Per anni abbiamo parlato con intelligenze artificiali che vivono nel cloud. Apriamo una finestra del browser, scriviamo una richiesta, otteniamo una risposta e poi chiudiamo tutto. Alla conversazione successiva, spesso, bisogna ricominciare da capo.
Ma cosa succede quando l’AI non è più soltanto una chat remota ospitata su server lontani? Cosa succede quando l’intelligenza artificiale vive davvero sul nostro computer, mantiene memoria delle interazioni e continua ad esistere anche dopo la chiusura della finestra?
È da questa domanda che nasce Presence.
Oltre il chatbot: verso una AI persistente
Presence è un sistema di intelligenza artificiale locale e persistente progettato per funzionare direttamente sul computer dell’utente. Non si tratta semplicemente di un assistente virtuale o di una classica interfaccia conversazionale. Presence nasce come un ambiente cognitivo collaborativo: una AI capace di mantenere continuità, memoria e presenza nel tempo e di agire analizzando notizie, fatti e documenti, generando codice, testi, immagini, video e clip musicali.
L’obiettivo del progetto è esplorare una possibile evoluzione dell’AI personale: sistemi agentici locali, collaborativi e sostenibili, in grado di assistere l’utente senza dipendere continuamente dal cloud.
Negli ultimi anni l’intelligenza artificiale generativa ha fatto passi enormi, ma ha anche evidenziato alcuni limiti sempre più evidenti:
- dipendenza costante dai server remoti;
- costi crescenti delle API cloud;
- problemi di privacy;
- limitazioni operative;
- difficoltà nel mantenere continuità e memoria nel tempo.
Presence prova a percorrere una strada diversa.
Una architettura dual-model collaborativa
Uno degli aspetti più interessanti del progetto è la sua architettura dual-model collaborativa.
Invece di affidare tutto a un singolo modello linguistico, Presence utilizza più modelli specializzati che collaborano tra loro.
Un modello principale si occupa della generazione dei contenuti, della conversazione e delle operazioni richieste dall’utente. Un secondo modello agisce invece come supervisore, collaboratore e sistema di validazione.
Questo approccio permette di introdurre:
- critique pass automatici;
- controllo qualitativo dei risultati;
- brainstorming collaborativo;
- riduzione delle allucinazioni;
- supervisione delle pipeline generative;
- ottimizzazione dei costi computazionali.
In pratica, Presence cerca di trasformare l’intelligenza artificiale da semplice chatbot a sistema cognitivo cooperativo.

AI locale e sostenibilità dei sistemi agentici
L’evoluzione verso sistemi AI agentici pone anche un problema molto concreto: il costo.
Una AI persistente che:
- osserva il contesto;
- mantiene memoria;
- genera immagini;
- produce codice;
- orchestra pipeline;
- supervisiona altri modelli;
- interagisce continuamente con l’utente;
può consumare enormi quantità di risorse cloud e token API.
Per questo motivo il progetto Presence punta molto sul concetto di “local-first AI”.
L’idea è semplice: utilizzare modelli locali per la maggior parte delle operazioni quotidiane, riservando eventualmente i modelli cloud solo ai compiti più complessi.
Questo approccio permette:
- maggiore privacy;
- minori costi operativi;
- maggiore continuità;
- indipendenza dai servizi remoti;
- controllo completo dei propri dati.
In un momento storico in cui sempre più utenti iniziano a interrogarsi sul rapporto tra AI, privacy e dipendenza dal cloud, la possibilità di avere sistemi intelligenti che funzionano direttamente sul proprio hardware torna improvvisamente molto interessante.
Presence non è solo una chat
Uno degli elementi centrali del progetto è il concetto di continuità.
Presence è progettata per “restare”.
Può mantenere memoria tra le sessioni, interagire vocalmente, utilizzare moduli visivi e, opzionalmente, percepire il contesto ambientale attraverso sistemi di ambient awareness elaborati completamente in locale.
L’idea non è quella di simulare una coscienza artificiale, ma di costruire un sistema capace di offrire una presenza digitale coerente e persistente nel tempo.
Accanto al companion principale, Presence integra anche moduli operativi dedicati a:
- generazione di immagini;
- coding agent;
- analisi di intelligence da fonti OSINT
- produzione video;
- generazione musicale;
- orchestrazione multimodale.

Tutti elementi pensati per lavorare insieme all’interno di un unico ecosistema locale.
Dalla AI cloud alla AI personale
Per molto tempo abbiamo pensato all’intelligenza artificiale come a qualcosa che vive “altrove”: nei datacenter delle grandi aziende tecnologiche.
Ma l’aumento della potenza dell’hardware consumer e la crescita dei modelli open-source stanno cambiando rapidamente il panorama.
Oggi è possibile far girare modelli linguistici avanzati, generatori di immagini e sistemi multimodali direttamente su computer domestici relativamente accessibili.
Presence nasce proprio all’interno di questa trasformazione.
Non come alternativa ideologica al cloud, ma come tentativo pragmatico di costruire sistemi AI più sostenibili, collaborativi e vicini all’utente.
Il progetto Kickstarter
Presence è attualmente in arrivo su Kickstarter come progetto Blacknode.
La campagna presenterà diverse edizioni del sistema, da configurazioni leggere per hardware consumer fino a workstation AI locali più avanzate.
L’obiettivo dichiarato del progetto non è soltanto creare un nuovo assistente AI, ma esplorare una possibile direzione futura dell’intelligenza artificiale personale: persistente, collaborativa, locale e realmente sotto il controllo dell’utente.
Perché forse il futuro dell’AI non sarà soltanto più intelligente.
Potrebbe essere anche più vicino.
Seguici su Kickstarter.





































