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Tutte le volte che l’AI ha vinto l’uomo

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L’intelligenza artificiale avrà un ruolo sempre più determinante nel corso del secolo che stiamo vivendo. A dirlo non sono solo gli esperti di informatica, ma anche una commissione indipendente del Congresso degli Stati Uniti, la “National Security Commission on Artificial intelligence”, che in un report raccomanda al Pentagono una serie di misure per mantenere la leadership tecnologica ed il vantaggio strategico sulla Cina. 

L’intelligenza artificiale condizionerà sempre di più non solo il settore militare, ma praticamente qualsiasi settore della società. Basti pensare alle applicazioni come le chatbot, gli assistenti virtuali, i recommendation system (che suggeriscono prodotti in base alle scelte precedenti), i veicoli a guida autonoma o semi-autonoma, i robot automatizzati presenti nell’industria e molto altro. Anche l’intrattenimento online è profondamente influenzato dall’AI, che viene utilizzata in numerosi software.

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L’intelligenza artificiale supera l’uomo

L’intelligenza artificiale si è già rivelata addirittura migliore degli umani in alcune sfide dirette, come ad esempio nei giochi abilità. Negli scacchi, nel poker e nei videogames il computer ha vinto contro l’uomo senza problemi, a volte senza nemmeno sapere le regole, ma correggendo i propri errori ed imparando dall’esperienza.

Cos’è una difesa siciliana negli scacchi? Cos’è una scala nel poker? Queste informazioni, di carattere descrittivo o regolamentare, sono superflue per l’intelligenza artificiale, a cui basta avere a disposizione sufficienti dati per imparare che, ad esempio negli scacchi, è conveniente spostare un pezzo in un determinato modo ad un certo momento della partita, oppure, nel poker, che ci sono elevate probabilità di vittoria in base alle carte in possesso.

Secondo le aziende che la stanno sviluppando, l’intelligenza artificiale è in grado di apportare numerosi vantaggi alla società contribuendo a migliorare ed ottimizzare numerosi processi, raggiungendo risultati che per l’uomo sarebbero semplicemente impossibili. 

L’AI è la regina degli scacchi

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Gli scacchi sono uno dei giochi preferiti dai software e quello in cui vantano la più lunga tradizione. Risale infatti al 1997 la prima vittoria di una macchina contro il campione del mondo in carica: il computer sviluppato dalla IBM, chiamato Deep Blue, riuscì a battere Garry Kasparov in condizioni di torneo regolamentare. 

Da allora i computer ne hanno fatta di strada ed oggi è praticamente impossibile che un giocatore umano riesca a batterli, tanto che competono in tornei dedicati. L’unico avversario in grado di impensierirli è proprio l’intelligenza artificiale, che ha portato la competizione al livello successivo dal momento che non esegue solo calcoli, ma impara anche dagli errori e sviluppa esperienza. 

Vince a poker 1,7 milioni di dollari

Battere quattro campioni di poker non è cosa da tutti, peccato che a riuscirci non sia stato un giocatore umano, ma l’intelligenza artificiale sviluppata dall’Università Carnegie Mellon. Nel torneo “The Brains vs Artificial Intelligence” a Pittsburgh, in Pennsylvania, i ricercatori della prestigiosa università hanno schierato l’AI Libratus, da loro sviluppata, contro giocatori di poker professionisti del calibro di Dong Kim, Daniel McCauley, Jimmy Chou e Jason Les. 

Ad intascarsi il montepremi del torneo, ben 1,7 milioni di dollari, è stata proprio l’intelligenza artificiale contro tutti i pronostici e con grande sorpresa perfino dei suoi sviluppatori. Nella precedente edizione del torneo, infatti, a prevalere erano stati i giocatori umani. 

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Il poker è molto più complesso da insegnare all’intelligenza artificiale rispetto agli scacchi o ad altri giochi come “Go”. Nelle partite al tavolo verde, infatti, le informazioni sono molte meno rispetto a quelle presenti su una scacchiera, la quale contiene già tutte le variabili di gioco, e inoltre è determinante anche quelle che pensa l’avversario. L’elaborazione dei calcoli è molto più complessa e infatti la macchina Libratus “pesa” ben 26 terabit. 

È arrivata anche nei videogames

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Tra i giochi in cui l’intelligenza artificiale sta minacciando il dominio degli umani ci sono anche i videogame, soprattutto quelli di strategia. DeepMind MuZero, sviluppata da una società inglese controllata da Google, è in grado di cimentarsi con alcuni giochi Atari, la cui grafica è molto più complessa rispetto a quella di una scacchiera. Oltre a comprendere ciò che è più importante, l’AI è in grado di agire con consapevolezza e costruisce un sistema di correzione degli errori.

Il futuro è alle porte

Lo sviluppo di queste tecnologie procede a velocità molto rapida, dal momento che il processo di apprendimento replica quello umano ma con una quantità di dati infinitamente superiore e pertanto con un andamento esponenziale. Siamo solo agli inizi, questo sarà il secolo dell’intelligenza artificiale.

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