Adalatherium, mammifero “pazzo” del Cretaceo

E' stato analizzato un animale con caratteristiche stravaganti, che potrebbe essere uno degli anelli mancanti per capire la storia evolutiva dei mammiferi

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Sessantasei milioni di anni fa è vissuto l’Adalatherium, un mammifero bizzarro, il quale presentava caratteristiche fisiche talmente stravaganti che i ricercatori ipotizzano che esso possa essere uno degli anelli mancanti per la comprensione della storia evolutiva dei mammiferi, in particolare di quelli che hanno vissuto nel aree meridionali del supercontinente Gondwana.

Il supercontinente Gondwana

Con questo termine si indica un supercontinente che si ritiene sia esistito per circa 370 milioni di anni, approssimativamente da 660 a 290 milioni di anni fa, che comprese gli attuali continenti dell’emisfero australe: Sudamerica, Africa, India, Medio oriente, Antartide e Australia.
La prova della continuità fisica di questi continenti si trova nelle analogie sulle successioni stratigrafiche dei continenti meridionali, oltre che da testimonianze paleontologiche quali la comparsa nel Triassico del rettile erbivoro Lystrosaurus, presente in tutti questi continenti, Antartide compresa.

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Una “bestia pazza” tra i dinosauri

Adalatherium in malgascio e greco significa “bestia pazza”; la conoscenza delle sue caratteristiche fisiche è stata approfondita recentemente a seguito dell’analisi di resti fossili molto ben conservati di uno scheletro appartenente ad un esemplare vissuto nell’emisfero meridionale del globo poco prima dell’estinzione di massa, che provocò la scomparsa dei dinosauri.
Esso era più grande rispetto ai mammiferi dell’epoca, che erano solo toporagni o topi, e aveva un numero di vertebre maggiore rispetto a essi; inoltre aveva arti posteriori molto muscolosi, posti in una posizione simile a quella degli arti posteriori degli odierni coccodrilli, e zampe anteriori muscolose allo stesso modo.
Probabilmente era un potente scavatore, in considerazione delle zampe posteriori molto forti, ma la sua postura probabilmente era una via di mezzo tra quella dei mammiferi odierni e quella di altri esemplari più antichi.
La sua dentatura era caratterizzata da denti anteriori in continua crescita, come quelli di conigli o dei roditori, e da denti posteriori completamente diversi da quelli di qualsiasi altro mammifero individuato nel passato o esistente oggi; inoltre questo animale aveva un buco nella parte superiore del muso, che è una sua caratteristica unica e originale.
In un nuovo studio un team di ricercatori, guidato da David Krause del Denver Museum of Nature & Science e da Simone Hoffmann del New York Institute of Technology, ha concluso che questo mammifero doveva avere le dimensioni di un odierno opossum, con un peso di poco superiore ai 3 kg, abbastanza corpulento considerando la media dei mammiferi di questo periodo.
La sua vita era molto grama dato che viveva nella zona dell’odierno Madagascar  tra dinosauri e coccodrilli enormi, per i quali molto probabilmente rappresentava un’ambita preda.

Il gruppo dei mammiferi Gondownatheriani

L’animale è stato inserito in un gruppo di mammiferi conosciuti come gondwanatheriani e classificati per la prima volta durante gli anni 80. Essi vivevano in Sudamerica, in Africa, compreso il Madagascar, nel subcontinente indiano e anche nella zona dell’odierno Antartide.
Adalatherium, in particolare, è stato trovato in rocce risalenti alla fine del Cretaceo, a circa 66 milioni di anni fa. A quel tempo il Madagascar era già un’isola separata dall’Africa da oltre 150 milioni di anni e dal subcontinente indiano da oltre 20 milioni di anni.
“Le isole sono fonte di stranezza”, dice Krause, “e quindi c’è stato tutto il tempo per Adalatherium per sviluppare le sue molte caratteristiche peculiari in isolamento”
“L’Adalatherium è un pezzo importante in un grande puzzle sull’evoluzione dei mammiferi precoci nell’emisfero meridionale, in cui mancano ancora la maggior parte degli altri pezzi”, ha spiegato Hoffmann.