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Bufale: la scimmia spacciata per un essere alieno

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Alcuni musei potrebbero possedere oggetti molto appariscenti da mostrare ai loro visitatori, ma solo il piccolo museo del Georgia Bureau of Investigation può vantarsi di possedere i resti di un “essere alieno” proveniente da Marte, almeno cosi può sembrare a un occhio distratto.

Tra i tanti reperti presenti al laboratorio di criminalità di stato fa bella mostra di se un cilindro di vetro all’interno del quale sono conservati i resti di una scimmia che tre burloni spacciarono per un extraterrestre proveniente da Marte. Il macabro scherzo, architettato quasi 70 anni fa attirò l’attenzione dei giornali di tutto il mondo.

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Negli anni ’50 i dischi volanti erano un argomento molto dibattuto ed era facile che qualcuno raccontasse di aver incontrato qualche essere alieno in circostanze particolari. Queste storie, spesso totalmente inventate, all’epoca venivano prese sul serio dalle autorità che non indugiavano ad indagare.

La notte dell’8 luglio 1953, l’ufficiale di polizia Sherley Brown e il suo collega pattugliavano l’autostrada della Bankhead rurale vicino ad Austell, in Georgia, quando notarono un camioncino fermarsi in mezzo alla carreggiata. Insospettiti, i due poliziotti decisero  di fermarsi per dare un’occhiata. Ciò che videro fu una delle scene più strane che avrebbero mai incontrato durante le loro carriere.

I due ufficiali di polizia videro tre giovani, apparentemente molto spaventati, fermi ai bordi della strada. I tre rispondevano ai nomi di Ed Watters (un barbiere di 28 anni), Tom Wilson (un altro barbiere di 20 anni) e Arnold ‘Buddy’ Payne (un macellaio di 19 anni).

Sull’asfalto, proprio davanti al camioncino, illuminato dai fari, c’era “qualcuno” un bizzarro essere alto meno di un metro che ricordava lo stereotipo dell’essere alieno. In quegli anni gli alieni e i dischi volanti facevano spesso parte dei fatti di cronaca e proprio la sera prima c’erano state diverse segnalazioni di un grande oggetto colorato a forma di cono che volava nel cielo di Marietta, in Georgia.

I tre giovani, interrogati dai poliziotti, raccontarono di essersi fatti un giro con il loro camioncino durante il quale erano giunti su una collina dove, all’improvviso, si trovarono di fronte un disco volanterosso incandescente“. Si accorsero quasi subito della presenza di tre piccoli alieni che vagavano lungo l’autostrada.

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I giovani aggiunsero inoltre, di aver frenato bruscamente ma di non aver potuto evitare di investire uno degli alieni. Gli altri due invece riuscirono a scappare raggiungendo il piccolo disco volante che decollò immediatamente. Sulla strada asfaltata c’erano i segni di una bruciatura circolare sulla strada, ancora visibili.

Ed Watters dichiarò alla stampa: “Due di loro ce l’hanno fatta, ho colpito l’altro, il terzo essere e l’oggetto rosso è diventato blu e ha decollato a una velocità molto alta”.

All’inizio gli ufficiali non vollero credere al racconto, ma non potevano negare le prove che lo sostenevano: i lunghi segni di frenata sull’autostrada, il corpo dell’essere alieno che giaceva senza vita sull’asfalto – una creatura umanoide senza peli, alta due piedi con occhi inquietanti, tondi e scuri e le tracce del disco volate.

I due ufficiali fecero rapporto al loro capo, e lasciarono che i tre giovani tornassero a casa con l’essere alieno.

I tre, una volta tornati a casa, misero l’essere alieno in un frigorifero e poi chiamarono Atlanta. Un reporter chiese loro di portare l’essere, cosa che fecero, e il giornale fece analizzare il corpo da un veterinario che giunse alla conclusione che effettivamente lo strano essere sembrava “qualcosa fuori dal mondo“. La notizia di li a poco fece il giro del mondo.

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Da quel momento in poi, la serena contea della Georgia si trovò al centro di una frenesia mediatica mai vista. I giornalisti piombarono nella piccola città e gli uffici stampa di tutto il paese sommersero il centralino della stazione di polizia di telefonate per avere dettagli sulla vicenda della morte dell’essere alieno. La situazione non sfuggì ovviamente all’Aeronautica militare che inviò alcuni militari per valutare la situazione.

Fu a quel punto che le autorità di polizia statale entrarono in scena. La dottoressa Herman Jones, capo del laboratorio criminale della Georgia confiscò la creatura e la portò alla Emory University. Il presunto essere alieno venne sottoposto ad analisi da due professori di anatomia, Drs. Marlon Hines e W.A. Mickle.

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L’essere alieno era una scimmia

I professori capirono rapidamente che l’essere alieno in realtà era una scimmia. Il povero animale era stato uccisa, gli era stata asportata la pelliccia e mozzata la coda. Scoperti, i giovani confessarono il misfatto.

I tre giovani vivevano insieme a Peachtree Road e spiegarono che la storia dell’essere alieno non era stato altro che uno scherzo architettato per una scommessa fatta durante una partita a carte. Ed Watters scommise con i suoi amici 10 dollari che avrebbe potuto apparire sul giornale locale entro una settimana.

Per vincere la scommessa, acquistarono scimmia in un negozio di animali, gli somministrarono una dose mortale di cloroformio, gli rasarono la pelliccia e infine gli mozzarono la coda.

Il povero animale, cosi ridotto poteva sembrare il classico alieno dei resoconti ufologici. I giovani, utilizzarono inoltre una fiamma ossidrica per realizzare i segni di bruciatura sull’asfalto.

I tre giovani vennero arrestati con l’accusa di crudeltà su un animale. Tuttavia, a causa di un cavillo legale il giudice James T. Manning decise che l’accusa non poteva essere ritenuta valida ai fini di un processo nella contea di Cobb, dove i giovani erano stati arrestati, perché la scimmia era stata uccisa nella contea di Fulton (Atlanta).

Nonostante questo i tre amici non ottennero la libertà, nella sera in cui si erano svolti i fatti a loro contestati parecchie auto si erano radunate nel punto in cui Watters affermava di aver investito l’essere alieno, per questo fu comminata un’accusa di intralcio alla circolazione di cui Watters si dichiarò colpevole. Venne multato di 40 dollari, mentre i suoi due amici persero il lavoro.

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