Entertainment ed eventi: si riparte… a 2 m di distanza?

Come cambieranno i grandi eventi culturali e le manifestazioni sportive nella fase post emergenza SARS-CoV-2? E’ la domanda che ci poniamo tutti, perché sappiamo bene quanto queste realtà valgano in termini di socializzazione (ce ne siamo accorti rinunciandoci in nome della salute collettiva). Purtroppo, ad oggi, non si hanno ancora risposte certe sulla ripartenza in sicurezza di tali settori (stadi, discoteche, concerti, attività sportive, etc), ma solo ipotetiche cifre e soprattutto distanze buttate lì dalla politica.

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di Giovanni Villarosa – Esperto di Sicurezza Fisica per Infrastrutture, CSO e DPO, Vice Presidente di SECURTEC
La pandemia da Covid-19 ha imposto regole che danneggiano fortemente il comparto delle grandi manifestazioni ed è fondamentale parlarne, perché esse rappresentano un aspetto non del tutto secondario della nostra economia. Uno su tutti il settore delle discoteche, che macina annualmente numeri da capogiro: 250 mln di presenze, 2.500 imprese con oltre 50 mila dipendenti e un fatturato di 4 mld €.
Eventi e discoteche
Indubbiamente sono i settori più difficili da riorganizzare, infatti il grande dilemma che serpeggia tra gli addetti ai lavori è: come andranno modificate le location degli eventi, le infrastrutture, adeguandole contestualmente ai servizi resi? Ad esempio: com’è possibile rispondere, normativa alla mano, al distanziamento sociale in un impianto sportivo, in un teatro o ad un concerto per evitare assembramenti? E come si potrà attuare tecnicamente, in una discoteca, la distanza interpersonale prevista dei due metri, mentre si balla?
Come riorganizzare gli spazi 
Al momento tutto tace, schiacciati tra linee guida sull’utilizzo dei locali per una riapertura sicura e sterili discussioni politiche, ma di fatto mai nessun professionista della sicurezza è stato chiamato a un tavolo tecnico per consigliare i supporti tecnologici presenti sul mercato in fatto di security, safety, emergency. E questo la dice lunga sulla volontà politica di risolvere la faccenda con il concreto apporto dei professionisti!Altro esempio: secondo Federcongressi, l’impatto economico negativo prodotto dallo stop agli eventi live convegnistici, imposto dalle misure anticontagio, inciderà sul PIL con 36 mld € di perdita, in un comparto che ne genera circa 65 l’anno con una capacità occupazionale che sfiora i 570.000 addetti.
Sport
Invece, nel settore degli eventi sportivi le cose potrebbero essere già diverse, con delle novità. Credo che il ritorno negli stadi di calcio non potrà più configurarsi come tutti lo conoscevamo, giacché bisognerà riflettere sul nuovo uso di queste infrastrutture: controlli, distanziamento, automatizzazione, tutte azioni che andranno intraprese per rendere compliant le manifestazioni sportive del dopo Covid. Ma tutto questo sarà possibile solo osservando due punti fermi: la riduzione della capienza degli impianti, in modo da aumentare il distanziamento sociale, e il massiccio ricorso alla tecnologia no touch. Insomma, stadi il più possibile automatizzati per abbattere la possibilità dei contagi da contatto partendo già dall’ingresso, che andrà scaglionato con orari schedulati per evitare ogni forma di assembramento, da considerare anche per la gestione dei flussi di uscita.
IoT, tablet, febbre
Tecnologie IoT per verificare le distanze e tablet facciali per il controllo della temperatura corporea con analisi video integrata per il riconoscimento delle mascherine correttamente indossate, saranno gli strumenti che gli steward addetti al controllo utilizzeranno per bloccare i tifosi a rischio infettivo. Un altro focus fondamentale riguarderà i servizi igienici: andranno sanificati costantemente, dotandoli di dispenser di sapone automatici, evitando sempre i possibili contatti. D’altronde, anche il tifoso dovrà modificare il suo status emotivo e le sue entusiastiche esternazioni a supporto della propria squadra, perché sarà costretto a rimanere seduto nel suo posto assegnato, non già per una questione di mera sicurezza, no, ma semplicemente perché sarà l’unico modo certo di occupare, secondo normativa, uno spazio distante e ben definito.