Il lato lontano della Luna

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La Luna è una presenza familiare sopra le nostre teste e tutti noi siamo in grado di riconoscere ombre e forme familiari sul suo volto. Pochi di noi si soffermano a pensare che lo spettacolo che ci regala la nostra Luna è lo stesso che videro migliaia di anni fa i nostri antenati. Questo perché la Luna, notoriamente, presenta sempre la stessa faccia rivolta alla Terra.

Fu solo nel 1959 che la navicella spaziale sovietica Luna 3 in orbita intorno alla Luna ci inviò le prime immagini del lato lontano della Luna.

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Confronto tra la prima immagine del lato lontano della Luna inviata da Luna 3 e la stessa immagine inviata dal Lunar Reconossaince Orbiter 50 anni dopo. – Credit: NASA
Un fenomeno chiamato blocco delle maree è responsabile del fatto che la Luna presenta sempre la stessa faccia alla Terra, pur ruotando su sé stessa. La Terra e la sua Luna si trovano piuttosto vicine tra loro e si influenzano reciprocamente tramite la loro forza di gravità. Queste forze, dette di marea, rallentano la rotazione di entrambi i corpi.
                                           Il periodo orbitale della Luna e il periodo di rotazione hanno lo stesso periodo di tempo.

In pratica la Luna completa un giro attorno alla Terra nella stessa quantità di tempo che le è necessaria per compiere una rotazione attorno al proprio asse: circa 28 giorni. Dalla Terra, vediamo sempre la stessa faccia della Luna; dalla Luna, la Terra rimane ferma nel cielo.

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Buzz Aldrin scende dal modulo lunare sulla superficie della Luna il 20 luglio 1969. JSC / NASA , CC BY

Il lato vicino della Luna è ben studiato perché possiamo vederlo. Gli astronauti del programma Apollo atterrarono sul lato vicino della Luna in modo da poter comunicare con la Terra. Tutti i campioni di rocce e polvere lunare che si sono potuti studiare furono prelevati durante il programma Apollo sul lato vicino della Luna.

Sebbene il lato lontano della Luna non sia visibile dal nostro punto di osservazione, e con tutto il rispetto per i Pink Floyd, non è corretto chiamarlo il lato oscuro della Luna. Tutta la Luna sperimenta notte e giorno proprio come la Terra. Un giorno lunare dura circa due settimane terrestri.

Con i moderni satelliti, gli astronomi hanno completamente mappato la superficie lunare. Una missione cinese, la Chang’e 4, sta attualmente esplorando, con un lander ed un rover, il Bacino di Aitken, sul lato più lontano della Luna – la prima missione di questo tipo mai approdata sul lato lontano. I ricercatori sperano che Chang’e 4 aiuti a rispondere alle domande sulle caratteristiche della superficie del cratere in cui si trova.

Il lato più lontano della luna è protetto dal rumore delle emissioni radio provenienti dalla Terra ed è quindi considerato “radio dark“. Da lì, i ricercatori possono misurare i segnali più deboli dell’universo che sulla Terra vengono soffocati dal rumore delle nostre emissioni radiotelevisive. Chang’e 4, ad esempio, tra le altre cose, è in grado di osservare le emissioni radio a bassa frequenza provenienti dal Sole ed oltre. Con i segnali radio a bassa frequenza è possibile tornare indietro nel tempo fino alle primissime stelle e ai primissimi buchi neri, dando agli astronomi una maggiore comprensione di come le strutture dell’universo abbiano iniziato a formarsi.

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Le frecce indicano la posizione del lander Chang’e 4 sul pavimento del cratere Von Kármán della Luna. Nella parte centrale dell’immagine si può osservare un grande cratere da impatto. – NASA / GSFC / Arizona State University

Tutte le missioni e gli studi attualmente in corsa sulla Luna compresi quelli sul lato nascosto sono finalizzati all’individuazione delle risorse presenti sulla Luna, in vista delle future missioni umane perché dopo decenni durante i quali la Luna era stata un po’ abbandonata dall’esplorazione spaziale, si è capito che per se vorremo arrivare su Marte, ed anche oltre, la Luna è il naturale, e migliore, trampolino di lancio. Oltretutto, l’ambiente lunare è il migliore possibile per studiare e sviluppare le tecnologie necessarie per il volo spaziale e la presenza umana a lungo termine nello spazio.

Sulla Luna c’è acqua e, sembra, a quanto pare, anche relativamente abbondante. Scoperta dal satellite LCROSS della NASA sotto i poli nord e sud della Luna nel 2009 e ormai confermata più volte, l’acqua è presente sotto forma di concentrazioni di ghiaccio sul fondo dei crateri più profondi, particolarmente nelle zone polari dove la luce del Sole non arriva mai. L’acqua si trova anche mescolata, sotto forma di minuscoli cristalli di ghiaccio, alla regolite lunare a profondità facilmente raggiungibili. Disporre di acqua sulla Luna, sia pure sotto forma di ghiaccio, permetterebbe di ottenere ossigeno ed idrogeno, sia per il consumo degli astronauti che per ottenere propellente per razzi.

I ricercatori si stanno preparando ad esplorare i crateri polari della Luna, il fondo di alcuni dei quali non ha mai visto la luce del giorno – letteralmente. Ci sono, quindi, parti oscure della Luna, ma il lato lontano, nel suo complesso, non è la parte buia della Luna.

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