Una colossale testa di marmo romana è stata scoperta a Roma, rimasta sepolta per secoli sotto il Foro di Traiano. Il sindaco Roberto Gualtieri ha annunciato questo straordinario ritrovamento sabato scorso.

La scoperta nel cuore di Roma
La testa, che raffigura un uomo con una folta capigliatura e un’espressione intensa, è emersa durante gli scavi lungo via Alessandrina. Questi scavi fanno parte di un progetto avviato a novembre dalla Sovrintendenza ai beni culturali di Roma. “Roma non smette mai di stupire,” ha dichiarato Gualtieri in un comunicato. “Sotto i nostri piedi, ogni giorno, vive una storia antica che continua ad appassionare il mondo”.
Il sindaco ha spiegato che è riaffiorata da uno strato di epoca medievale, in un’area dove anticamente si ergeva il monumentale Porticus Trisigmentata, caratterizzato dalle sue imponenti colonne. Gli archeologi stanno ora lavorando per svelare l’identità di questa affascinante figura. Gli scavi in corso non si limitano a singoli ritrovamenti, ma mirano a ricucire le aree monumentali dei Fori di Augusto, Traiano e Nerva. L’obiettivo è rimuovere via Alessandrina, che attualmente divide questi spazi, per restituire continuità e integrità all’intero complesso archeologico.
I lavori, la cui conclusione è prevista per il 2026, sono finanziati dal progetto Caput Mundi. Questo ambizioso progetto ha ricevuto 4,7 milioni di euro dai fondi del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) post-Covid dell’Italia.
La nascita di via Alessandrina: un ponte nella storia romana
Via Alessandrina non è solo una strada, ma un vero e proprio testimone della stratificazione storica di Roma, nata in un periodo di grande fermento urbanistico nella seconda metà del XVI secolo. La sua creazione si deve a una figura di spicco dell’epoca: il cardinale Michele Bonelli, pronipote di Papa Pio V, fu un personaggio influente nella corte pontificia e un attivo promotore di interventi urbanistici a Roma. La sua visione non si limitava solo agli aspetti religiosi, ma abbracciava anche la riorganizzazione e l’abbellimento della città eterna. È a lui che si deve l’iniziativa di tracciare questa nuova arteria, che avrebbe avuto un impatto significativo sul tessuto urbano preesistente.
Il nome stesso della via, “Alessandrina“, è un diretto omaggio alla provenienza geografica del cardinale Bonelli. Egli era infatti originario della provincia ligure di Alessandria, un legame che volle immortalare intitolando a essa questa sua importante opera urbanistica. Questo dettaglio non è solo una curiosità toponomastica, ma sottolinea il forte senso di appartenenza e l’orgoglio per le proprie radici che spesso caratterizzava le grandi personalità dell’epoca.
La realizzazione di Via Alessandrina rappresentò un intervento significativo che andò a incidere su un’area di fondamentale importanza storica per Roma: quella dei Fori Imperiali. Sebbene all’epoca il valore archeologico di queste testimonianze fosse compreso diversamente rispetto a oggi, la costruzione della via comportò una sovrapposizione e, in parte, una frammentazione delle antiche strutture monumentali.
Questo è il motivo per cui oggi si parla di “ricucire” gli spazi archeologici, rimuovendo la via per restituire continuità ai Fori di Augusto, Traiano e Nerva, rivelando la loro originaria magnificenza. La strada, pur essendo un elemento relativamente “moderno” rispetto alle millenarie rovine che la circondano, è diventata essa stessa parte di questa complessa stratigrafia, un simbolo della costante evoluzione e trasformazione della città di Roma attraverso i secoli.
La strada che resistette alle demolizioni fasciste
La storia di Via Alessandrina è intrinsecamente legata alle profonde trasformazioni urbanistiche che hanno interessato Roma nel corso dei secoli, e la sua capacità di sopravvivere alle imponenti campagne di demolizioni volute da Benito Mussolini tra il 1927 e il 1935 ne è una testimonianza significativa. In quel periodo, il regime fascista intraprese un’opera massiccia e senza precedenti di sventramento del tessuto urbano antico e medievale, con l’obiettivo dichiarato di riportare alla luce le vestigia dell’antica grandezza romana e di creare nuove arterie stradali che esaltassero la monumentalità della capitale imperiale.
L’iniziativa più emblematica di questa politica fu la creazione della Via dell’Impero, oggi conosciuta come Via dei Fori Imperiali. Questo progetto ambizioso prevedeva la completa rimozione di tutte le abitazioni e le strutture che si erano accumulate nel corso dei secoli sui resti archeologici compresi tra Piazza Venezia e il Colosseo. L’idea era quella di creare un’imponente prospettiva che collegasse simbolicamente il cuore politico della Roma fascista con i gloriosi monumenti dell’antichità, celebrando la continuità tra l’Impero Romano e la “nuova” Italia fascista. Migliaia di edifici, spesso di grande valore storico e sociale, furono abbattuti indiscriminatamente, e intere comunità sradicate per far spazio a questa visione monumentale.
In questo contesto di radicale trasformazione e distruzione, il fatto che Via Alessandrina sia riuscita a sopravvivere è degno di nota. Mentre gran parte dell’area circostante veniva completamente stravolta per far emergere i Fori Imperiali e per la costruzione della nuova via trionfale, Via Alessandrina, pur essendo vicina a questi cantieri epocali, non fu demolita. Questa sua permanenza ha contribuito a preservare una peculiare stratificazione urbana, dove una strada cinquecentesca si snoda tra i resti millenari dei Fori, creando un contrasto affascinante che oggi è oggetto di nuovi progetti di riqualificazione.
La sua sopravvivenza testimonia sia la complessità degli interventi urbanistici di quel periodo, sia la possibilità che alcune porzioni del tessuto storico, per ragioni logistiche, economiche o progettuali, potessero scampare alla furia demolitrice. La sua presenza è diventata quindi un elemento chiave nel dibattito contemporaneo sulla riconnessione e valorizzazione dei Fori Imperiali, un testimone silente di epoche diverse che hanno plasmato il volto di Roma.
Per maggiori informazioni consulta il comunicato stampa ufficiale del Comune di Roma.

















