Quanti italiani visitano gli Stati Uniti? Ecco cosa dicono i numeri

Gli USA sono, da sempre, una meta molto ambita da parte degli italiani, che vi si recano sia per motivi di turismo, sia per ragioni di business. Quali sono i dati relativi alle persone che, dal Bel Paese, si recano oltreoceano?

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Quanti italiani visitano gli Stati Uniti? Ecco cosa dicono i numeri
Quanti italiani visitano gli Stati Uniti? Ecco cosa dicono i numeri

Gli USA sono, da sempre, una meta molto ambita da parte degli italiani, che vi si recano sia per motivi di turismo, sia per ragioni di business. Quali sono i dati relativi alle persone che, dal Bel Paese, si recano oltreoceano? Come vedremo tra poco, negli ultimi anni sono stati interessati da cambiamenti profondi, causati in primis dall’emergenza del Covid.

Un numero curioso – riportato peraltro da alcuni quotidiani importanti – è quello riguardante il numero di voli privati tra Italia e USA che negli ultimi anni sono notevolmente aumentati, probabilmente non solo per i vantaggi (al riguardo è possibile leggere l’articolo del blog ufficiale di Fast Private Jet, agenzia tra le più attive del settore in Italia) ma anche per gli effetti della pandemia.

Dopo questa doverosa premessa, possiamo entrare nel vivo del focus sull’evoluzione recente dei viaggi degli italiani negli Stati Uniti d’America.

Italiani negli USA: l’anno dei record

L’anno dei record per i viaggi degli italiani in USA è stato il 2015. Ai tempi, infatti, si superò il milione di persone che, dall’Italia, raggiunsero gli States sia per trascorrervi un periodo di vacanza, sia per ragioni legate agli affari.

Quali erano, ai tempi, le mete più richieste? Ovviamente New York, ma anche Miami, città che, negli ultimi anni, si è ritagliata il classico posto al sole per quanto riguarda l’interesse da parte degli italiani, in particolare di quelli intenzionati ad avviare e a far prosperare imprese.



Le cause principali sono due, ossia la qualità della vita migliore e il carico fiscale inferiore rispetto a città come New York o San Francisco, culla di tantissime aziende che hanno fatto la storia della tecnologia.

Se si guarda solo ai numeri della Grande Mela, nel 2018 l’Italia rappresentava l’ottavo Paese a livello internazionale e il quarto in ambito europeo per quel che concerne gli arrivi dall’estero. Ai tempi, sono stati circa 563000 i visitatori che hanno raggiunto New York, più o meno il 6% in più rispetto al 2017.

Il quadro in questione è stato, poco tempo dopo, letteralmente investito dal cigno nero del Covid, che ha letteralmente azzerato gli arrivi dall’Italia agli Stati Uniti d’America.

La ripresa post Covid e le previsioni per il futuro

Con la fine dell’emergenza sanitaria, è iniziata, per quanto riguarda i viaggi dall’Italia agli USA sia per motivi di svago e cultura, sia per business, una ripresa consistente, anche se non esente da problematiche.

Le frontiere statunitensi sono state riaperte a fine 2021 e, da quel momento, gli italiani hanno ricominciato a recarsi negli States.

I dati dell’immediata post riapertura, relativi nello specifico ai primi otto mesi del 2022, hanno parlato di un numero di ingressi pari a 448907. Nel medesimo periodo del 2019, erano stati oltre 748000 gli italiani entrati negli USA.

Si tratta, oggettivamente, di numeri che non si possono definire straordinari. Le previsioni, però, sono rosee. Secondo le prospettive di Oxford Economics, nel 2023 saranno oltre 890000 i cittadini del Bel Paese che, per svariati motivi, viaggeranno negli USA.

L’anno prossimo dovrebbe rappresentare la svolta dopo la crisi della pandemia, con una previsione che parla di più di un milione di accessi dall’Italia negli USA.

Il ruolo dell’Italia

Gli USA puntano molto sulla ripresa dei viaggi dall’Italia in quanto i numeri del mercato asiatico stanno attraversando un momento di profonda crisi. Gli imprenditori statunitensi guardano con ottimismo non solo agli ingressi dal Bel Paese, ma anche a quelli dal Regno Unito.

A far guardare al futuro con occhi all’insegna dell’ottimismo ci pensa un dato degno di nota, ossia quello del soggiorno medio del turista europeo. Se, prima del Covid, era di circa 13 giorni, oggi la media, invece, è pari a 17.

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