HomeCulturaCucinaCrema di peperoncini: una scorta di piccantezza calabrese

Crema di peperoncini: una scorta di piccantezza calabrese

Buona spalmata su dei crostini, su fette di pane abbrustolito, oppure per "rinforzare" il gusto di alcuni piatti, la crema di peperoncini non può mancare sulla tavola!

Buona spalmata su dei crostini, su fette di pane abbrustolito, oppure per “rinforzare” il gusto di alcuni piatti (ad esempio, le penne all’arrabbiata o il classico aglio, olio e peperoncino). La crema di peperoncini (che in Calabria, come è noto, hanno un aroma e un gusto diversi) non può mancare sulla tavola!

Ovviamente non è una preparazione gradita a tutti i palati, ma solo a quelli abituati a consumare spesso cibi piccanti. Se sei fra questi, segui la ricetta attentamente, alcuni passaggi sono molto importanti e non privi di “rischi”.

Crema di peperoncini piccanti: ingredienti

  • 1/2 chilo di peperoncini rossi piccanti calabresi
  • 1 chilo e 1/2 di peperoni rossi dolci
  • 1 litro di olio extra vergine di oliva
  • 2 cucchiai rasi di sale grosso
  • 1/2 testa di aglio (almeno 5 – 6 spicchi)

Preparazione

Prima di iniziare la preparazione della crema di peperoncini, un avvertimento necessario onde evitare sgradevoli incidenti: ricorda che il tutto deve essere lavorato con i guanti di gomma, per non rischiare ustioni alle mani.

Inoltre prepara in anticipo, ben lavati e sterilizzati in acqua bollente (poi lasciati asciugare capovolti su un canovaccio), 14 vasetti di vetro da 125g.

Ora puoi procedere: con un panno umido pulisci i peperoncini uno alla volta, poi con un coltellino affilato elimina tutti i semi e i piccioli; la stessa operazione va fatta anche con i peperoni dolci. Taglia a pezzetti i due tipi di ortaggi, quindi versa in una capace pentola d’acciaio tutto il litro di olio, i peperoncini e i peperoni, gli spicchi d’aglio sbucciati e due cucchiai di sale grosso.

A questo punto metti sul fuoco finché si scalda l’olio, quindi abbassa la fiamma e lascia cuocere il tutto semicoperto per circa 30 minuti. Mantenendo molta attenzione agli schizzi (sono altamente ustionanti) rimesta di tanto in tanto per evitare che la crema di peperoncini si attacchi al fondo della pentola.

Al fine cottura spegni, lascia intiepidire e frulla tutto nella stessa pentola (sempre con estrema cautela) finché la crema diventa liscia e densa; oppure, se preferisci un aspetto più rustico e consistente, con il passatutto. Ora rimetti sul fuoco per altri 15 minuti, fai prendere bollore e cuoci la crema di peperoncini sempre mescolando di tanto in tanto, con estrema attenzione.

Crema di peperoncini calabresi: la sterilizzazione, un passaggio fondamentale

Terminata la cottura versa la crema di peperoncini piccanti (ancora calda, ma con molta attenzione per i motivi di cui sopra) nei vasetti e chiudili subito con i tappi. Avvolgili uno a uno con degli stracci, mettili in una capiente pentola, riempila d’acqua fino a ricoprirli quasi completamente, porta a bollore e sterilizza per almeno 20 minuti.

Infine spegni il fuoco e lascia i vasetti nella pentola fino a completo raffreddamento, o meglio fino al giorno dopo.

Avere in dispensa una discreta scorta di gustosissima e stuzzicante crema di peperoncini piccanti, vedrai, ti permetterà di preparare sfiziosi antipasti, spuntini golosi, ma anche per arricchire molte pietanze. Conserva i vasetti in un luogo fresco e asciutto e, una volta aperti, consuma il prodotto nel giro di massimo 5 giorni.

Avvertenze

Ulteriore precauzione da adottare (può capitare, quindi meglio evitare). Se i peperoncini sono particolarmente piccanti, in cucina potrebbe sprigionarsi durante la cottura un vapore piuttosto irritante per gli occhi, il naso e la gola.

Nulla di nocivo, ma è piuttosto fastidioso e impedisce di lavorare bene. Meglio assaggiare prima i peperoncini per regolarsi. Se appena sfiorati con la lingua il bruciore è molto intenso, diminuisci la dose di questi e aumenta quella dei peperoni dolci.

Su questa base di crema di peperoncini, molte le variazioni. In cottura si possono aggiungere altri ortaggi, ad esempio le melanzane o, come si usa in Calabria nelle zone della Sila, un misto di profumatissimi funghi: porcini, finferli e altre varietà meno nobili, ma altrettanto gustose.

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