Il Lunar Reconnaissance Orbiter della NASA individua il sito di impatto di un missile misterioso sulla luna

Ricordate il booster di un razzo, forse cinese, che ha impattatato sulla Luna lo scorso marzo?

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Ricordate il booster di un razzo, forse cinese, che ha impattatato sulla Luna lo scorso marzo?

Gli astronomi scorpirono il corpo di un razzo diretto verso una collisione lunare alla fine dell’anno scorso. L’impatto è avvenuto il 4 marzo 2022, con il Lunar Reconnaissance Orbiter (LRO) della NASA che ha successivamente individuato il cratere risultante. Sorprendentemente il cratere è in realtà due crateri, un cratere orientale (18 metri di diametro) sovrapposto a un cratere occidentale (16 metri di diametro).

Sito dell'impatto di un razzo sulla luna

Questa GIF animata conferma la posizione del doppio cratere del corpo del razzo appena formato. L’immagine precedente è la vista di LRO del 28 febbraio 2022 (M1400727806L). L’immagine successiva è del 21 maggio 2022 (M1407760984R). La larghezza del telaio è di 367 metri. Credito: NASA/Goddard/Arizona State University

 

La formazione di un doppio cratere in seguito all’impatto è stata un fatto inatteso e potrebbe indicare che il corpo del razzo aveva grandi masse a ciascuna estremità. Tipicamente un razzo esaurito ha la massa concentrata principalmente all’estremità del motore; il resto della fase del razzo consiste principalmente in un serbatoio di carburante vuoto. Poiché l’origine del corpo del razzo rimane incerta, nessuna agenzia o compagnia spaziale l’ha rivendicato, la doppia natura del cratere potrebbe indicarne l’identità.



Luna impattata dal corpo di un razzo

Un corpo di un razzo ha colpito la Luna il 4 marzo 2022, vicino al cratere Hertzsprung, creando un doppio cratere largo circa 28 metri nella dimensione più lunga. LROC NAC M1407760984R; immagine ingrandita 3x. Credito: NASA/Goddard/Arizona State University

Nessun altro impatto del corpo di un razzo sulla Luna ha creato doppi crateri. I quattro crateri dell’Apollo SIV-B avevano un profilo alquanto irregolare (Apollos 13, 14, 15, 17) ed erano sostanzialmente più grandi (maggiori di 35 metri) di ciascuno dei doppi crateri. La larghezza massima (29 metri) del doppio cratere del misterioso corpo del razzo è vicina a quella degli S-IVB.

Crateri lunari formati da Apollo Impacts

Queste quattro immagini mostrano i crateri formati dagli impatti degli stadi dell’Apollo SIV-B: i diametri dei crateri variano da 35 a 40 metri (da 38,2 a 43,7 iarde) nella dimensione più lunga. Credito: NASA/Goddard/Arizona State University

Il Lunar Reconnaissance Orbiter della NASA è un veicolo spaziale robotico attualmente in orbita attorno alla Luna in un’orbita di mappatura polare eccentrica. I dati LRO sono essenziali per pianificare le imminenti missioni umane e robotiche della NASA sulla Luna.

Impatto dell'Ejecta dall'evento del bacino orientale

Il cratere si è formato (5.226 gradi nord, 234.486 gradi est, 1.863 metri di altitudine) in un’area complessa in cui l’impatto dell’ejecta dall’evento del bacino Orientale sovrasta il degradato bordo nord-est del bacino di Hertzsprung (536 chilometri (333 miglia) di diametro). Il nuovo cratere non è visibile in questa vista, ma la sua posizione è indicata dalla freccia bianca. Mosaico LROC WAC, larghezza 110 chilometri (68 miglia). Credito: NASA/Goddard/Arizona State University

LRO è gestito dal Goddard Space Flight Center della NASA a Greenbelt, nel Maryland, per la direzione della missione scientifica presso la sede centrale della NASA a Washington. Lanciato il 18 giugno 2009, LRO ha raccolto un tesoro di dati con i suoi sette potenti strumenti, dando un contributo inestimabile alla nostra conoscenza della Luna.

Nuovo cratere a doppio impatto Rocket Body

Immagine a piena risoluzione (100 cm pixel) centrata sul nuovo doppio cratere da impatto del corpo del razzo. NAC M1407760984R, larghezza immagine 1.100 metri. Credito: NASA/Goddard/Arizona State University

Con il programma Artemis, la NASA ha deciso di tornare sulla Luna avvalendosi della collaborazione di partner commerciali e internazionali per espandere la presenza umana nello spazio e riportare nuove conoscenze e opportunità.

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