Cosa potrebbe accadere alle missioni spaziali con Biden

Donald Trump ha fissato obiettivi audaci per l'esplorazione dello spazio durante la sua amministrazione, dalle missioni con equipaggio sulla Luna e su Marte alla creazione di una forza militare, la Space Force. Al contrario, il suo successore Joe Biden sarà probabilmente relativamente tranquillo sulla politica spaziale

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È chiaro che ci sarà un cambiamento. L’attuale capo della NASA, Jim Bridenstine, ha già annunciato che si dimetterà. Il lancio della Dragon Crew di SpaceX con equipaggio alla Stazione Spaziale Internazionale è stato un grande successo. È probabile che il programma dell’equipaggio commerciale continuerà ad essere attivo. Il 14 novembre è previsto il lancio del primo volo operativo del Crew Dragon della compagnia commerciale SpaceX, con quattro astronauti diretti sulla ISS.
Le missioni spaziali degli Stati Uniti programmate dalle scelte politiche antecedenti raramente sopravvivono a un cambio di presidenza. Il programma “Constellation” implementato dal presidente Bush nel 2005, fu annullato successivamente dal democratico Obama per l’alto costo e difficoltà. Con Trump la NASA si è impegnata per il ritorno degli astronauti sulla Luna nel 2024 nell’ambito del programma Artemis.
L’amministrazione Trump ha anche spinto per missioni con equipaggio su Marte nel 2030. Una delle implementazioni dell’amministrazione Trump è la formazione della Space Force, un nuovo ramo delle forze armate. Ciò evidenzia che gli Stati Uniti vedono lo spazio come una potenziale zona di guerra piuttosto che un dominio di attività puramente scientifica. Negli Stati Uniti uno scioglimento delle forze armate istituite nel passato non è mai stato effettuato e per ciò probabile che la Space Force continuerà ad operare.

La NASA cerca nuovi partner per mettere gli occhi alle missioni Artemis


Con gli accordi internazionali legati al programma Artemis già firmati da diverse nazioni l’amministrazione Biden non potrà ritirarsi unilateralmente dal progetto. Il Giappone, il Canada e l’Agenzia spaziale europea (ESA), sono partner del Lunar Gateway, l’avamposto in orbita lunare progettato per supportare più spedizioni in superficie. Il programma sta anche facendo avanzare rapidamente la ricerca, in particolare in termini di materiali da costruzione, alimentatori e produzione alimentare. L’ESA ha assegnato un contratto alla società britannica Metalysis per lo sviluppo di tecniche in grado di estrarre simultaneamente ossigeno e metalli dal suolo lunare.
L’unico indizio sostanziale sulla direzione di una presidenza Biden riguardo ai voli degli astronauti sulla Luna si trova in un documento del Partito Democratico dal titolo “Building a Stronger, Fairer Economy”. In un paragrafo, i Democratici affermano di “sostenere il lavoro della NASA per riportare gli americani sulla Luna e andare oltre su Marte, facendo il passo successivo nell’esplorazione del nostro sistema solare”.

L’ESA sta preparando la missione PROSPECT che nel 2025 analizzerà i depositi d’acqua lunare


Biden si è già impegnato a firmare ordini esecutivi che annulleranno la maggior parte del lavoro dell’amministrazione Trump, nello stesso modo in cui Trump ha annullato la maggior parte del lavoro di Obama. Ha inoltre chiarito che affrontare l’emergenza climatica è la priorità. La politica spaziale potrebbe essere più focalizzata sulle missioni di osservazione della Terra, come il programma GOES (Geostationary Operational Environmental Satellite).
Potenzialmente implementeranno più satelliti per il monitoraggio delle fuoriuscite di petrolio, deforestazione, emissioni di carbonio.  Qualunque siano i cambiamenti, sembra probabile che verranno stanziati meno fondi per le missioni spaziali.

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