Come la Russia (sì, la Russia) progetta di mandare i suoi cosmonauti sulla Luna entro il 2030

Lo scorso giovedì, il leader della società spaziale statale russa Dmitry Rogozin ha tenuto un discorso di ampio respiro all’Università di Mosca. Il discorso ha cercato di descrivere le attività che Roscosmos va sviluppando e ha parlato delle prospettive future, compreso di un potenziale sbarco lunare.

Il piano russo

Particolarmente interessanti nel discorso di Rogozin sono stati gli accenni alla possibilità che la Russia effettui uno sbarco lunare indipendente con i cosmonauti entro il 2030. Insomma, la Russia vorrebbe rimettersi in gara con americani e cinesi per tornare sulla Luna.

Secondo il piano prospettato da Rogozin, il primo passo sarà lo sviluppo di un nuovo lanciatore pesante con una capacità di 103 tonnellate per l’orbita terrestre bassa e 27 tonnellate per l’orbita polare lunare. Approssimativamente un lanciatore del genere equivarrebbe alla versione aggiornata dello Space Launch System della NASA, noto come Block 1B.

Il piano include lo sviluppo di una navicella entro il 2022, con il primo volo verso la Stazione Spaziale Internazionale previsto entro il 2023. I voli nello spazio profondo di questo veicolo spaziale inizierebbero a metà degli anni ’20. Nel frattempo si dovrebbe svolgere una missione lunare automatica che dovrebbe raccogliere campioni lunari e riportarli sulla Terra.

In termini di strategia, Rogozin ha detto di non credere che ci sia molto potenziale per l’utilizzo industriale della Luna, un tema che è invece un componente chiave dei piani della NASA e delle imprese private per inviare i propri equipaggi sulla Luna. Secondo Rogozin, però, una stazione lunare sarebbe strategica nel ruolo di linea di difesa contro comete e asteroidi. (Non ha però chiarito come funzionerebbe).

Questo intervento di Rogozin arriva in un momento in cui ci sono molti dubbi sul futuro dell’attuale capo di ROSCOSMOS. Secondo voci locali Rogozin starebbe per essere rimosso dal suo incarico. Un rispettato analista aerospaziale russo, Vadim Lukashevich, ha condiviso alcune considerazioni sul discorso sul suo account Facebook.

Le difficoltà in cui versa attualmente l’agenzia spaziale statale russa partono dagli ormai frequenti fallimenti dei lanci dei missili russi, dalle incertezze sul futuro incerto della sua partnership di lunga data con la NASA, problemi di finanziamento e altro ancora. Per queste ragioni, è difficile immaginare che la Russia lanci un ambizioso programma per sbarcare sulla Luna.

Resta da dire, però, che la Russia gode di una tradizione e delle capacità potenziali di realizzare un obbiettivo simile, quello che è da dimostrare è che vi sia un’effettiva volontà politica di tornare ad investire massicciamente sull’esplorazione spaziale e sull’invio di cosmonauti sulla Luna, impresa abbandonata negli anni ’70 del secolo scorso dopo che gli americani vi atterrarono per primi.

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