Retro: la 1.a scimmia rhesus con nuove forme di clonazione

Come gli scienziati cinesi hanno superato le sfide della clonazione delle scimmie rhesus, e quali sono le implicazioni scientifiche ed etiche della loro scoperta

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La clonazione delle scimmie rhesus è una sfida che ha affascinato e frustrato gli scienziati per decenni, queste scimmie, che appartengono alla famiglia dei primati, sono considerate molto vicine agli esseri umani dal punto di vista genetico ed evolutivo, e quindi potrebbero essere utili per la ricerca medica e biologica.

Tuttavia, la clonazione delle scimmie rhesus si è rivelata estremamente difficile e complessa, a causa delle peculiarità del loro sviluppo embrionale e della loro riproduzione.

Retro scimmia rhesus

Ora, un team di scienziati cinesi ha annunciato di aver raggiunto un traguardo storico nella clonazione delle scimmie rhesus: hanno clonato la prima scimmia rhesus sana, una scimmia di due anni di nome Retro, modificando il processo che ha creato la pecora Dolly, il primo mammifero clonato nel 1996.

Il loro studio è stato pubblicato sulla rivista Nature Communications il 16 gennaio 2024.



La clonazione delle scimmie rhesus: una storia di successi e fallimenti

La clonazione è il processo di creazione di una copia genetica identica di un organismo vivente, ed esistono diversi metodi di clonazione, ma quello più usato e studiato dagli scienziati è il trasferimento nucleare di cellule somatiche (SCNT).

Questo metodo consiste nel rimuovere il nucleo, che contiene il materiale genetico, da una cellula somatica, cioè una cellula del corpo che non è coinvolta nella riproduzione, e trasferirlo in un ovulo, cioè una cellula riproduttiva femminile, da cui è stato rimosso il nucleo originale. L’ovulo così modificato viene poi stimolato elettricamente o chimicamente per iniziare lo sviluppo embrionale, e poi impiantato nell’utero di una madre surrogata, che lo porterà a termine.

Il primo animale clonato con il metodo SCNT è stata la pecora Dolly, nata nel 1996 in Scozia, da allora più di 20 specie di animali sono state clonate con lo stesso metodo, tra cui cani, gatti, maiali, bovini, cavalli, cammelli e conigli, ma malgrado ciò la clonazione dei primati, la famiglia di animali a cui appartengono le scimmie e gli esseri umani, si è rivelata molto più ardua e problematica.

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Il primo tentativo di clonare una scimmia rhesus risale al 1999, quando una scimmia femmina chiamata Tetra è stata clonata utilizzando una tecnica diversa dal SCNT, chiamata scissione dell’embrione. Questa tecnica consiste nel dividere un embrione precoce in più parti, che poi si sviluppano separatamente e danno origine a individui geneticamente identici.

Questa tecnica è simile a quella che avviene naturalmente nei gemelli monozigoti, che condividono lo stesso DNA, tuttavia la scissione dell’embrione non è considerata una vera e propria clonazione, in quanto non richiede il trasferimento di un nucleo da una cellula somatica a un ovulo.

Per clonare una scimmia rhesus con il metodo SCNT, gli scienziati hanno dovuto affrontare numerosi ostacoli e difficoltà, legati sia alla biologia che all’etica. Dal punto di vista biologico, la clonazione delle scimmie rhesus presenta delle sfide specifiche, come la scarsa qualità e disponibilità degli ovuli, la bassa efficienza del trasferimento nucleare, le anomalie dello sviluppo embrionale e fetale, e i problemi di salute e sopravvivenza delle scimmie clonate.

Dal punto di vista etico, la clonazione delle scimmie rhesus solleva delle questioni morali e sociali, come il rispetto della dignità e del benessere degli animali, il rischio di abusi e sperimentazioni crudeli, e la possibilità di applicare la stessa tecnica agli esseri umani.

Nonostante queste sfide, gli scienziati hanno continuato a perseguire la clonazione delle scimmie rhesus, sperando di ottenere dei benefici per la ricerca e la medicina, questo in quanto le scimmie rhesus sono considerate dei modelli animali molto utili per studiare le malattie umane, come il cancro, il diabete, l’Alzheimer, il Parkinson e l’AIDS, e per testare nuovi farmaci e terapie.

Avere a disposizione delle scimmie rhesus clonate, cioè geneticamente identiche, potrebbe migliorare la qualità e l’affidabilità degli studi, ridurre il numero di animali necessari, e consentire di manipolare il loro DNA per creare delle linee cellulari specifiche.

Il primo successo nella clonazione delle scimmie rhesus con il metodo SCNT è stato raggiunto nel 2018 da un team di ricercatori dell’Istituto di Neuroscienze dell’Accademia cinese delle scienze di Shanghai, guidato da Qiang Sun. Gli scienziati sono riusciti a creare due scimmie rhesus identiche, chiamate Hua Hua e Zhong Zhong, utilizzando il nucleo di una cellula somatica di un feto di scimmia rhesus.

