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Contributo a fondo perduto proporzionale alle partite Iva aperte dopo il 01/01/2019

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Contributo a fondo perduto proporzionale alle partite Iva aperte dopo il 01/01/2019 indipendentemente dalla percentuale di calo del fatturato, l’Agenzia delle Entrate modifica con Provvedimento del 29/03/2021 il precedente del 23/03/2021 qui il link per il nuovo Modello e le nuove Istruzioni

Il DL Sostegni, 41/2021 (art. 1) ha previsto ulteriori Ristori rispetto a quelli già erogati nei mesi precedenti ed ampliando la platea dei beneficiari ha indicato quali destinatari tutte le partite Iva (inclusi i professionisti ordinistici e senza più vincolo ai Codici Ateco) con ricavi fino a 10 milioni di euro che abbiano subito una perdita di fatturato di almeno il 30% tra il 2019 e il 2020.

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Sono soggetti esclusi:

  • i soggetti che abbiano cessato la partita IVA prima del 23 marzo 2021 (data di entrata in vigore del decreto Sostegni);
  • i soggetti che hanno avviato l’attività dal 24 marzo 2021. Tale esclusione non opera per l’erede che ha aperto una partita IVA successivamente a tale data per proseguire l’attività del de cuius, titolare di partita IVA prima di tale data;
  • gli enti pubblici;
  • i soggetti che svolgono attività di intermediazione finanziaria;
  • le società di partecipazione.

Il periodo di riferimento per calcolare il volume di ricavi è il 2019 ed è necessario che vi sia stata una perdita di fatturato media mensile di almeno il 30% tra il 2019 e il 2020. La percentuale di sostegno erogata decresce con il crescere del fatturato, ed è commisurata alla differenza media mensile tra il 2019 e il 2020; in particolare sarà erogata, in totale, una somma pari al: a) sessanta per cento della differenza media mensile di fatturato per i soggetti con ricavi e compensi non superiori a centomila euro; b) cinquanta per cento per i soggetti con ricavi o compensi superiori a centomila euro e fino a quattrocentomila euro; c) quaranta per cento per i soggetti con ricavi o compensi superiori a quattrocentomila euro e fino a 1 milione di euro; d) trenta per cento per i soggetti con ricavi o compensi indicati superiori a 1 milione di euro e fino a 5 milioni di euro; e) venti per cento per i soggetti con ricavi o compensi superiori a 5 milioni di euro e fino a 10 milioni di euro. Il massimo contributo erogabile è pari a centocinquantamila Euro.

Con provvedimento del 23 marzo l’Agenzia delle Entrate ha indicato le modalità di erogazione e fornito le istruzioni per la presentazione della domanda, in particolare al comma 2.4 aveva affermato:

L’ammontare del contributo è determinato come segue: ˗ se la differenza tra l’ammontare medio mensile del fatturato e dei corrispettivi dell’anno 2020 e l’ammontare medio mensile del fatturato e dei corrispettivi dell’anno 2019 risulti negativa (cioè il dato del 2020 è inferiore almeno del 30 per cento al dato del 2019), a tale differenza si applicherà la percentuale del 60, 50, 40, 30 o 20 per cento a seconda dell’ammontare dei ricavi o compensi dichiarati nel secondo periodo di imposta antecedente a quello di entrata in vigore del decreto, fermo restando il riconoscimento del contributo minimo qualora superiore; ˗ per i soggetti che hanno attivato la partita IVA a partire dal 1° gennaio 2019, nel caso in cui la differenza tra l’ammontare medio mensile del fatturato e dei corrispettivi dell’anno 2020 e l’ammontare medio mensile del fatturato e dei corrispettivi dell’anno 2019 risulti negativa ma inferiore al 30 per cento, positiva o pari a zero, il contributo è pari a quello minimo (1.000 euro per le persone fisiche e 2.000 euro per i soggetti diversi dalle persone fisiche).

“2.5 Qualora il soggetto richiedente abbia attivato la partita IVA a partire dal 1° gennaio 2019, ai fini del calcolo della media mensile del fatturato e dei corrispettivi dell’anno 2019 e dell’anno 2020, rilevano i mesi successivi a quello di attivazione della partita IVA. 2.6 L’importo del contributo riconosciuto non può in ogni caso superare 150.000”

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Quindi sulla scorta di tali istruzioni coloro che avevano aperto la partita Iva al 1/01/2019 avrebbero potuto godere del fondo perduto in misura percentuale solo con perdita di fatturato superiore al 30%, in caso contrario cioè di perdita inferiore, avrebbero avuto diritto solo al contributo minimo (di 1000 o 2000 euro).

Tale interpretazione divergeva in realtà da testo del decreto che prevedeva invece: “Per i soggetti che hanno attivato la partita IVA dal 1° gennaio 2019, ai fini della media rilevano i mesi successivi a quello di attivazione della partita IVA”, il testo sembrava prescindere quindi dal calo di fatturato superiore al 30%.

A seguito delle critiche mosse da più parti l’Agenzia delle Entrate ha, quindi, modificato la propria posizione adeguando il provvedimento attuativo al decreto.

Dunque, con provvedimento del 29/03/2021 l’Agenzia ha modificato le istruzioni già impartite specificando: “si chiarisce che per i soggetti che hanno attivato la partita IVA a partire dal 1° gennaio 2019, “il contributo a fondo perduto spetta a prescindere dalla circostanza che essi abbiano registrato un calo del 30 per cento della media mensile del fatturato del 2020 rispetto alla corrispondente media del 2019. 2 Ai fini, poi, della quantificazione del contributo, per detti soggetti la percentuale di calo indennizzabile è applicata al calo della media mensile di fatturato calcolata per i soli mesi successivi a quello di attivazione della partita IVA”.

Ne deriva che per coloro che hanno aperto la partita iva dopo il 1/01/2019 il contributo a fondo perduto spetterà indipendentemente dalla percentuale di calo del fatturato rispetto al 2020 e sarà calcolato sulla base del calo medio mensile per i soli mesi successivi all’attivazione della partita Iva.

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Le istanze potranno essere presentate dal 30 marzo direttamente sul sito dell’Agenzia delle Entrate entrando nel portale “fatture e corrispettivi”; per poter procedere con la compilazione dell’istanza, sarà necessario avere a disposizione tutti i dati richiesti per il calcolo del contributo spettante.

C’è tempo fino al 28 maggio 2021 per la presentazione, ed è necessario prestare la massima attenzione nella compilazione dei dati, sono infatti previste pesanti sanzioni, anche penali, in caso di indebita percezione del beneficio e si ha un tempo estremamente ridotto per poter sostituire un’istanza inviata con dati errati.

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Avvocato Debora Salomone

Link per le istruzioni alla compilazione

https://www.agenziaentrate.gov.it/portale/documents/20143/3361730/Istuzioni_istanza_fondo_perduto.pdf/c00e4724-5769-bd3d-f467-64c1f8556fc4

Modello dell’Istanza

https://www.agenziaentrate.gov.it/portale/documents/20143/3344901/istanza_fondo_perduto_mod.pdf/a49e5391-c23b-66b9-e5ab-4778683d995d

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