‘Riciclare’ avanzi cibo senza rischi per la salute, il decalogo dell’esperto

Dopo i pranzi e i cenoni delle festività, resta da gestire ciò che avanza dei piatti da portata. Cosa fare? Sprecare il cibo non è mai una buona azione, al contrario è invece giusto recuperarlo, 'riciclandolo' e rigustandolo. Ma è davvero sempre un’azione corretta?

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'Riciclare' avanzi cibo senza rischi per la salute, il decalogo dell'esperto
'Riciclare' avanzi cibo senza rischi per la salute, il decalogo dell'esperto
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(Adnkronos) – Dopo i pranzi e i cenoni delle festività, resta da gestire ciò che avanza dei piatti da portata. Cosa fare? Sprecare il cibo non è mai una buona azione, al contrario è invece giusto recuperarlo, ‘riciclandolo’ e rigustandolo. Ma è davvero sempre un’azione corretta?

A volte gli avanzi possono essere generatori di rischi alimentari, quelli derivanti da una loro non adeguata conservazione, che facilita la proliferazione di microrganismi patogeni. Come evitare di far male? Innanzitutto, utilizzando prudenza e buonsenso. In aiuto, poi, potrebbe arrivare un decalogo delle migliori considerazioni da tener sempre presente.

Ecco i consigli stilati, per l’Adnkronos Salute, da Mauro Minelli, immunologo e docente di Fondamenti di dietetica e nutrizione all’Università Lum.

L’esperto ha messo a punto un vero e proprio decalogo:

1) Riporre gli avanzi in frigorifero o nel congelatore entro due ore dalla loro cottura. Le uova, i prodotti caseari, gli affettati, gli avanzi, le torte sono da posizionare sulle mensole centrali (4-5°C) e su quella più alta (8°C). I cassetti in basso (fino a 10°C) sono destinati alle verdure e alla frutta che potrebbero essere danneggiati da temperature più basse;



2) Conservare gli avanzi nel frigorifero in contenitori puliti e forniti di coperchio. Si consiglia di suddividere il cibo avanzato in piccole porzioni affinché si raffreddi più velocemente in frigorifero e di consumarlo entro due-tre giorni;

3) Evitare le contaminazioni crociate: non mettere a contatto cibi già cotti o pronti per il consumo (arrosti, formaggi..) con la verdura e la frutta non lavata;

4) Gli avanzi di cibi cotti prima di essere consumati devono essere riscaldati in modo adeguato. Minestre, salse e sughi fino ad ebollizione. Altre tipologie di cibo, invece, devono essere riscaldati bene, mescolando in modo che il riscaldamento sia uniforme e raggiunga i 70 – 80° C anche nel cuore dell’alimento, senza mai riscaldarli più di una volta né mescolandoli ai cibi freschi.

5) Se il piatto avanzato è equilibrato, ossia ha la giusta quantità di carboidrati, di grassi, proteine, allora può essere ancora consumato, se è stato ben conservato, magari accostandolo ad una porzione di verdura cruda o cotta, che contribuirebbe ad aggiungere la dose necessaria di fibre;

6) Se il piatto avanzato è molto ricco di grassi, come ad esempio l’insalata russa, fatta di verdure bollire e maionese o come la carne o le verdure fritte e molto ricche di condimenti, meglio evitare il consumo, soprattutto per non ripetere ad oltranza errori nutrizionali, che metteranno a dura prova il fegato appesantito.

7) La carne cotta non consumata può essere tritata, mescolata con un uovo, del parmigiano grattugiato e qualche verdura per realizzare delle polpettine da cuocere in umido o al forno;

8) Se è avanzato del pesce cotto, basta sfilettarlo e utilizzarlo per creare un condimento per la pasta oppure è possibile realizzare degli ottimi bastoncini di pesce, graditi di sicuro anche dai bambini;

9) Se è avanzato purè di patate, si possono realizzare dei buonissimi hamburger vegetariani;

10) Se sono gli avanzi sono i dolci, meglio non consumarli, soprattutto se si è esagerato nei giorni di festa o comunque destinarli, sempre in piccole porzione, alla colazione.

—salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)

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