Retro scimmia rhesus

Le due scimmie sono state le prime scimmie clonate con il metodo SCNT, e le prime scimmie clonate da una cellula somatica non riproduttiva, ciononostante questo risultato è stato ottenuto con un’efficienza molto bassa: su 79 embrioni impiantati, solo due hanno portato a nascite vive, il che significa un tasso di successo inferiore al 3%.

Retro, la prima scimmia rhesus clonata con una nuova tecnica

Dopo il successo del 2018, lo stesso team di ricercatori cinesi ha continuato a lavorare sulla clonazione delle scimmie rhesus, cercando di migliorare il metodo SCNT e di aumentare il tasso di successo, con il loro obiettivo che era di clonare una scimmia rhesus sana e normale, utilizzando il nucleo di una cellula somatica di una scimmia rhesus adulta, e non di un feto.

Questo avrebbe permesso di clonare scimmie rhesus con caratteristiche fisiche e comportamentali già stabilite, e di creare delle linee cellulari personalizzate per la ricerca.

Per raggiungere questo obiettivo, gli scienziati hanno modificato il processo SCNT, introducendo una novità importante: hanno sostituito le cellule che poi diventeranno la placenta, chiamate trofoblasto, con quelle di un embrione sano e non clonato. Il trofoblasto è la parte esterna dell’embrione, che si attacca all’utero e forma la placenta, ovvero un organo fondamentale per lo sviluppo e la sopravvivenza del feto, in quanto fornisce nutrienti, ossigeno e altri aiuti di supporto vitale.

La nuova tecnica, che gli scienziati hanno chiamato trasferimento nucleare di cellule somatiche con sostituzione del trofoblasto (STNT), ha notevolmente migliorato il tasso di successo della clonazione tramite SCNT, e ha portato alla nascita di Retro, la prima scimmia rhesus clonata con questa tecnica.

Retro è nata il 18 novembre 2021, dopo una gestazione di 165 giorni, ed è stata partorita da una madre surrogata di scimmia rhesus. Retro è una scimmia rhesus sana e normale, che ha ereditato il DNA di una scimmia rhesus adulta, da cui è stato prelevato il nucleo della cellula somatica, per di più è anche la prima scimmia rhesus clonata da una cellula somatica di una scimmia rhesus adulta, e non di un feto.

Retro scimmia rhesus
Retro

Il team di ricercatori cinesi ha dichiarato di essere molto soddisfatto del risultato ottenuto, e di aver dimostrato la fattibilità e l’efficacia della nuova tecnica STNT, per di più anche affermato che la loro ricerca ha uno scopo puramente scientifico e medico, e che non hanno alcuna intenzione di clonare esseri umani.

Hanno infine espresso la speranza che la loro scoperta possa contribuire a migliorare la qualità e la sicurezza della ricerca sulle scimmie rhesus, e a promuovere lo sviluppo di nuove cure per le malattie umane.

La clonazione delle scimmie rhesus: una sfida scientifica ed etica

La nascita di Retro, la prima scimmia rhesus clonata con una nuova tecnica, è un evento che ha suscitato grande interesse e curiosità nel mondo scientifico e nel pubblico. Si tratta di un’impresa che dimostra le capacità e le potenzialità della biotecnologia, e che apre nuove possibilità e prospettive per la ricerca e la medicina.

Malgrado ciò si tratta anche di un’impresa che solleva delle domande e dei dubbi di natura etica, morale e sociale, che non possono essere ignorati o sottovalutati, la clonazione delle scimmie rhesus, infatti, implica delle implicazioni e delle conseguenze che riguardano non solo gli animali coinvolti, ma anche gli esseri umani e la società.

Innanzitutto, la clonazione delle scimmie rhesus comporta dei rischi e delle sofferenze per gli animali stessi, che vengono sottoposti a procedure invasive, dolorose e stressanti, e che spesso nascono con problemi di salute o muoiono prematuramente, oltre a ciò la clonazione delle scimmie rhesus pone dei problemi di rispetto e di tutela della dignità e del benessere degli animali, che vengono trattati come oggetti o come mezzi per fini umani, e non come esseri viventi e sensibili, dotati di diritti e di interessi propri.

Infine, la clonazione delle scimmie rhesus apre la strada alla possibilità di clonare altri primati, compresi gli esseri umani, con tutte le implicazioni etiche, legali e sociali che questo comporterebbe.

Retro scimmia rhesus

Per questi motivi, la clonazione delle scimmie rhesus è una sfida che richiede una riflessione approfondita e una regolamentazione adeguata, che tenga conto sia degli aspetti scientifici che di quelli etici.

È necessario, infatti, stabilire dei criteri e dei limiti chiari e rigorosi per la clonazione delle scimmie rhesus, che garantiscano il rispetto e la protezione degli animali, la sicurezza e la qualità della ricerca, e la salvaguardia dei valori e dei principi della società, solo così la clonazione delle scimmie rhesus potrà essere una sfida scientifica ed etica, e non una minaccia o un pericolo.

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