Venere non ha mai avuto oceani – video

Venere, il secondo pianeta in ordine di distanza dal Sole, considerato il pianeta gemello della Terra, potrebbe essere stato, in passato, ricoperto da oceani di acqua allo stato liquido?

Un nuovo studio sembra spegnere gli entusiasmi e suggerisce che Venere non ha mai posseduto oceani e questo diminuisce notevolmente le speranze che miliardi di anni fa zone sulla sua superficie fossero adatte a ospitare forme di vita semplice.

Oggi questo pianeta è tutt’altro che ospitale essendo completamente ricoperto di nuvole solforose, per non parlare di un effetto serra galoppante e una pressione atmosferica di circa 90 volte superiore a quella del nostro pianeta contribuiscono a generare una temperatura superficiale che può tranquillamente fondere il piombo.

Nonostante questo fosco quadro alcuni scienziati sostengono che i requisiti per la vita avrebbero potuto essere presenti su Venere nelle prime fasi della storia del sistema solare.

Venere, come abbiamo detto, è per dimensioni e massa molto simile al nostro pianeta, la Terra e presentava persino una tettonica a zolle. Il Sole, nelle prime fasi della sua vita era più fioco e debole e nonostante Venere fosse, anche allora, molto vicino, era comunque nei limiti di quella zona che viene definita abitabile, poteva quindi avere acqua liquida in superficie.

Secondo Alcuni scienziati, l’abitabilità di Venere è venuta meno con l’aumentare delle radiazioni solari che hanno fatto evaporare gli oceani che presumibilmente lo ricoprivano.

Man mano che il Sole è invecchiato, però, la sua temperatura e luminosità sono aumentate e la conseguente evaporazione ha saturato di vapore acqueo l’atmosfera venusiana. Il vapore acqueo è un potente gas serra, questo ha contribuito a innalzare la temperatura del pianeta.

A settembre, i ricercatori del Goddard Institute for Space Studies della NASA hanno rilasciato simulazioni di diversi scenari che avrebbero consentito all’acqua in superficie di rimanere in forma liquida per milioni di anni, prima che si verificasse l’effetto serra.

Ma un nuovo studio confuta del tutto queste simulazioni e suggerisce che su Venere non sono mai esistiti oceani. Mentre il lavoro precedente presentava Venere in epoca primordiale come un pianeta dotato di un ambiente caldo e umido basato sulla chimica dell’atmosfera, la nuova ricerca suggerisce che gli altopiani erano fatti di lava piuttosto che di acqua.

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Questa scoperta si deve alla comprensione della composizione della roccia degli altopiani venusiani. In precedenza, gli scienziati pensavano che gli altopiani fossero costituiti da graniti ma un sondaggio sull’altopiano di Ovda Regio di Venere – rimappato con i dati radar raccolti dalla missione Magellano della NASA, che ha studiato Venere tra il 1989 e il 1994 – mostra che il tipo di flusso è più tipico della roccia basaltica.

Sappiamo così poco della superficie di Venere“, ha detto in una nota il membro del team Allan Treiman, uno scienziato dell’Associazione per la ricerca spaziale dell’Università del Lunar and Planetary Institute. “Se gli altopiani di Ovda Regio sono fatti di roccia basaltica come la maggior parte di Venere, probabilmente sono stati schiacciati fino alle loro altezze attuali da forze interne, probabilmente come montagne risultanti dalla tettonica a zolle sulla Terra“.

Venere è il secondo pianeta del sistema solare in ordine di distanza dal Sole con un’orbita quasi circolare che lo porta a compiere una rivoluzione in 224,7 giorni terrestri. Prende il nome dalla dea romana dell’amore e della bellezza e il suo simbolo astronomico è la rappresentazione stilizzata della mano di Venere che sorregge uno specchio (Venus symbol.svg; Unicode: ♀).

Con una magnitudine massima di −4.6, è l’oggetto naturale più luminoso nel cielo notturno dopo la Luna e per questo motivo è conosciuto fin dall’antichità. Venere è visibile soltanto poco dopo il tramonto e poco prima dell’alba e per questa ragione è spesso stato chiamato dagli antichi Greci (e poi dai Romani) stella della sera o stella del mattino. La scoperta che si tratta dello stesso oggetto sarebbe stata introdotta in occidente da Pitagora, ma sarebbe dovuta agli astronomi della Mesopotamia. Infatti nella Tavoletta di Venere di Ammi-Saduqa sono riportate osservazioni risalenti al 1550 a.C. o antecedenti, in cui non si fa distinzione fra l’astro del mattino e quello della sera.

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