“Upload Me to the Moon”: quella che potrebbe diventare presto una nuova moda

Il DNA nell'ambra di Jurassic Park potrebbe essere il tuo.

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Sei tra coloro che hanno inviato il proprio nome su Marte con il rover ed il lander della NASA o oltre l’orbita di Plutone a bordo della sonda New Horizon?

Questa che si sta profilando adesso, allora, è un’occasione che difficilmente vorrai perdere.

Già, perché quella di imprimere l’impronta del proprio piede sulla Luna rimane un’ambizione impossibile per tutti noi di età superiore ai due anni. Ma per soli 99 dollari potresti essere in grado di depositarvi il tuo DNA.

Una startup chiamata LifeShip si sta preparando a lanciare una campagna Kickstarter per inviare il codice sorgente biologico (il DNA) dei suoi finanziatori sulla Luna. Un investimento di meno di cento dollari potrebbe garantire che il tuo DNA non solo arrivi sulla Luna ma vi rimanga, al sicuro e non molestato dalla minaccia di disastri naturali o da un olocausto nucleare, per millenni.

È economico? Beh, il DNA non occupa molto spazio, o dovremmo dire spazio, quando si fa l’autostop per il nostro più grande satellite naturale. LifeShip sta lavorando con Arch Mission per perfezionare un sistema per imballare i campioni di DNA in blocchi di resina epossidica per la conservazione durante il viaggio, l’atterraggio e la successiva sopravvivenza tra i polverosi crateri lunari.



Arch Mission è l’organizzazione che ha prodotto la Lunar Library – un archivio analogico e digitale della storia umana e della civiltà salvata su dischi di nichel, che è stato inserito nella missione israeliana Beresheet all’inizio di quest’anno. Lanciato su un razzo Space X, l’archivio – e la sonda su cui si trovava – è precipitato sulla superficie lunare a causa di un malfunzionamento del lander israeliano.

Accanto alla Biblioteca lunare, Arch Mission aveva incluso una piccola quantità della sua resina epossidica sperimentale contenente milioni di cellule di esseri umani e altri organismi, oltre ad un certo numero di tardigradi, causando successivamente un po’ di controversie.

Il fondatore di LifeShip, Ben Haldeman, assicura ai potenziali partecipanti preoccupati di contaminare l’inesistente sistema ecologico della Luna che il DNA non può contaminare nulla: non è vivo, tanto per cominciare.

Al momento si sta cercando di capire se l’ambra artificiale di Arch Mission sia in grado di proteggere il suo carico microscopico da danni da radiazioni. Come ha detto alla rivista IEEE Spectrum: “Conserveremo il DNA essicato e avremo molte migliaia di copie del DNA di ogni persona. Se le radiazioni ne danneggeranno alcune, avremo abbastanza ridondanza da salvaguardare i nostri clienti”

Arch Mission insiste sul fatto che “l’ambra” è ancora in fase di sviluppo, ma Haldeman desidera iniziare a inviare kit di raccolta del DNA fai-da-te entro la fine di quest’anno. Se tutto andrà secondo i piani, LifeShip potrebbe iniziare a inviare regolarmente carichi di DNA sulla Luna, sembra che molte persone siano entusiaste della possibilità di avere il proprio codice genetico archiviato in una sorta di backup fuori dalla Terra, al sicuro per un milione di anni o due.

Certo, questa iniziativa somiglia molto a certe imprese in cui fantasiosi e spregiudicati imprenditori vendono alla gente certificati che rivendicano la proprietà di un appezzamento di suolo lunare, ma, in questo caso, un po’ di voi potrebbe effettivamente arrivare fisicamente sulla Luna. 

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