Quali lauree specialistiche in psicologia offrono i migliori sbocchi occupazionali?

La laurea in psicologia è un traguardo molto ambito. Il percorso di studi in questione, negli ultimi anni ha visto crescere notevolmente la sua popolarità, grazie soprattutto alla maggior attenzione alla salute mentale in ambito privato e sui luoghi di lavoro.

Chi decide di mettere questo ambito al centro della propria vita professionale, deve farsi trovare pronto, lato studi, a un percorso universitario strutturato con un triennio iniziale e un successivo biennio specialistico, ossia la laurea magistrale.

Le lauree specialistiche in psicologia offrono una vasta gamma di sbocchi degli aspiranti psicologi non si conclude con la laurea.

In Italia, infatti, la legge stabilisce l’obbligo di un continuo aggiornamento professionale ogni triennio, anche attraverso appositi percorsi di formazione a distanza Ecm per psicologi, al fine di ottenere un allineamento rispetto alle novità e agli sviluppi non solo del proprio campo ma anche del sistema sanitario in generale.

Detto questo, possiamo entrare nel vivo delle informazioni sulle lauree specialistiche che, dopo la triennale in psicologia, regalano maggiori chance di lavoro.

Psicologia del lavoro

La specializzazione in psicologia del lavoro è un percorso che apre molte porte nel mondo del lavoro. Oggi come oggi, l’attenzione alla salute mentale nelle aziende è sempre più centrale, sia per questioni di legge, sia per il desiderio di puntare su aspetti valoriali in grado di aiutare una determinata realtà a distinguersi dai competitor.

C’è molto di più! Nel mondo del lavoro odierno, è sempre più richiesto il possesso delle cosiddette soft skill, capacità di natura relazionale che uno psicologo è in grado di cogliere in un candidato in maniera estremamente puntuale ed efficace.

Psicologia cognitiva

La specializzazione in psicologia cognitiva rappresenta una strada in grado di garantire diversi sbocchi professionali, tra i quali è possibile includere l’ingresso nel mondo della scuola come insegnante di sostegno.

Da diversi anni a questa parte, questi docenti sono richiestissimi. Il problema è legato al fatto che, da tempo, le figure specializzate scarseggiano, così tanto da portare tantissimi docenti che hanno studiato altro a intraprendere la strada del TFA (tirocinio formativo attivo), un percorso formativo di durata annuale a seguito del quale si ottiene l’abilitazione.

Psicologia giuridica e criminologia

Con questa specializzazione, ci si possono aprire sbocchi professionali che prevedono, per esempio, la collaborazione con i tribunali. Si può lavorare come consulenti di parte, focalizzandosi su specifici casi.

Un’altra alternativa interessante riguarda la possibilità di collaborare con emittenti televisive o con case editrici.

La strada della psicoterapia

Dopo la laurea specialistica in psicologia, si può fare un ulteriore passo e specializzarsi in psicoterapia. Il percorso in questione ha una durata di quattro anni e si conclude, esattamente come la laurea, con la presentazione di una tesi.

La psicoterapia si differenzia dall’esercizio dell’attività di psicologo soprattutto per un aspetto: mentre lo psicologo si occupa di consulenze, lo psicoterapeuta ha le competenze per veri e propri percorsi terapeutici, in primis quelli finalizzati alla cura della depressione.

Quando si sceglie la scuola di psicoterapia, è necessario ricordare l’esistenza di diversi orientamenti. Tra i più gettonati rientra il cognitivo – comportamentale.

Noto anche come psicoterapia breve, ha avuto successo non solo per la sua efficacia scientifica, ma anche, come abbiamo appena visto, per la sua rapidità, che viene incontro alle esigenze di risparmio economico del cliente.

Particolarmente efficace contro le dipendenze, la psicoterapia cognitivo – comportamentale si è aperta, negli ultimi anni, a diversi orientamenti, mutuando elementi dalla Mindfulness, approccio che, prendendo in prestito aspetti dalla meditazione, prevede il fatto di concentrarsi, senza giudizio, sul momento presente.

A prescindere dall’orientamento scelto, lo psicoterapeuta laureato in psicologia non ha la facoltà di prescrivere farmaci. Il discorso cambia nel momento in cui, cosa possibile e scelta frequente, il medico intraprende il percorso della scuola di psicoterapia.

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