la NASA conferma: la mini luna della Terra è solo “spazzatura spaziale”

Le supposizioni di astronomi ed appassionati erano giuste: arriva la conferma della NASA

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Si parlava di un nuovo mini satellite della Terra, chiamato così in per le proporzioni minori rispetto al suo satellite “ufficiale”, ovvero, la Luna. Fino a poco tempo fa non si sapeva bene cosa fosse il corpo celeste: un asteroide o forse un detrito spaziale. E molto probabilmente si tratta soltanto di un “accumulo di spazzatura”, che va quindi a ledere il romanticismo e la suggestione che potremmo esserci fatti in un primo momento. Si tratterebbe, per la precisione, di un razzo Centaur risalente agli anni ’60! L’incontro tra il pianeta e il suo “secondo satellite” è avvenuto lo scorso martedì 1 dicembre alle 9:47 (ora italiana). La mini luna è stata chiamata dalla Nasa 2020 SO.

Il mistero del secondo satellite della Terra

Detrito o asteroide che sia, va detto che la “mini luna” sia passata accanto alla Terra a una distanza di 50.000 chilometri (una distanza corrispondente al 13% di quella che c’è tra Terra e Luna) senza comportare alcun rischio per il nostro pianeta. Il misterioso visitatore, invisibile a occhio nudo, si è potuto seguire esclusivamente tramite l’ausilio di un telescopio. Altro fenomeno spaziale degno di menzione è l’eclissi di penombra con cui il pianeta Terra ha offuscato l’83% del disco solare. Lo spettacolo è durato oltre quattro ore ed è stato visibile in Oceania, Asia e America.

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Perché si parla di detrito spaziale

Ad alimentare l’idea di detrito spaziale riguardo alla mini luna della Terra sono alcune ricerche svolte, tramite la sonda Cassini dell’Inaf (Istituto nazionale di astrofisica) di Bologna. L’astronoma Giovanna Stirpe, appartenente all’Inaf di Bologna, ha spiegato sul sito Media Inaf: “Si tratta quasi sicuramente del secondo stadio di un razzo Atlas-Centaur usato nel settembre 1966 dalla Nasa per lanciare la sfortunata sonda lunare Surveyor 2, che poi si schiantò sulla superficie lunare in un punto tuttora sconosciuto”.
Dopo aver salutato il nostro pianeta lo scorso primo dicembre, 2020 SO tornerà a farci visita il prossimo 2 febbraio, anche se a una distanza più ampia. Il responsabile del Virtual Telescope, l’astrofisico Gianluca Masi, ha precisato: “Passerà a circa 220 mila chilometri di distanza e poche settimane dopo si libererà dall’abbraccio con la Terra”. Il razzo è sytato identificato grazie ai nuovi dati dell’IRTF e ai calcoli effettuati da CNEOs. Le nuove informazioni lasciano pochi spazi ai dubbi.

Un po’ di storia

2020SO è stato scoperto presso l’osservatorio Haleakala (Hawaii) lo scorso 17 settembre. Il tutto è avvenuto nel corso di una ricerca sistematica dei Near Earth objects da parte del programma Pan-STARRS1. Il calcolo orbitale aveva lasciato incredulo l’Osservatorio Astronomico Sormano, in quanto la geometria del corpo celeste differiva non poco dalla gran parte degli asteroidi che si conoscono attualmente. Il primo a meditare l’origine del tutto artificiale (come tale sembra essere) di 2020 SO è stato Paul Chodas del Jet Propulsion Laboratory della NASA.
FONTI
https://www.cnet.com/news/nasa-reveals-mini-moon-is-definitely-just-space-junk
https://www.ansa.it/canale_scienza_tecnica/notizie/spazio_astronomia/2020/12/01/la-terra-ha-incontrato-la-sua-nuova-mini-luna-_336c93ca-c3b6-45d0-8d7f-0d485b062938.html
https://www.osservatoriosormano.it/it/news/le+nostre+news/una+miniluna+per+il+nostro+pianeta/340
https://www.hwupgrade.it/news/scienza-tecnologia/2020-so-non-un-meteorite-ma-un-razzo-centaur-degli-anni-60_93940.html