona alleata per la memoria: essa infatti ha un effetto neuroprotettivo molto importante sul sistema nervosostimolandone la rigenerazione. In particolare nella popolazione anziana la rigenerazione dei tessuti nervosi (in primis neuroni e glia, che origina lo strato mielinico che protegge i neuroni), è molto meno efficiente e la carenza di vitamina K può solo peggiorare il quadro. Il primo sintomo è la perdita di memoria.

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