Prime analisi dei frammenti dell’asteroide Ryugu

La sonda giapponese Hayabusa 2 nel 2019 ha raccolto due diversi tipi di campioni in due luoghi diversi della superficie dell'asteroide Ryugu. Dalla loro analisi si potranno estrarre molte informazioni su processi avvenuti durante la formazione del Sistema Solare

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I campioni di suolo prelevati da un asteroide e riportati sulla Terra da un veicolo spaziale giapponese non hanno deluso le aspettative. Questi frammenti sono simili a piccoli pezzetti di carbone.
I campioni di suolo sono grandi all’incirca un centimetro e duri come una roccia, come spiegano i funzionari giapponesi, e non si rompono quando vengono raccolti o versati in un altro contenitore. A essere descritti per primi sono stati piccoli granuli neri e sabbiosi raccolti dalla navicella e restituiti separatamente dai frammenti più grandi.
La sonda giapponese Hayabusa2 nel 2019 ha raccolto due diversi tipi di campioni in due luoghi diversi della superficie dell’asteroide Ryugu, a più di 300 milioni di chilometri dalla Terra. Ryugu è un asteroide di tipo carbonioso del diametro di circa 800 metri. Questo tipo di oggetto classificato come  tipo C (carbonioso), è la varietà più diffusa tra gli asteroidi conosciuti, ed è particolarmente scuro e quindi difficile da osservare a distanza. Ryugu è stato osservato per la prima volta nel 1999.
La sonda ha rilasciato una capsula che è stata recuperata nell’entroterra australiano, i campioni sono stati portati in Giappone all’inizio di dicembre.
I granuli sabbiosi descritti dalla Japan Aerospace Exploration Agency provengono dal luogo del primo atterraggio del veicolo spaziale avvenuto nell’aprile 2019.
I frammenti più grandi invece  provengono dal compartimento dedicato al secondo touchdown su Ryugu.
Per acquisire la seconda serie di campioni la sonda spaziale Hayabusa2, nel luglio del 2019 ha fatto esplodere piccole cariche sotto la superficie dell’asteroide, raccogliendo il materiale dal cratere in modo che non fosse influenzato dalle radiazioni spaziali e da altri fattori ambientali.
Uno scienziato ha spiegato che le differenze di dimensioni suggeriscono una diversa durezza del substrato roccioso sull’asteroide. “Una possibilità è che il punto del secondo touchdown fosse una roccia dura e particelle più grandi si siano rotte ed siano entrate nello scompartimento”.
L’agenzia spaziale giapponese JAXA sta proseguendo l’esame iniziale dei campioni dell’ asteroide prima di studi più completi che avverranno a partire del prossimo anno. Gli scienziati sperano che i campioni forniscano informazioni sulle origini del sistema solare e della vita sulla Terra. Gli scienziati pensano che gli asteroidi contengano elementi e molecole che potrebbero avere innescato i meccanismi di formazione della vita sul nostro pianeta: acqua, composti del carbonio e metalli. Dalla loro analisi si potranno estrarre molte informazioni su processi avvenuti molti miliardi di anni fa.
A seguito degli studi in Giappone, alcuni dei campioni saranno condivisi con la NASA e altre agenzie spaziali internazionali per ulteriori ricerche.
Hayabusa2, nel frattempo, è impegnato in una spedizione di 11 anni su un altro piccolo e distante asteroide di tipo Apollo denominato semplicemente 1998KY26, che è transitato l’anno scorso a circa 800000 km dalla Terra (poco più del doppio della distanza Terra-Luna). La missione è stata ideata per cercare di studiare le possibili tecniche di difesa contro i meteoriti che potrebbero dirigersi verso la Terra.
Fonte: https://phys.org/news/2020-12-japanese-spacecraft-gifts-asteroid-chips.html